Riassetto geopolitico: Trump, Putin, Assad

La situazione in Siria, e con essa nel resto del pianeta, si fa sempre più intricata: Assad è da anni impegnato in un’insurrezione all’interno del proprio paese che vede tra le varie frange anche una forte ingerenza dell’Isis. Ma a sua volta si dimostra un despota spudorato, capace di falcidiare masse in larga parte composte da bambini con armi chimiche, come accaduto pochi giorni fa. La risposta dell’America è stata immediata: a sua volta ha bombardato il luogo di provenienza delle armi con 52 missili “Tomahawk”. Da qui un serio attrito diplomatico con Putin, che da indiscrezioni e indagini interne sembrava l’occulto mentore di Trump, ma che da sempre protegge Assad, ragion per cui non ha tardato a mostrare il suo energico disappunto per la decisione presa dalla Casa Bianca.

Gentiloni: “L’Ue deve preoccuparsi della crescita dei suoi membri”

Il governo Gentiloni, dopo una partenza e un proseguimento piuttosto paludati, in questi giorni ha avuto un breve guizzo di vitalità, quando il Presidente del Consiglio ha apertamente accusato l’Unione Europea di non fare abbastanza per il miglioramento economico dei singoli stati che ne fanno parte (sottinteso: specie alcuni, quale il nostro, a favore, magari, di nazioni attualmente più potenti e predominanti). Che sia l’inizio di un cambio di passo, rispetto al “mosciume” sinora mostrato? Confidiamo (pur senza eccessive speranze…).

Sciacalli, ovvero: Salvini e i suoi selfie

È ancora viva la polemica circa la tempestività di Matteo Salvini nel raggiungere luoghi disastrati, fingendo di portare aiuto e ascolto, ma dando invece l’impressione di volerci lucrare con una vuota propaganda presenzialista. Stavolta è toccato al Centro Italia, già colpito da vari sismi, e ora piagato per giunta da un’innevata che da 60 anni non si registrava tanto impetuosa. L’ingombrante, quanto apparentemente inutile, presenza del deputato, più che aiutare i soccorsi, pare solo averli ulteriormente impediti.

Esopo – o della mancata accoglienza del M5S nell’Alde

Dopo una consultazione on line coi propri elettori durata un giorno e mezzo, il Movimento 5 Stelle ha richiesto di potersi spostare nel gruppo europarlamentare di ispirazione liberista denominato Alde, che però ha rifiutato non rintracciando nel Movimento una sufficiente comunione di intenti. Beppe Grillo ha commentato “i poteri forti ci boicottano”, ricordando così la conclusione di una nota favola in cui una volpe è alle prese con un frutto assai ghiotto, ma irraggiungibile.

La cena di Vladimir Putin per lo scorso Capodanno

Poco prima della fine del 2016 il presidente degli Stati Uniti tuttora in carica Barak Obama ha espulso gli ambasciatori russi come risposta ai sospetti dell’Fbi circa un’ingerenza di questi ultimi a favore di Donald Trump, durante la recente campagna elettorale. Come contromisura il presidente russo Putin con ostentata signorilità ha invitato gli ambasciatori americani al cenone di capodanno da lui organizzato. Si tratta ovviamente di un gesto politico, in attesa dell’insediamento del nuovo presidente Usa molto più congeniale al capo del Cremlino, peraltro famoso per aver liquidato i suoi nemici interni attraverso metodi tutt’altro che ortodossi, retaggio dei suoi remoti esordi al Kgb.

‘Babbo Natale esiste’- il tragico Capodanno di Istanbul

Non si erano ancora placate le, tutto sommato, futili polemiche sul direttore d’orchestra che, a Roma, aveva interrotto il concerto tratto dal film Disney Frozen per annunciare, a un pubblico composto in larga parte da bambini, che “Babbo Natale non esiste”, quando, a cavallo tra la fine del 2016 e l’inizio del nuovo anno, un piccolo commando di terroristi, probabilmente affiliati all’Isis, ha fatto irruzione in una discoteca di Istanbul di impostazione occidentale, nel bel mezzo di un gremito veglione, compiendo ancora una volta una strage. I terroristi erano vestiti… da Babbo Natale.

Natale: incontro tra culture differenti

Il recente ed ennesimo attentato di matrice islamica perpetrato nel cuore dell’Occidente fa riemergere una volta ancora una serie di domande ormai ridondanti: come difendersi? è possibile un’integrazione completa tra culture così diverse? Ci troviamo di fronte a una guerra di religione? dove e quando spunterà il prossimo terrorista pronto a compiere una nuova strage?


La società globale e multietnica torna a porsi l’annoso dilemma: melting pot or salad bowl? Ossia: rappresentiamo poi davvero un crogiolo di popoli o, più semplicemente, siamo solo un’accozzaglia di etnie e culture giustapposte e dalla difficile interrelazione?

Il pezzo di carta del neo-ministro dell’istruzione Valeria Fedeli

Non si placano le polemiche sul neo-ministro all’istruzione Valeria Fedeli e sulla sua millantata laurea. Ciò che ha fatto e sta facendo discutere è stata la mancanza di sincerità da parte della Fedeli, mentendo sul suo titolo di studio. Il ministro, o meglio ministra (come piace farsi chiamare a lei) Fedeli si è scusata per aver mentito; ma viene da chiedersi: non sarebbe stato più opportuno piazzare al ministero dell’istruzione una persona che ha avuto esperienza nell’ambito scolastico, sebbene il ruolo di un ministro è quello di ascoltare i tecnici impiegati al ministero e di mediar, quando il governo propone una legge, tra gli interessi dei partiti e le informazioni dei tecnici, facilitando la creazione di una legge che abbia speranze di essere approvata dal parlamento. Se è vero che per fare il ministro non è indispensabile avere una laurea, non lo è nemmeno possedere la tessera di un sindacato.

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