
Come la sala rossa è collocata in fondo al padiglione

Dal 18 al 22 Maggio nella città piemontese di Torino si apriranno le porte del Salone internazionale del libro, giunto ormai alla XXX Edizione. Un’edizione rinnovata nei piani alti con il nuovo direttore Nicola Lagioia, scrittore vincitore del premio Strega 2015, ma anche nei numeri: circa 1060 case editrici tra italiane e straniere saranno presenti.
Tra le novità di quest’anno, uno stand dedicato alla Toscana come regione ospite, un altro a Matera, capitale europea della cultura 2019 e tre sezioni internazionali alla Cina, Romania e Marocco.
L’edizione 2017 del Salone internazionale si profila come un vero e proprio viaggio dal punto di vista geografico e letterario, meta del viaggiatore è l’andare “oltre il confine”. E’ questa dunque la tematica dell’evento, illustrata nella locandina di Gipi. L’immagine infatti ha come protagonista un libro che scavalca un muro. Si tratta di un tema cosmopolita che riecheggia i fatti di cronaca: dai flussi migratori nelle acque italiane alle vicissitudini della Brexit fino al pericolo rappresentato da Donald Trump nel dividere il Paese.
Questa XXX Edizione del Salone Internazionale si configura dunque come un panel in cui studiosi, editori, giornalisti e appassionati si riuniranno e si confronteranno. In quest’epoca dove si costruiscono sempre più muri ideologici, geografici e sociali essi tenteranno, attraverso la forza propulsiva della cultura, e obbedendo al politically correct di abbatterli per aprire nuove frontiere.
Puntando l’ago della bussola nella direzione “oltre il confine”, i viaggiatori percorreranno varie tappe: “l’Another side of America”: dalla candidatura di Donald Trump fino al Premio Nobel per la letteratura Bob Dylan. Si potrà accedere alla sezione “altre voci- altre stanze” entrando in contatto con autori e autrici che oltrepassano vecchi confini letterari. Una sosta sarà obbligatoria nel settore in rosa del Salone “solo noi stesse”, dedicato alle scrittrici e alle donne della letteratura, denunciando le discriminazioni e il femminicidio. Si potrà attraversare “l’età ibrida” dove si impronterà un dialogo tra letteratura, scienza e tecnologia. In particolare, di queste ultime si analizzeranno gli aspetti positivi o negativi. Si farà, inoltre, un salto nel passato grazie alla Sezione “Anniversari” rendendo omaggio a personalità o eventi di spicco del nostro panorama novecentesco dalla Rivoluzione d’Ottobre, al ricordo di Primo Levi, Stephen King, Don Lorenzo Milani, Falcone, Borsellino e Totò.
Per i più anticonformisti è dedicata la tappa “Romanzi Impossibili” in cui coraggiosi scrittori sfidano le leggi del mercato per imporre nuovi orizzonti letterari. Uno spazio importante è riservato a “Il futuro non crolla”: testimonianze e storie dei sopravvissuti al terremoto per mantenere viva l’attenzione.
L’ultima sezione è quella del “Mondo a figure” che ci dimostra come questo evento non sia solo una festa del libro ma anche dei fumetti, della graphic novel e della fotografia.
Numerosi saranno gli incontri ravvicinati con autori e personaggi di rilievo: il gradito ritorno di Daniel Pennac con il suo ultimo lavoro Malaussène, delle Anime Arabe che celebreranno il ricordo di Giulio Regeni, Luis Sepulveda, Roberto Saviano con La Paranza dei bambini, Annie Ernaux con Memoria Di ragazza, Luciana Littizzetto con La bella addormentata in quel posto, e Maurizio de Giovanni, Corrado Augias, Luciano Canfora e i Wu Ming 4 che omaggeranno John R. R. Tolkien. I visitatori instancabili potranno continuare il loro viaggio nel Salone Off, che vedrà la regione piemontese la vera protagonista di itinerari tematici diversi: concerti, escursioni, gastronomia, solidarietà e spazi dedicati ai più piccoli e alle famiglie.
Il Salone Internazionale del libro di Torino 2017 sembra avere l’appeal giusto per riscuotere successo e avere un lascito in ognuno di noi per cui “Se alzi un muro , pensa a ciò che resta fuori” come scrisse Italo Calvino.
Il Salone del libro di Torino è la più importante manifestazione italiana collegata all’editoria. L‘edizione 2016, tenuta come sempre al Lingotto Fiere, si è volta quest’anno da giovedì 12 a lunedì 16 maggio. Io ho avuto modo di essere presente per le intere giornate di sabato e domenica, e approfitto di questo spazio per riportare qualche impressione e considerazione a riguardo.
L’intero Salone del libro 2016 è stato articolato in quattro padiglioni che, più o meno sommariamente, ospitavano i grandi e piccoli editori, gli eventi veri e propri e una zona per i bambini (quest’ultima includeva sia eventi culturali in senso lato, sia aree giochi). A differenza di molte altre fiere a cui ho assistito (mi vengono in mente il Romics di Roma, il Lucca Comics & Games e, decisamente più vicina all’ambito editoriale, la fiera Più libri più liberi), lo spazio è stato ben gestito, e solo pochissime volte ho dovuto spintonare per passare attraverso stand e strutture.
La stessa cosa non posso affermare, ahimè, per quanto riguarda gli eventi. Se i minori vedevano, come prevedibile, una certa vacuità e una minore partecipazione “popolare” (penso a tutti quegli eventi che si sono tenuti nel cosiddetto “Incubatore”, una zona della fiera espressamente dedicata alla piccolissima editoria), quelli più importanti, ospitati perlopiù nello spazio Rai e nella prestigiosa Sala gialla, erano praticamente inaccessibili. Per quanto mi riguarda ho tentato invano di assistere all’incontro con Roberto Saviano (“Gomorra 10 anni dopo“) e a quello con Lilli Gruber e Marco Travaglio (“I conti con l’Islam“) di sabato 14; così come lunghe e vane sono state le attese del giorno dopo per gli incontri “Da Vatileaks a Bertone, lo scandalo infinito della Chiesa” e “La Costituzione e la Bellezza” (presentazione del libro di Vittorio Sgarbi e Michele Ainis, edito da La nave di Teseo).
Piacevoli a livello di godibilità, e interessanti a livello di contenuti, sono state le presentazioni dei libri di Aldo Nove, Anteprima mondiale, e di Viola di Grado, Bambini di ferro (entrambi editi da La nave di Teseo), nella zona chiamata “Indepentents’ corner”. Altra presentazione molto interessante è stata quella del libro di Andrej Astvartsaturov Il museo dei fetidi, edito da Felici edizioni (e tradotto da Giulia Marcucci), il cui catalogo è stato recentemente inglobato dalla neonata Istos di Pisa. Daniela Di Sora ha poi raccontato la sua esperienza professionale con Voland, dalla fondazione della casa editrice nel 1995 alla recente pubblicazione del candidato premio Strega 2016 Demetrio Paolin e del suo Conforme alla gloria.
Eventi più strettamente legati al mondo dell’editoria a cui ho avuto modo di assistere sono stati tre. Primo fra tutti l’interessantissimo incontro di sabato sera “I libri sono figli ribelli. Tappe e segreti dell’avventura editoriale“, con Giulio Perrone (Giulio Perrone Editore), Marco Zapparoli (Marcos Y Marcos) e Paolo Di Paolo, durante il quale si è parlato di piccola e media editoria, della passione degli editori “di progetto” rispetto agli interessi più propriamente economici dei grandi marchi editoriali. A seguire c’è stata la finale del concorso per racconti brevi organizzato da Oblique “8×8, un concorso letterario dove si sente la voce”, vinto, tra l’altro, da un mio amico e collega della facoltà di lettere e filosofia della Sapienza di Roma, Simone Traversa. Il terzo di questi eventi si è tenuto il giorno dopo nello “Spazio incontri”: Vanni Santoni, direttore della collana romanzi di Tunué, ha presentato il progetto editoriale della casa editrice che vede il libro di Luciano Funetta, Dalle rovine, fra la dozzina del premio Strega 2016. Con l’occasione ha fatto conoscere altri due autori che hanno pubblicato con Tunué nel 2016: Yasmin Incretolli (Mescolo tutto, finalista al premio Calvino) e Mauro Tetti (A pietre rovesciate, vincitore del premio Gramsci per gli inediti).
Utilizzo il ricordo dell’incontro con Perrone, Zapparoli e Di Paolo per evidenziare un fatto rilevante che ho avuto modo di constatare durante i due giorni del Salone del libro: la differenza di comportamento fra gli editori. C’erano moltissimi espositori presenti alla fiera, dai colossi dell’editoria (penso al gruppo GEMS, che sabato 14 ha, tra le altre cose, annunciato i 300 finalisti del torneo “IoScrittore“; ma penso anche a Rizzoli, Mondadori, Adelphi, etc.) ai più piccoli editori, spesso “ammucchiati” negli angoli e nella zona dell’Incubatore; ma ciò che mi ha colpito sono stati i loro diversi atteggiamenti, essenzialmente divisibili in tre gruppi.
Il primo gruppo riguarda i “colossi”, i quali hanno sapientemente sfruttato spazi e tempi per le presentazioni e i firmacopie dei loro best seller, divenendo così veri e propri centri gravitazionali del Salone del libro. Era incredibile quante persone affollassero i grandi stand, abitati al contempo da hostess sorridenti, librai scocciati e “geni del marketing”. Ben pochi sforzi sembravano richiesti agli espositori, poiché la maggior parte delle persone comprava libri che, evidentemente, si era segnata prima di andare alla fiera.
Il secondo gruppi riguarda alcuni piccoli e medi editori, che io ho definito “gli entusiasti”. I loro stand erano affollati di persone, ma anche nei momenti di stanca ci pensavano gli espositori a richiamare il pubblico, mostrando sorrisi e professionalità, ma anche dimostrando di conoscere il catalogo e di credere nella propria missione. Personalmente ho acquistato libri da NN e da Neo. edizioni, e tuttavia mi sono ritrovato a mostrare interesse anche per case che prima non conoscevo, come la già menzionata Istos o la neonata SuiGeneris, quest’ultima gestita in modo eccellente da ragazzi dai 20 ai 30 anni. Ricollegandomi al discorso di Zapparoli di sabato sera, considero queste case editrici il vero e proprio propellente dell’editoria italiana, in grado di incontrare l’apprezzamento del pubblico pur mantenendo la propria identità (sia in termini estetici che di contenuti), e anzi puntando proprio su questa identità per imporre nuovi standard.
L’ultimo gruppo riguarda sempre i piccoli e medi editori, ma stavolta mi riferisco agli “sconfitti”. Una cosa accomunava i loro stand: erano sempre vuoti. Mi sono chiesto perché ci fossero queste differenze, e mi sono messo a osservare attentamente cosa accadeva. Alla fine sono arrivato che questi stand erano vuoti non perché i titoli non attirassero, ma perché gli espositori non mostravano il minimo interesse per ciò che li circondava. Spesso li vedevo a mandare messaggi, a rispondere con musi lunghi o frasi rapide e scontrose. Non facevano insomma alcun tentativo di coinvolgere le masse di persone che, che ci si creda o no, erano lì proprio per acquistare libri e conoscere novità. Sembravano convinti, insomma, che i libri si vendessero da soli, e poi li si trovava a lamentarsi perché gli incassi erano stati magri o nulli. E dunque erano già sconfitti in partenza.
Per concludere questo articolo personalissimo sul Salone del libro di Torino, non posso non soffermarmi su qualcosa che mi ha particolarmente colpito e lasciato amareggiato. Mentre (alcuni) piccoli e medi editori lottavano con le unghie e coi denti (ma anche con sorrisi e promozioni) per farsi conoscere, vendere libri e stabilire nuovi contatti, dall’altra parte il mega-stand di Mondadori esponeva alcuni articoli di punta del catalogo 2016: Tutta colpa del denaro del Vostro caro Dexter; Fuori dal web di Matt&Bise; Sono una donna sono la Santa di Daniela Santanchè.
Insomma, il trend che ho potuto notare è che, mentre in basso molti editori ce la mettono tutta per portare avanti un progetto editoriale valido e culturalmente pregno (penso a Voland, Marcos Y Marcos, Perrone, ma anche piccoli editori che ho avuto modo di conoscere di persona come Rogas e Istos), nell’Olimpo dell’editoria si guadagnano soldi gettando sul mercato “ciò che la gente vuole”; e “ciò che la gente vuole” è anche tutta una serie di pattume collegabile alle giovani webstar del momento (youtuber perlopiù), libri scritti verosimilmente da ghostwriter sfruttati e sottopagati, indotti a rimanere invisibili per pagarsi una laurea vivendo in qualche camera singola dai prezzi inaccessibili. È un’immagine populista questa che sto usando? Forse, ma forse anche no. Conosco più di un ghostwriter, come conosco le loro motivazioni.
Con tutti i suoi però e i suoi “lati oscuri”, il Salone del libro di Torino resta comunque un’esperienza che non lascia indifferenti. Che ci si vada solo per acquistare un libro, per farsi un giro o per conoscere nuovi editori e professionisti del settore, è innegabile che questa fiera vada salvaguardata e portata avanti per portare un po’ di lume sull’editoria italiana.
Numerose sono state le iniziative svolte durante il Salone del libro di Torino 2016. Tra le tante ed interessanti, segnaliamo quella proposta e presentata dalla Casa Editrice Bonfirarro “Visioni in rosa. Nove autrici per l’incontro sulla scrittura al femminile”.
La giovane casa editrice nasce in Sicilia nel 1985 dall’intraprendenza di Salvo Bonfirraro. L’idea e il progetto è proprio quello di far crescere questa attività editoriale al centro della Sicilia, dove l’unica casa editrice esistente è quella fondata da Salvatore Sciascia a Caltanissetta. Fino agli anni 90 la produzione editoriale è caratterizzata, maggiormente, da raccolte di poesia e narrativa contribuendo alla scoperta di nuovi autori proveniente per lo più oltre lo stretto di Messina. Un’attività trentennale che ha trovato interesse anche nella saggistica, nella storia e nel settore specialistico delle guide turistiche della Sicilia.
Con il progetto “Visioni in Rosa” la casa editrice ha voluto proporre degli incontri le migliori scrittrici della casa editrice Bonfirarro. La sensibilità dell’ascolto, il rispetto della memoria, il bisogno di raccontare di Vincenza Barbagallo, Elena Bartolomei, Natascia Berardinucci, Marinella Colombo, Lucie Huskova, Cinzia Nazzareno, Alessia Padovan, Ismete Selmanaj e Marcella Spinozzi Tarducci. Storicamente infatti se la cultura maschile, da sempre dominante nella società, ha avuto caratteristiche di schiettezza e semplicità, quella delle donne è stata da sempre avvezza alla discrezione. Una donna è stata educata a suggerire, mai a dire: il suo linguaggio tiene conto del contesto, dei precedenti, delle conseguenze e del tempo. Virginia Woolf, non a caso, aveva detto che la sfida più grande per una scrittrice era uccidere “l’angelo del focolare”, quella parte di sé che era stata addestrata ad anteporre i bisogni degli altri ai propri in ogni situazione.
Con il raggiungimento della piena parità di diritti, quanto è alta consapevolezza letteraria delle donne? E quanto è ricca di sfumature la scrittura femminile, ora che comincia a debordare dal tappo delle dei cliché, dalle diversità negate o compresse? A questi e a molti altri interrogativi letterari si è tentato di dare risposta nel corso dell’incontro al Salone del Libro.
L’incontro è stato coordinato da Annarita Bringanti, giornalista culturale e scrittrice. Le diversissime esperienze letterarie delle scrittrici hanno lasciato spazio a intense e feconde riflessioni. Dalla finzione del romanzo, al racconto personale, tracciando un itinerario umano e artistico. Attraverso la lettura di alcune pagine sono state messe a fuoco peculiarità, affinità e differenze legate alla cifra stilistica, linguistica e formale di ciascun’autrice. La discrezione della scrittura femminile è caratterizzante e contrapposta alla dominante cultura maschile. Sebbene sia avvezza spesso alla delicatezza, la scrittura femminile non è per questo meno incisiva e, anzi, lascia segni più profondi proprio perché non impone ma sussurra. Un interessante dibattito si è sviluppato dunque sulla consapevolezza letteraria delle donne e sulle sfumature della scrittura femminile.
Ci auguriamo che questo dibattito possa essere sempre più presente e fuori dall’usuale retorica con cui sono affrontati di solito questi temi. La presenza al Salone del Libro, evento di rilevanza internazionale, ci fa ben sperare e suggerisce la volontà di ricerca e attenzione per la scrittura al femminile che tanta parte ha avuto nella letteratura e che, silenziosamente, continua ad avere.
Mancano pochi giorni all’apertura del Salone del libro di Torino. Quest’anno il titolo del Salone 2016 che si svolgerà dal 12 al 16 Maggio è “Visioni”. L’idea è quella di un filo conduttore che faccia emergere la capacità di guardare lontano partendo da una salda conoscenza del patrimonio letterario, artistico e filosofico. Grande spazio ai “visionari” tutti coloro che hanno saputo distinguersi per la lungimiranza del progetto, l’innovazione, l’originalità dei metodi operativi e la sapienza divulgativa e comunicativa. Tra i visionari il fisico Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto italiano di Tecnologia (IIT), centro per la robotica e nanotecnologie.
L’Istituto Italiano di Tecnologia porta al Salone il suo robot androide ‘ICub’, unendo così il libro, insostituibile veicolo di condivisione, le più moderne tecnologie. Insieme a Cingolani ci saranno Marino Golinelli e Brunello Cucinelli. E ancora Guido Tonelli responsabile dell’esperimento che al Cern ha permesso di scoprire, con quello di Fabiola Gianotti, il bosone di Higgs, racconterà i prossimi capitoli di questa nuova avventurosa scoperta. Renato Bruni, docente di Botanica all’Università di Parma, propone la biomimetica come metodo innovativo per dimostrare che la natura è all’avanguardia nell’offrirci soluzioni efficaci, sostenibili e rivoluzionarie. Philippe Daverio terrà una lectio magistralis dal titolo Visionari e televisionari con lo scopo di insegnare come un quadro possa aprire la strada a una pluralità di narrazioni e prospettive infinite. Legata all’arte è certamente la fotografia, in grado di trasformare un’immagine in aperture concettuali modificando la comune percezione; è il caso di un altro visionario Oliviero Toscani che sarà al Salone con un volume che raccoglie le sue opere più famose dal 1965 al 2015. La visionarietà coniugata al passato consente di «rivedere» e riscrivere la propria storia con strumenti nuovi; è ciò che propone Carlo Ginzburg coniugando insieme scienze umane, arti figurative e letteratura e concentrandosi sulle menzogne e le violenze delle società contemporanee.
Ovviamente la letteratura resta presentissima nelle innovazioni del Salone e per gli autori italiani resta un appuntamento immancabile; in questa 29° edizione Roberto Saviano festeggerà i dieci anni del successo di Gomorra con un’edizione aggiornata del libro. Ci saranno il premio Nobel Dario Fo, Claudio Magris, Erri De Luca, Corrado Augias, Dacia Maraini, Diego De Silva, Alberto Angela, Umberto Galimberti, Luciano Canfora, Antonio Moresco, Antonio Scurati, Elena Stancanelli, Rosa Matteucci, Carlo Bonini Antonio Pennacchi, Marcello Sorgi, Michela Murgia, Donato Carrisi, Giancarlo De Cataldo, Gustavo Zagrebelsky, Igiaba Scego, Domenico Quirico. Un programma ricchissimo, giornate piene di eventi e di ospiti. Tutto il Salone si occuperà di un focus sulle letterature dei Paesi Arabi e saranno presenti importanti ospiti come la scrittrice egiziana Ahdaf Soueif, il poeta siriano-libanese Adonis, il marocchino Mahi Binebine sarà presente anche Shirin Ebadi, la prima donna mussulmana a ricevere il Premio Nobel per la pace, Michael Cunningham, Bernard Quiriny, Muriel Barbéry, Amitav Ghosh, Jeffrey Deaver, Tommy Wieringa. In più quest’anno il Salone esce dai padiglioni del Lingotto e porta i suoi «visionari» in tutta Torino e nei Comuni dell’area metropolitana più di 350 appuntamenti in 170 luoghi differenti. Scuole, chiese, biblioteche, librerie, teatri, atelier, ospedali dove ci saranno incontri con autori, reading, letture, convegni, performance musicali e teatrali, proiezioni, bookcrossing e booksharing, mercati del libro usato, mostre, showcooking.
Quest’anno numerosi saranno anche i premi e le ricorrenze che daranno vita ad altre occasioni di incontro e discussione. Ricorrono infatti 500 anni della prima pubblicazione dell’Orlando furioso. Il poema di Ludovico Ariosto sarà rievocato dalla studiosa Lina Bolzoni. Con l’Omaggio ad Amleto di Fabrizio Gifuni con un evento di Nadia Fusini dedicato a La tempesta sarà ricordato William Shakespeare. A celebrare Miguel Cervantes ci sarà con la proiezione del film Quijote di Mimmo Paladino, con Peppe Servillo e Lucio Dalla. Per i cent’anni della scomparsa di Guido Gozzano ci sarà l’omaggio di Isabella Ragonese così come per i cent’anni dalla nascita di Natalia Ginzburg, Nanni Moretti e Margherita Buy interpreteranno pagine di Lessico famigliare.
Il Salone di Torino si conferma ancora una volta come la più grande libreria italiana del mondo ma anche un prestigioso festival culturale, un essenziale punto di riferimento per gli operatori professionali del libro e uno spazio vivo, dove sviluppare idee tra tradizione e innovazione.
È partito ieri il Salone Internazionale del libro di Torino 2014 e per quattro giorni fino al 12 Maggio al centro della città ci saranno ancora una volta i libri. Quest’anno il tema del Salone è il BENE. La crisi globale che stiamo vivendo ci porta a considerare che più importanti valori, morali e culturali, rischiano di annaspare. La necessità di ridefinire un insieme di valori, esperienze e sensibilità nuove da cui poter ripartire e considerare la crisi un’occasione di cambiamento.
In cosa e come si sta cambiando? Come sta cambiando la mentalità collettiva? E soprattutto verso dove sta andando? Una prima riflessione parte dalle risposte della letteratura e della filosofia. La prima giornata si apre con un dibattito sulla necessità del bene, tenuto dalla madrina del Salone 2014 Susanna Tamaro. Stefano Bartezzaghi disegnerà una mappa dei tanti usi che facciamo della parola «Bene». Il bene come ricerca di verità sarà il tema del dialogo tra la scrittrice Mariapia Veladiano e il filosofo Remo Bodei. Legata a questo dialogo filosofico ci sarà la lectio magistralis di Enzo Bianchi che rifletterà sull’arte del dono e la capacità di soffrire insieme. Carlo Ossola studierà e racconterà la linea vaga che separa il bene dal male nel mito di Don Juan. Oltre alla letteratura e alla filosofia ci sarà la presenza di un primatologo olandese Frans De Waal che dimostrerà come i comportamenti morali dell’uomo non discendano da precetti religiosi, ma rispondono alle esigenze dell’evoluzione biologica della nostra specie.
Incontri e dibattiti affronteranno poi i problemi che investono molti aspetti della vita associata. Cos’è e cosa accade nella democrazia? Saranno affrontate le sue derive e le sue opacità. La drammaticità delle oligarchie sarà al centro di un dialogo tra Luciano Canfora e Gustavo Zagrebelsky con Ezio Mauro e Gian Antonio Stella. A trattare il tema della Giustizia e di quanto riesce a essere giusta ci saranno il ministro della Giustizia Andrea Orlando e lo scrittore Giancarlo De Cataldo, l’avvocato e giurista Carlo Federico Grosso e il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. E ancora economia e finanza, teatro e giornalismo; attesissimo è anche uno dei più famosi e allo stesso tempo discussi protagonisti della finanza mondiale, George Soros, che dedica le sue riflessioni più recenti agli incerti destini d’Europa, accompagnato da Emma Bonino e Federico Fubini. Totalmente diversi i temi che riguardano gli avanzamenti della ricerca tecnologica che accendono dibattiti come quelli sulla bioetica. Ne discuteranno la senatrice a vita Elena Cattaneo e Gilberto Corbellini.
Seguendo la scia degli ultimi anni sulla sensibilità collettiva e sulla pratica di Bene Comune nella gestione di risorse primarie e irrinunciabili, si discuterà il nuovo rapporto tra mondo delle persone e mondo dei beni; ne parleranno Stefano Rodotà e Laura Pennacchi. Si rifletterà anche sul problema della gestione dei Beni Culturali, che costituisce una delle grandi opportunità sprecate del Paese che invece potrebbe costituire un importante volano di rilancio e di sviluppo. Il ministro Dario Franceschini con Salvatore Settis e Tomaso Montanari, coordinati dal direttore de “Il Sole 24 Ore” Roberto Napoletano parleranno delle nuove politiche di gestione del patrimonio italiano. Al bene della conoscenza, all’utilità dell’arte e della letteratura dedicheranno le loro riflessioni il filosofo Giulio Giorello, lo scienziato Edoardo Boncinelli e l’italianista Nuccio Ordine. Il Salone 2014 dedicherà una speciale attenzione all’artigianato come attività in cui si fondono tradizione e innovazione, creatività e competenza. Una tradizione che può tenere il passo con l’innovazione.
Come ogni anno il Salone ospiterà il Concorso letterario nazionale Lingua Madre ideato da Daniela Finocchi e patrocinato da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, da Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Pubblicità Progresso, Expo Milano 2015 e We Women for Expo. Il Concorso è diretto alle donne straniere residenti in Italia che utilizzando la nuova lingua d’arrivo vogliono approfondire il rapporto tra le identità, le radici e il mondo “altro”. Il Concorso vuole essere testimone delle interazioni che ridisegnano la mappa culturale del nuovo millennio e testimoniare la ricchezza che, donne provenienti da altri paesi, portano.
Numerosissime le attività rivolte a tutti i visitatori, da letture a proiezioni di cortometraggi, presentazioni di libri, laboratori per ragazzi, teatro sociale, incontri dedicati alla cucina, alla spiritualità, alla religione; insomma il Salone sarà una vera e propria piccola città di libri, eventi e manifestazioni. Un momento comune di cultura e socialità rivolto al “Bene”.
Il salone del libro di Torino si è concluso a metà maggio e si è caratterizzato per una presa di posizione radicale da parte degli organizzatori che, con lo slogan “Là dove osano le idee”, hanno voluto lanciare un monito alla politica per cercare di cambiare le cose e riportare la cultura al ruolo di eccellenza italiana. Lo spirito del Salone è invitare a ritrovare il gusto della sfida intellettuale, tornare a creare progetti di ampio respiro basati sulla cultura, per rilanciare un Paese che da troppo tempo ha smesso di pensare al proprio futuro accontentandosi di vivere alla giornata.
Gli editori stanno guardando con interesse al libro elettronico, tuttavia va comunque considerato che in Italia è una realtà che sta trovando ancora molte difficoltà dipenetrazione (2,25% contro il 15% dell’Inghilterra) e il Salone è l’immagine di questo.
Tema conduttore del Salone 2013 – che ha scelto come Paese Ospite d’Onore il Cile e, come regione italiana, la Calabria – è stata la Creatività , intesa come la forza visionaria capace di cambiare la nostra vita e analizzata nelle declinazioni che può avere nei vari campi: nelle istituzioni, nell’economia, nelle nuove forme di scrittura, nella scienza e nella tecnologia, ma anche nelle arti figurative, nell’architettura, nel design e persino nella cucina.
Sono stati presenti tutti i marchi editoriali tradizionalmente coinvolti al Salone e pure le sezioni tematiche amate dal pubblico. Come per esempio l’Incubatore, che aiuta i giovani editori presenti sul mercato da meno di due anni a farsi conoscere; Dimensione Musica, dedicata ad esplorare i confini fra il libro e il mondo delle sette note o Book to the future, dove il libro supera i confini tradizionali per esplorare il mondo dell’eBook, della musica e del digitale.
Tra le novità di quest’anno, invece, il debutto del colosso canadese Kobo, produttore di ereader e piattaforma di distribuzione ebook; Casa CookBook, area dedicata alle pubblicazioni enogastronomiche e di cucina e, ancora, Social books, il primo esperimento di lettura condivisa e totalmente digitale del Salone.
Circa 70 mila sono stati quest’anno i visitatori del Salone Internazionale del Libro, che hanno assistito agli incontri nelle principali sale congressi del Lingotto Fiere e all’Auditorium del Lingotto (esclusi gli spettatori degli eventi del Bookstock Village e Lingua madre).
Tanti i personaggi dello spettacolo che si sono susseguiti nei dibattiti. All’Auditorium del Lingotto (1.900 posti) si è registrato il sold out per Matteo Renzi, David Grossman, Vinicio Capossela e l’incontro con Roberto Saviano Umberto Eco ed Eugenio Scalfari. Sold out anche per Francesco De Gregori e Serena Dandini. In Sala Blu (150 posti a sedere) tutto esaurito l’incontro “Dalla Costituente all’Europa, storia della Prima Repubblica” con Emilio Colombo e Arrigo Levi e il dibattito su Italo Calvino e i 50 anni de “La giornata di uno scrutatore”.
Tanti gli incontri sold out anche in Sala Rossa (350 posti a sedere) con Luca Ricolfi. Gianni Riotta, e Beppe Severgnini. Tutto esaurito anche per la lectio magistralis di Lamberto Maffei, dell’Accademia dei Lincei. Pienone in Sala Gialla (600 posti) giovedì 16 per l’incontro con Luis Sepùlveda e per il dibattito di domenica con Salvatore Settis e Gustavo Zagrebelsky; sempre domenica tutto esaurito per Walter Veltroni e Paola Mastrocola. Sabato grande successo di pubblico per l’incontro con Mauro Corona e per la lectio magistralis di Philippe Daverio. Tutto esaurito anche per l’omaggio a Lucio Dalla, con Marco Alemanno con gli interventi di Roberto Vecchioni e Marinella Venegoni.
Grande affluenza di pubblico anche in Sala Azzurra (350 posti). Tutto pieno venerdì per la lectio magistralis di Luciano Canfora e per l’incontro con Stefano Benni. Sala strapiena anche sabato per l’incontro con Cédric Villani con Piergiorgio Odifreddi e di Margherita Oggero, madrina dell’edizione . Buon successo anche per l’incontro con l’eclettico imprenditore Brunello Cucinelli , per la presentazione dell’ultimo libro di monsignor Vincenzo Paglia.
Per maggiori info: http://www.salonelibro.it/