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Photo credits: Nirrimi Firebrace

Arance, l’inedito di Donatella Conte

 

 

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La notte si apparta
infilandosi un candore estremo
di seta.
Sulla finestra, le montagne emanano
una fredda iridescenza,
la brina sui rami poi le foglie – spaventate, attonite – si irrigidisce.
Intorno, un alito di fantasma.
L’aria umida mozza il fiato
inorgoglisce l’errore
un po’ di insanità, tremori dell’alba

Un frastuono sordo si spande nelle stanze
intiepidisce l’inverno
la notte è un muscolo infranto
le mani un canestro di speranze
l’oroscopo il triste elogio di chi è solo
si stende sul davanzale il domani
la rabbia resta una scoria
mentire è ridicolo
che cos’è ricordarsi?
Un’illusione ancestrale.

E io qui,
con le arance in mano.

 

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