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La fine delle avventure di Renzocchio. Storia di un premierino

C'era una volta…- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un presidente del consiglio. O meglio, un presidente del consiglio dimissionario, di nome Renzocchio. Sì, perché costui aveva solo da poche ore ricevuto la più grande batosta della vita sua. Una batosta sonorissima, enorme, semi-plebiscitaria e al momento giaceva sfranto e smarrito a culo molle sul sedile imbottito della poltroncina scarlatta collocata quasi al centro del suo gabinetto personale, però in procinto di essere a breve predisposto per qualchedun altro, per il suo successore, ancora ignoto. Subito dopo la consegna di quella cazzo di campanellina, il cui debole trillo sarebbe suonato alle sue orecchie come uno stuolo di campane a morto.

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Confessione di un sovrintendente alle zone sismiche

C'è un mito induista che si incarica di spiegarci la ragione per cui avvengono i terremoti: la terra poggia sulla groppa di colossali elefanti, le cui zampe a loro volta sono posate sui carapaci di una fila di immense testuggini. Le testuggini infine si reggono sul dorso squamoso di un cobra ancor più gigantesco. Quando una di queste bestie cosmiche si smuove appena, ecco che allora la terra smotta e trema, con crescente intensità a seconda di quante di esse siano occupate nel sommovimento in zone sismiche.

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Tirana, un’aquila che si prepara a volare alto

Tirana: si apre il sipario, ed ecco una città appena nata. Del secondo dopoguerra restano in mostra il monumento ai caduti e una certa antichità del pensiero, di una mentalità divisa tra passato e presente, rinnovamento e conformismo. La capitale dell’Albania, con poco meno di un milione di abitanti, porta ancora lo strascico degli anni ’90, fatto di emigrazione, amara speranza e di quella strana rivincita sulla modernità dei paesi europei, con la fuga degli albanesi, i residui della dittatura comunista, e il mix (non sempre felice e gestibile) di religioni.

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Varanasi, roccaforte della spiritualità mondiale

Nello stato dell’Uttar Pradesh sorge una roccaforte della spiritualità mondiale: Varanasi (Benares per gli anglofili), la città santa. Una metropoli di più di tre milioni e mezzo di abitanti che vive una inscindibile simbiosi con la Ganga, il fiume Gange; tale sincronia porta città e corso d’acqua ad essere nei fatti un’unica entità. Madre Ganga culla, attira, ritiene, irradia qualunque essere. Quasi fosse una seconda luna. L’unico modo di orientarsi nella parte vecchia di Varanasi è “sentire” la Ganga, altrimenti il dedalo di vicoli che si dipana dai Ghat (questo il nome dei templi per abluzioni che si tuffano nel fiume sacro) risulterà indecifrabile. A complicare le cose, oltre a persone, motociclette e biciclette, in quegli stessi vicolisono incontri all’ordine del giorno quelli con vacche sacre, capre, galli, scimmie, rane.

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Amsterdam, città dalle sfumature intermedie

Amsterdam riceve ogni anno più di venti milioni di stranieri. E’ quindi certo che buona parte dei lettori abbia visitato la città sull’Ij. Sono pochi, tuttavia, coloro i quali possono dire, in tutta coscienza, di conoscerla. Dal punto di vista logistico, gli olandesi sono tra i migliori al mondo a “vendere” le poche cose straordinarie che hanno. Questo nella città della tripla X si è tradotto in un vero e proprio “quadrilatero del turismo”. Un’area del centro cittadino, di estensione limitata, al cui interno c’è tutto quello che gli amsterdammer concedono di buon grado ai turisti (a prezzi non certo moderati).

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