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Croccolo addio, Napoli ti saluta!

Carlo Croccolo

Si è spento all’eta di 92 anni Carlo Croccolo, artista napoletano con un curriculum di tutto rispetto nel grande schermo. Attore, doppiatore, regista e sceneggiatore, conosciuto ai più per il suo ruolo nella popolare serie televisiva "Capri" in cui vestiva i panni dell’amabile marinaio Totonno. Non meno per le sue notissime apparizioni accanto ai grandi del cinema napoletano; in primis Totò e i fratelli De Filippo.

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Festival di Venezia 2019: vince ‘Joker’ di Todd Philips con Joaquin Phoenix

venezia 2019

Joker del regista newyorkese Todd Phillips (Old school, Una notte da leoni, Trafficanti), vince a sorpresa il Leone d’Oro al Festival di Venezia 2019; Roman Polanski e il suo J’accuse conquistano il Leone d’Argento Gran Premio della Giuria. Joker esplora dunque la nascita di un mostro prodotto dalla società stessa, creato e nutrito da illusioni e delusioni, maltrattamenti fisici e psichici, nell'epoca che mescola spettacolo pubblico e degrado morale.

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Addio a Franco Zeffirelli, regista al servizio dell’opera lirica e della letteratura

Franco Zeffirelli

Gian Franco Corsi Zeffirelli, regista e sceneggiature lirico e raffinato, votato alla forma e all'estetica, è stato anche senatore della Repubblica, eletto nelle file di Forza Italia. Zeffirelli vinse numerosi David di Donatello per film quali "Fratello Sole e Sorella Luna" e "Amleto", con "Romeo e Giulietta" vinse anche un Nastro d’Argento. Su iniziativa del presidente della Repubblica nel 1977 fu nominato Grand Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. A suo nome a Firenze è intitolato un museo-fondazione curato dal figlio, Pippo Zeffirelli, che si trova in piazza San Firenze, e che contiene al suo interno oltre 250 fra oggetti e cimeli legati alla sua carriera artistica.

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Cannes 2019: vince il thriller coreano ‘Parasite’ di Bong Joon-Ho

Cannes 2019

Cala il sipario sull’edizione 72 del Festival del Cinema di Cannes che anche quest'anno ha presentato pellicole variegate e di elevatissima qualità. A trionfare è stato il coreano Bong Joon-Ho, con la pellicola Parasite. un thriller crudelissimo dai risvolti horror. La storia è quella di una famiglia di disoccupati, i Ki-taek, ossessionati dalla ricca famiglia Park al punto da invadere la loro vita quotidiana. Bong Joon-Ho, già regista di Snowpiercer, era stato a Cannes nel 2017, quando aveva presentato Okja, il primo film Netflix proiettato in Concorso nell'unico anno in cui il colosso streaming veniva accolto nella selezione ufficiale del Festival sulla Croisette. Quel film era stato bocciato in partenza, in maniera simbolica dalla giuria di Pedro Almodóvar che all'epoca dichiarò: "non possiamo certamente dare la Palma d'oro a un film che non arriverà nei cinema". Adesso il regista coreano vive il momento di trionfo: il suo film ha recentemente trovato una distribuzione in Italia. Sarà infatti Academy Two a lanciarlo nelle sale italiane.

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Ricordando Sergio Leone a trent’anni dalla sua scomparsa

Leone

Il giovane Leone nasce, respira, mangia, beve con il cinema. Il suo campo d'allenamento è costituito da un genere molto in voga negli anni 50, il cosiddetto "peplum": per questi "filmoni" in costume scrive diverse sceneggiature, fino ad arrivare alla prima regia, subentrando nel 1959 a Mario Bonnard per completare Gli ultimi giorni di Pompei e, finalmente, nel 1961, tutto solo dietro la macchina da presa per Il colosso di Rodi. Archeologia, di fatto. Impossibile, assolutamente impossibile spiegare ai ragazzi d'oggi che cosa significavano quei film per il pubblico del tempo.

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In memoria di Kubrick: ‘2001: Odissea nello spazio’, il capolavoro che ci fa sperimentare la sete di comprensione

kubrick

Sottraendo il capolavoro 2001: Odissea nello spazio a interpretazioni immediate - aprendolo quindi a infinite interpretazioni - Kubrick, che ha rappresentato una potente esperienza visiva intorno alla quale lascia tutti liberi di specularci come vogliono, ci lascia soli di fronte al monolito, un significante privo di significato. Ci fa sperimentare la sete della comprensione, assieme all'impossibilità di oltrepassare i limiti della comprensione. Durante la visione siamo in assenza di gravità, presi dalla vertigine, rapiti dal fascino di immagini, suoni e musiche di un film quasi privo di dialoghi. "Le scene più forti, quelle di cui ci si ricorda, non sono mai scene in cui delle persone si parlano, ma quasi sempre scene di musica e immagini": in nessun altro film Kubrick è stato tanto fedele a questo suo assunto quanto in 2001: Odissea nello spazio.

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