Breaking News
Home / Scrittori del '900 / Antoine de Saint-Exupéry: una vita tra nuvole e scrivania
Antoine de Saint-Exupéry

Antoine de Saint-Exupéry: una vita tra nuvole e scrivania

Antoine de Saint-Exupéry, nasce a Lione il 28 Giugno 1900,da una famiglia aristocratica, ma modesta. Appassionato di aerei, corona il suo sogno d’infanzia di diventare Aviatore. Il pilota, però, coltiva anche un’altra passione, la scrittura:anche in questo campo, Antoine, riscuote i primi successi, con la pubblicazione del racconto, L’Aviateur  sulla rivista <<Le Navire d’argent>> e la stesura del romanzo Courrier Sud. La vita di Antoine de Saint-Exupéry è un continuo librarsi tra le nuvole e un posarsi per di scrivere; Umberto Eco infatti, diceva giustamente a proposito dello scrittore francese: “E’ incerto se Saint-Exupéry, volasse per scrivere o scrivesse per volare“.

Nella seconda metà degli anni venti, Saint-Exupèry, infatti, diventa prima il responsabile dell’Aéroposta, lungo la rotta Tolosa-Dakar e poi, direttore aéreopostale a Buenos Aires. Questa esperienza, ispira due produzioni letterarie: Vol de Nuit e Terre de Hommes (1939), dove si riflette, sul rapporto indissolubile, che si crea tra l’uomo e la macchina-in questo caso l’aereo-che volano insieme a migliaia di chilometri da terra, mentre il tempo scorre, scandito dal rombo dei motori. Durante il periodo della seconda guerra mondiale, Antoine de Saint-Exupéry parte per prestare il suo servizio militare. Questi anni, sono la culla di altri famosissimi scritti: Pilote de guerre (1942) e Lettre à un otage (1944.)

Il 31 Luglio del 1944, il comandante de Saint-Exupéry, scompare in volo senza lasciare traccia, durante una missione di ricognizione aerea: quel giorno non viene registrato, alcuno scontro aereo, né ci sono state rivendicazioni da parte dell’aviazione nemica. La sua sparizione misteriosa e il mancato ritrovamento dell’areo, contribuiscono a creare da subito, il mito del poeta-aviatore, che tutto il mondo aveva conosciuto, appena un anno prima, come autore del romanzo Il piccolo principe.

Antoine de Saint-Exupéry, personaggio poliedrico e desideroso di conoscenza, guadagna un posto importante nella storia, non soltanto per il suo spirito temerario d’aviatore, ma soprattutto per il suo animo da poeta, sebbene dimostri di non esserlo di professione: egli è un umanista, perché descrive i legami che si creano tra gli uomini, i quali, in un mondo oscurato dalla guerra, rappresentano l’unica possibilità di verità e di riscatto. Le sue opere sono l’esaltazione del senso del dovere, dell’amore per la vita, ma anche la capacità di affrontare la morte. Quella di  de Saint-Exupéry è una letteratura di eroismo, di sublimazione dell’amicizia e della fratellanza. E sono questi i temi illustrati in una delle suoi scritti più celebri. Le Petit Prince (Il Piccolo Principe).

Antoine de Saint-Exupéry e Il piccolo principe

Il romanzo, uscito per la prima volta, nel 1943 a New York, ha consolidato sempre di più il successo di Antoine de Saint-Exupéry, ed è stato tradotto in 250 lingue, diventando uno dei libri più letti al mondo. L’opera è dedicata a Léon Werth, il migliore amico dell’autore, uno scrittore ebreo francese, perseguitato dai nazisti, costretto a nascondersi per sopravvivere e pertanto bisognoso di affetto e conforto.

Il piccolo principe è una sorta di autobiografia in quanto racconta un’esperienza realmente accaduta: Saint-Exupéry, durante una delle sue missioni, per una avaria del motore, fu costretto ad atterrare nel deserto, dove trascorse la notte, in attesa dei soccorsi.

Il Piccolo Principe è una favola moderna, scritta per i bambini, ma soprattutto per gli adulti che lo sono stati. Mentre le pagine scorrono, il piccolo principe, il protagonista della storia, entra in contatto con altri esseri umani, si confronta con loro, cresce e fa esperienza, e noi con lui. Da questo punto di vista, il romanzo è sicuramente didascalico: l’autore afferma “l’essenziale è invisibile, agli occhi, si vede bene solo con il cuore”, insegnandoci a guardare le cose, con un occhio più profondo, con il cuore, grazie al quale possiamo discernere l’estraneo dall’essenziale”.

Queste premesse, non fanno altro, che avvalorare un’altra celebre citazione di Antoine de Saint-Exupéry:“Sembrerò morto, ma non sarà vero”. Antoine de Saint-Exupery vive, ogni volta che si sfogliano le pagine del Piccolo Principe,
che non è considerato un capolavoro da tutti, anzi a molti sembra un libro delirante di un uomo che nel deserto ha preso troppi colpi di sole, ma contiene delle perle di saggezza pseudo-metafisiche, incastonate in un testo un po’ sconclusionato, che ormai sono entrate in nostro possesso, nella vita di tutti i giorni. Dal punto di vista strettamente stilistico e narrativo, Il piccolo principe non è molto degno di nota.

 

 

About Melania Menditto

Mi chiamo Melania Menditto. Sono laureanda in Lettere presso l'Università Federico II di Napoli. Amo la Letteratura, il Teatro, la Poesia, la Scienza forense,la Musica. Da sempre ammaliata dal Mondo di carta, sogno di farlo esplorare ai tanti, grandi o piccoli che siano.

Check Also

Kawabata

Yasunari Kawabata, un delicato fiore di loto che galleggia apparentemente sull’acqua, cultore della bellezza

Primo premio Nobel giapponese, con la seguente motivazione: «Per la sua abilità narrativa, che esprime con grande sensibilità l’essenza del pensiero giapponese». Egli è colui che esporta l’idea del Giappone nel mondo. Se la penna dell’amico e allievo Mishima è una lama affilata, un fiore di ciliegio che fiorisce in modo breve ed intenso, quella di Kawabata è un loto, fiore delicato che galleggia apparentemente sull’acqua, ma si appoggia sul fondo melmoso. Tra gli ultimi anni del XIX secolo e i primi anni del XX il Giappone si sarebbe sbarazzato, progressivamente, di Cina, Russia e Corea sedendosi con prepotenza al tavolo delle potenze mondiali. Yasunari Kawabata nacque il 14 giugno 1899 ad Osaka, a 500 chilometri dalla capitale Tokyo, lontano dalla sanguinosa schiuma sovietica che l’ammiraglio Togo avrebbe sollevato, da lì a pochi anni, sconquassando ulteriormente i fragili equilibri estremo orientali. Yasunari era lontano da tutto questo; nell’arco della sua vita non si interessò troppo alla guerra, lasciando quest’onere, e onore, all’amico e discepolo Yukio Mishima. Rimasto orfano a due anni, egli trascorse l’infanzia con un nonno semicieco e bizzarro, che lo educò in modo del tutto peculiare; il piccolo Kawabata si trovò immerso in un mondo dominato dall’arte, dall’erboristeria e dalla astrologia, sviluppando un eclettismo che si rivelò trasversale a tutti i campi della cultura.