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Opere del ‘900

L’amante fedele, il simbolismo di Bontempelli

L'amante fedele di Bontempelli

Lo scrittore lombardo Massimo Bontempelli possiede una sorta di immunità, né triste né felice, dai guai che spesso compromettono l'essere umano con il quotidiano, ma la facoltà di non stupirsi di nulla produce come effetto quello di generare stupore. In effetti sembra che Bontempelli ignori la vita, contrabbandando innocenza, pensiamo all'attacco della novella del libro Donna nel sole: "Ero andato a fare un giro in aria col mio aeroplano più piccolo", oppure alla frase della raccolta di racconti L'amante fedele: "La Bella Addormentata nel Bosco russava".

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In ricordo di Michel Tournier, mitografo-indagatore

Michel Tournier

Si è spento il 20 gennaio scorso, all'età di 91 anni lo scrittore francese, esponente del realismo magico, Michel Tournier. Tournier ha vissuto la sua gioventù a Saint-Germain-en-Laye e a Neuilly-sur-Seine. La sua educazione è intrisa di cultura francese, influenzata dalla musica e dal cattolicesimo e poi segnata anche brevemente dalla cultura tedesca. I suoi primi lavori sono stati nel mondo della radio e della televisione come giornalista, ha condotto la trasmissione L'ora della cultura francese, ha lavorato per la radio Europe 1 e collaborato con Le Monde e Le Figaro. Nel 1967 ha pubblicato il suo primo romanzo Venerdi o il limbo del pacifico e viene premiato con il Grand prix du roman della Académie française. Il libro è una rivisitazione del personaggio di Robinson Crusoe intriso del pensiero di Jean-Jacques Rousseau.

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L’imbroglio, i ritratti ‘fisici’ e ‘squilibrati’ di Moravia

erotismo di Alberto Moravia

Dialogo, ritratto, descrizione, scelta del soggetto, credibilità e trascrizione del tempo: sono questi gli elementi principali che caratterizzano un romanzo, e senza dubbio i romanzi di Alberto Moravia combinano efficacemente questi ingredienti fin dalla sorprendente esplosione degli Indifferenti dove si agglomeravano e collaboravano spontaneamente come del resto nel romanzo breve L'imbroglio (Milano, 1937) che ci offre cinque saggi che danno vita ad un blocco narrativo organico e compatto. Tale coesione tuttavia è frutto di uno squilibrio interno che imprime al racconto il ritmo accelerato a un tempo e sospeso; squilibrio che è la molla drammaturgica delle sceneggiature di Moravia e che si caratterizza come un rapporto originale tra ciò che i personaggi sono e ciò che fanno.

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Storie di fantasmi per il dopocena, di Jerome Klapka Jerome

L'umorista inglese Jerome Klapka Jerome (WalSall, 2 Maggio 1859- Northampton, 14 Giugno 1927) ci offre un quadro davvero colorato di suggestioni, racconti avvincenti, imprese goliardiche ma anche spaventose e macabre, nelle sue Storie di fantasmi per il dopocena (pubblicato nel 1891). Si tratta di brevi racconti avventurosi rivolti al diletto del lettore medio, che lo avvicinano alla lettura grazie alla rappresentazione del quotidiano. Questo tipo di lettura, veloce e comprensibile, poteva essere fatta in treno o mentre ci si recava a lavoro, ad esempio. Si può dire che Jerome K. Jerome appartiene a quella cerchia di autori riconosciuti come scrittori ''da treno'', assieme ad Arthur Conan Doyle, Rider Haggard e molti altri.

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‘Diario di un parroco di campagna’ di Bernanos: quando la fede non rassicura

Diario di un parroco di campagna

L'opera Diario di un parroco di campagna dello scrittore francese Georges Bernacos, è una storia d'altri tempi, il racconto di un qualunque paese, che conduce una vita talmente regolare e banale, da apparire agli occhi del lettore moderno come impossibile e terribilmente lontana dal vero, seppur non vi siano elementi del fantastico a rendere paradossale o irreale la narrazione. L'elemento più improbabile e straniante rispetto alla moderna ed attuale quotidianità è sicuramente la figura del protagonista della storia: un giovane prete, dalla salute cagionevole e l'animo puro, a cui viene affidata una piccola parrocchia di campagna, in Francia.

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‘Sessanta’, le massime e i pensieri di Ojetti

Ugo Ojetti

Nel giornalismo letterario bisogna distinguere tra "articoli di giornale" e "articoli che escono sul giornale"; in Italia abbiamo avuto dei bellissimi esempi come quelli di Cecchi e Baldini: lavori di artisti che hanno trovato il loro modulo nel taglio dell'elzeviro. Gli articoli di giornale hanno l'aria di obbedire alle necessità dei lettori prima che a quelli che li ha scritti; in questo senso, quelli di Ojetti sono sia articoli sul giornale che articoli che escono sul giornale e fanno letteratura. In altri paesi tutto questo è rappresentato da diari, epistolari, libri di memorie, mentre in Italia, eccezione fatta per Ferdinando Martini, lo scrittore che è riuscito a fare letteratura francese nel più italiano dei modi, è stato proprio Ugo Ojetti, rimediando con il corpus dei suoi articoli che tiene il posto dei diari e delle memorie, in Italia mancanti.

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Pétronille, un sorso di Amélie Nothomb

Petronille

Esistono libri che conquistano e intimoriscono, lasciano irretiti o sconvolgono. Non è sempre possibile aprire un libro e poter dire: lo rifarei ancora, e ancora, di questo libro vorrei ricordare tutto, stampare sulla pelle ogni sensazione. E' esattamente quello che succede leggendo Petronille, un libro leggero, si badi bene leggero ma non frivolo, come questo, di una levità esaustiva e grave, che non può non pesare se si ascolta con gli occhi il messaggio stridente dell'autrice. Si tratta di Pétronille (2014, Voland), il romanzo breve della amatissima Amelie Nothomb, scrittrice nata a Kobe (Giappone) nel 1967, poi vissuta in Asia e America fino a quando non si è stabilita in Belgio, il paese che poi è divenuto la sua casa e dove vive tuttora, quando non si ferma a Parigi.

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