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Opere del ‘900

Anna degli Elefanti, la “cantilena” di Moretti

Marino Moretti, poeta e romanziere crespuscolare che ha condotto un'esistenza solitaria tra esalatazioni e vittimismo, è stato senza dubbio uno degli scrittori più costanti e prolifici che il '900 abbia mai avuto. Ci troviamo di fronte ad uno scrittore che conosce il proprio mestiere con una sicurezza ormai consumata, fino alla monotonia che rappresenta perà il suo limite. Lo riconosce lui stesso, e infatti nella prefazione al romanzo Anna degli Elefanti (1937) allude al costante amore per i poveri, che lo hanno portato incolume fino alla presente monotonia artistica. E quando si parla di monotonia in Moretti, bisogna far riferimento non tanto alle vite dimesse dei protagonisti delle sue opere, quanto alla costanza di una cantilena che è una sola cosa con la sua voce di narratore.

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Veronika decide di morire, di Paulo Coelho

Paulo Coehlo

Tra le opere di Coelho che Bompiani ha pubblicato con enorme successo appare Veronika decide di morire (1999). Coelho venne a conoscenza della storia di Veronika tre mesi dopo , mentre cenava in un ristorante algerino di Parigi con un’amica slovena ; anche lei si chiamava Veronika, ed era la figlia del medico responsabile di Villete. Veronika aveva orrore per ciò che suo padre aveva fatto, soprattutto considerando che era il direttore di un’istituzione che pretendeva di essere rispettabile, e che lavorava ad una tesi che avrebbe dovuto essere sottoposta all’esame di una comunità accademica. “Sai da dove viene il termine asilo?” domandò Veronika al suo amico. “Risale al Medioevo , al diritto del singolo individuo di trovare rifugio nelle chiese, nei luoghi sacri. ‘Diritto di asilo’ : un’espressione che ogni persona civilizzata capisce! E allora come mai mio padre, direttore di un ‘asilo’ , può agire in questa maniera nei confronti di qualcuno?”.

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‘Gente nel tempo’, lo stile coraggioso di Bontempelli

Massimo Bontempelli è senza dubbio uno scrittore tutto stile come dimostra, probabilmente più di ogni suo altro romanzo, Gente nel tempo (1937), sua ultima fatica. Perchè Bontempelli può essere definito uno scrittore di tutto stile? Per il suo modo semplice di raccontare cose complicate. In Gente nel tempo, lo scrittore lombardo stabilisce rispettivamente la natura del complicato e del semplice e i loro mutui rapporti, inventando, come dice il critico Debenedetti, dei casi complicati per forza di immaginazione e li rende semplici per forza di fantasia.

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Stephen Dedalus: il martire e il mito di Joyce

James Joyce

Pubblicato nel 1914-1915, Stephen Dedalus è un romanzo fa parte della trilogia irlandese (con Gente di Dublino e Ulysses): un’opera non sempre di facile comprensione, ma che rivela la sua potenza espressiva chiaramente solo nel finale, in cui il lettore si rende conto del significato di pagine e pagine di romanzo, dominate soprattutto da una tecnica simile al flusso di coscienza

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Haruki Murakami, “pittore” irriverente

Murakami

Chiunque abbia letto qualcosa di Haruki Murakami, può senz'altro affermare, che adiacente, come un'altra miriade di scrittori, o lo si ama, o lo si odia. È quasi impossibile, e ammettendo che impossibilità come parola sia un fallace scherzo retorico della lingua, riuscire a scovare una via di mezzo, una sfumatura di grigio. Purtroppo, o lo si vede bianco o nero. Forse è un difetto, ma probabilmente proprio questo scandire, come la tastiera di una vecchia Korg nel garage della nonna con l'Halzeimer, fa si che certi autori, contemporanei e non, irriverenti, innovatori e innovativi, vengano così tanto apprezzati e alle volte fregiati col grande mantello di Geni. Per chi è un amante della letteratura giapponese, la ripubblicazione da parte di Einaudi di Nel segno della pecora è stato senza dubbio un evento imperdibile.

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Il trattato delle carezze, di G. Leleu

Gerard Leleu

La necessità, il piacere, l’arte della carezza. Il trattato delle carezze (2014) di Gérard Leleu è un testo che descrive quali sono i diversi significati che una carezza può avere perché, secondo Leleu una carezza dà sicurezza, calore, conforto, ci dice che non siamo soli. Ma la carezza è anche un messaggio di amore, di desiderio, di passione. Può essere innocente, timida, dolce o rasentare anche l’aggressione. Accarezzare non è un gesto semplice necessita di tempi, ritmi, pressioni, movimenti particolari e soprattutto del momento e dell’atmosfera giusta. Una carezza o un contatto tattile sviluppa una forma di linguaggio alternativa alla parola, ma probabilmente molto più veritiera.

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