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Ramones: Fast, Rock & Furious

Insieme a Never Mind The Bullocks firmato Sex Pistols e The Clash, l’album omonimo degli americanissimi Ramones, rappresenta la sferzata tonante della nuova gioventù musicale nei confronti del rock classico, della stantia industria discografica e del sistema in generale devastato da crisi economica e sociale. Joey, Johnny, Dee Dee e Tommy vestono i panni di antieroi in jeans strappati e giubbotto di pelle nera, adottano un cognome comune (Ramone) preso in prestito dal Paul McCartney pre-Beatles, suonano con violenza ed alienazione brani che parlano di droghe, violenza, nazismo, problemi relazionali e gettano le basi di un nuovo movimento musicale che dominerà la seconda metà degli anni ’70 arrivando ad influenzare persino Nirvana, Pearl Jam, Sonic Youth e Red Hot Chili Peppers

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“Pearl”: L’inizio e la fine di Janis Joplin

Un urlo. Una voce. Un lamento roco e disperato. L’agghiacciante intro di Cry Baby rivela tutto il tormento e l’angoscia di Janis Joplin, una delle più grandi blues-woman di tutti i tempi, e nel contempo rappresenta il folgorante attacco del suo primo ed unico album solista: Pearl, datato 1971. Dopo essere stata per anni la cantante del gruppo/comune Big Bother And The Olding Company (indimenticabile l’album Cheap Thrills del 1968 in cui è contenuta l’immortale Piece Of My Heart), l’artista texana decide di fare il definitivo salto di qualità e, con l’aiuto della Full Tilt Boogie Band, si chiude in studio a Los Angeles per incidere nove brani pieni di dolore e bellezza.

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“Are You Experienced”, la rivoluzione di Jimi Hendrix

Parecchi aggettivi vengono in mente all’ascolto dell'album "Are You Experienced": incredibile, irripetibile, emozionante, rivoluzionario. L’album di debutto dell’allora venticinquenne Jimi Hendrix, oscuro chitarrista di Seattle, segna una svolta senza precedenti nel mondo del rock. Un approccio chitarristico ed una capacità di “giocare” col suono mai vista prima. Una tecnica strumentale ed un’abilità compositiva sconcertante, il tutto abilmente amalgamato ad una immagine pubblica eccessiva e maledetta (la tossicodipendenza, l’abbigliamento multicolore, la famosa acconciatura “afro”), ne hanno fatto immediatamente un simbolo ed un’icona. Le incendiarie apparizioni pubbliche (come quella al Festival di Woodstock nell’agosto del 1969) in cui maneggia la sua chitarra come fa Zeus con le sue saette, lo hanno proiettato immediatamente nell’immaginario collettivo facendone la prima vera rockstar ed il primo guitar-hero in assoluto. La sua leggendaria Fender Stratocaster bianca è diventata, ormai, un oggetto mitico, alla stregua di Excalibur, capace di incantare milioni di persone con la potenza e la varietà dei suoi suoni. Tuttavia la grandezza di Are You Experienced sta nel riuscire ad intrappolare il genio e la sregolatezza di un artista votato all’improvvisazione ed alla sperimentazione in brani della durata di circa tre minuti, lasciandone comunque intatta l’indiscutibile carica emozionale.

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“Ten”: il grunge secondo i Pearl Jam

Ten dei Pearl Jam è perfettamente al passo coi tempi sia dal punto di vista lirico che musicale. E’ un disco grunge ma non nel senso più estremo del termine. Le epiche cavalcate di Alive, Even Flow, Black, Jeremy, Once, Oceans, sono entrate di diritto nell’immaginario collettivo di schiere di adolescenti, trasformandosi in veri e propri inni di un’intera generazione.

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“Remedios”: la grande anima di Gabriella Ferri

Gabriella Ferri è Roma. La sua voce, ogni nota o verso, trasudano romanità. Ogni canzone descrive l’atmosfera della Città Eterna come un’incisione di Piranesi, un sonetto del Belli o un film di Luigi Magni. La personalità enorme e sfaccettata, unitamente allo straordinario percorso artistico, hanno inoltre sdoganato definitivamente la cultura romana, portandola ben oltre le mura Aureliane fino a farle assumere una dimensione internazionale. Grazie al suo essere cantante, attrice, conduttrice televisiva (ricordiamo le celebri trasmissioni “Dove Sta Zazà” e “Mazzabubù” che segnarono l’epoca d’oro della TV nostrana) ha trasmesso l’amore per la sua città a milioni di persone. La Ferri, però, è stata soprattutto una cantante “popolare” ma non nel senso dispregiativo del termine, bensì nel senso di una cantante del popolo e per il popolo. La straordinaria intuizione dell’esistenza di un minimo comun denominatore tra la musica tradizionale di tutto il mondo ha spinto l’artista romana a concepire ed incidere quello che può essere considerato il suo capolavoro: Remedios

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“Exile On Main Street”: La grandeur degli Stones

Ruvido, lercio, sudato, grezzo, sfinito, eclettico; queste sono le sensazioni generate dall’ascolto di "Exile On Main Street", dodicesimo album dei Rolling Stones. Un’opera colossale, un magnifico doppio album i cui pezzi trasudano blues, country, rock’n’roll e boogie. Jagger e Richards, al massimo della forma e dell’ispirazione (alimentata anche da montagne di droga e fiumi di alcol), scrivono luride canzoni piene di sesso, giocatori d’azzardo, angeli neri, tossicodipendenza, demoni e spiritualità. Il tutto è accompagnato da chitarre affilate come rasoi, una solida base ritmica ed una voce che sembra uscita più da un profondo buco nero che dalle corde vocali di una celebrata rockstar.

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“Aida”: Il sorriso dolceamaro di Rino Gaetano

Solo con l’avvento del nuovo millennio il nome e l’opera di Rino Gaetano sono stati ampiamente rivalutati e apprezzati. Musicisti quali Elio E Le Storie Tese, Daniele Silvestri, Alex Britti, Simone Cristicchi, Articolo 31, ne hanno a più riprese riconosciuto l’influenza cerando in numerosi brani di ricalcarne lo stile. Miriadi di tribute band sparse per tutto il paese ne ripropongono costantemente l’intero repertorio mentre alcuni suoi cavalli di battaglia sono diventati titoli di film (Mio fratello è figlio unico) o di programmi televisivi (Ma il cielo è sempre più blu) e sono, oramai, una presenza fissa dell’ airplay radiofonico; a dimostrazione che Rino Gaetano non è stato una meteora della musica italiana ma un precursore, uno in grado di guardare al passato per capire il futuro.

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