Un giorno nella vita di Frida Kahlo

L’allestimento proposto alla Fabbrica del Vapore, a Milano, è un compendio tridimensionale sulle varietà artistiche che compongono la carriera della pittrice messicana. Il titolo della mostra “Il caos dentro” dispiega la sua lungimiranza nel voler mostrare, concentrarsi a voler mostrare, la poliedricità del quotidiano d’artista che ha fatto emergere le tele che il mondo ha imparato a conoscere.

Il viaggio diventa quasi da indagine, anche da indagine, analisi, psicoanalitica, dal momento che si propone di fatto al visitatore ogni tassello personale che ha contribuito a forgiare le abilità figurative di Frida Kahlo.
Si sbuca, ovverosia, improvvisamente sui sentieri della semiologia dell’arte, della fenomenologia, quasi, allungandoci verso tutte le aule, o gli spazi ricavati per la mostra.

Il percorso interdipliscinare, personalmente, perchè è di questo che si tratta, onestamente, ha il suo picco narrativo al secondo piano, nella stanza dei vestiti lunghi. E qui si va per sentieri etnografici, se è vero come è vero, che i dodici capi di abbigliamento proposti vogliono mettere in luce le radici fortemente popolari e tradizionali che emergono con forza dai lavori di Frida.

Dalle connotazioni etnografiche si passa al personale, al dettaglio del dolore della malattia eterna inflittale da un pessimo incidente. Un passo prima dei vestiti, allora, si fanno vedere i busti ortopedici in gesso che sono il simbolo del sostegno e della cura a lei necessaria nonostante Frida stessa era solita affermare di “non essere malata, ma di essere rotta”.

Più che una mostra questa è stata un’esperienza, un viaggio profondo nella vita di chi ha dovuto sempre lottare per la propria minima sopravvivenza. E l’esposizione propone gli strumenti, i mezzi grazie ai quali Frida Kahlo è riuscita ad imporsi all’attenzione dell’arte a livello mondiale.

 

‘Frida Kahlo. Il caos dentro’, in arrivo alla Fabbrica del Vapore a Milano dal 10 ottobre al 28 marzo 2021

Dal 10 ottobre la Fabbrica del Vapore a Milano ospita una mostra straordinaria dedicata a Frida Kahlo. Un percorso sensoriale altamente tecnologico e spettacolare che immerge il visitatore nella vita della grande artista messicana, esplorandone la dimensione artistica, umana, spirituale.

Prodotta da Navigare con il Comune di Milano, con la collaborazione del Consolato del Messico di Milano, della Camera di Commercio Italiana in Messico, della Fondazione Leo Matiz, del Banco del Messico, della Galleria messicana Oscar Roman, del Detroit Institute of Arts e del Museo Estudio Diego Rivera y Frida Kahlo, la mostra è curata da Antonio Arèvalo, Alejandra Matiz, Milagros Ancheita e Maria Rosso e rappresenta una occasione unica per entrare negli ambienti dove la pittrice visse, per capire, attraverso i suoi scritti e la riproduzione delle sue opere, la sua poetica e il fondamentale rapporto con Diego Rivera, per vivere, attraverso i suoi abiti e i suoi oggetti, la sua quotidianità e gli elementi della cultura popolare tanto cari all’artista.

La mostra, dopo una spettacolare sezione multimediale con immagini animate e una avvincente cronistoria raccontata attraverso le date che hanno segnato le vicende personali e artistiche della pittrice, entra nel vivo con la riproduzione minuziosa dei tre ambienti più vissuti da Frida a Casa Azul, la celebre magione messicana costruita in stile francese da Guillermo Kahlo nel 1904 e meta di turisti e appassionati da tutto il mondo: la camera da letto, lo studio realizzato nel 1946 al secondo piano e il giardino.

Segue la sezione I colori dell’anima, curata da Alejandra Matiz, direttrice della Fondazione Leo Matiz di Bogotà, con i magnifici ritratti fotografici di Frida realizzati dal celebre fotografo colombiano Leonet Matiz Espinoza (1917-1988). Matiz, considerato uno dei più grandi fotografi del Novecento, immortala Frida in spazi di quotidianità: il quartiere, la casa e il giardino, lo studio.

Al piano superiore la mostra prosegue con una sezione dedicata a Diego Rivera: qui troviamo proiettate le lettere più evocative che Frida scrisse al marito. E una stanza dedicata alla cultura e all’arte popolare in Messico, che tanta influenza ebbero sulla vita di Frida, trattate su grandi pannelli grafici dove se ne raccontano le origini, le rivoluzioni, l’iconografia, gli elementi dell’artigianato: gioielli, ceramiche, giocattoli. Esposti alcuni esempi mirabili di collane, orecchini, anelli e ornamenti propri della tradizione che hanno impreziosito l’abbigliamento di Frida. Nella sezione seguente sono esposti gli abiti della tradizione messicana che hanno ispirato ed influenzato i modelli usati dalla Kahlo: gonne ampie e coloratissime, scialli e camiciole, copricapo e collane.

Il focus sulla tradizione messicana procede con la sezione dedicata ad alcuni dei più conosciuti murales realizzati da Diego Rivera in varie parti del mondo: saranno proiettati nella loro interezza e in alcuni dettagli i ventisette pannelli murali che compongono il Detroit Industry Murals (Detroit, 1932), il Pan American Unity Mural (San Francisco, 1940) e Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central (Città del Messico).

Nella sezione Frida e il suo doppio sono esposte le riproduzioni in formato modlight di quindici tra i più conosciuti autoritratti che Frida realizzò nel corso della sua carriera artistica, tra cui Autoritratto con collana (1933), Autoritratto con treccia (1941), Autoritratto con scimmie (1945), La colonna spezzata (1944), Il cervo ferito (1946), Diego ed io (1949). Il modlight è una particolare forma di retroilluminazione omogenea, in cui ogni dipinto, precedentemente digitalizzato, viene riprodotto su uno speciale film mantenendo inalterate le dimensioni originali.

A conferma della grande fama globale di cui la pittrice messicana gode, la mostra prosegue con una straordinaria collezione di francobolli, dove Frida è stata effigiata, una raccolta unica con le emissioni di diversi stati.

Il percorso comprende anche l’opera originale di Frida del 1938 Piden Aeroplanos y les dan Alas de Petate – Chiedono aeroplani e gli danno ali di paglia e sei litografie acquerellate originali di Diego Rivera.

Lo spazio finale è riservato alla parte ludica e divertente dell’esposizione: la sala multimediale 10D combina video ad altissima risoluzione, suoni ed effetti speciali ed è una esperienza sensoriale di realtà aumentata molto emozionante, adatta a grandi e piccoli.

Frida Kahlo e l’arte messicana del XX secolo in mostra a Bologna

Dal 19 Novembre a Palazzo Albergati di Via Saragozza saranno esposti ritratti, autoritratti e opere della straordinaria artista Frida Kahlo che con la sua arte è riuscita ad affermarsi nel panorama artistico del Novecento. In mostra non solo le intense, travolgenti nelle loro tinte in forte contrasto e di forte impatto opere pittoriche, ma anche le bellissime fotografie che fanno parte della Collezione Gelman nonché gli abiti, i gioielli, le pagine dei diari e molto altro dell’artista messicana sapranno far rivivere a Bologna l’arte accompagnata dalla vita di Frida e la storia del suo paese, il Messico, del quale la grande donna esprime l’interiorità, grazie ad una mostra che rimarrà fino a Marzo 2017.

Organizzata da Arthemisia Group e patrocinata dall’INBA (Instituto Nacional de Bellas Artes), la mostra bolognese è la terza mostra italiana dedicata all’amatissima Frida Kahlo e Diego Rivera, anch’egli pittore, attraverso i dipinti e soprattutto gli scatti di Leo Matiz che immortalano le due personalità artistiche, protagonisti della mostra. Inoltre, al grande pubblico, è riservata una bellissima scoperta con le opere di Maria Izquierdo, David Alfaro Siqueiros, Angel Zarraga e Rufino Tamayo, nomi meno noti dell’arte messicana del Novecento.

Frida Kahlo: una grande artista tormentata nell’anima e nel corpo

Frida Kahlo è stata una donna all’avanguardia per il suo tempo, soprattutto in quegli anni di cambiamento, di tumulti politico-sociali contro la dittatura. La sua travagliata vita  è fortemente legata alla storia del Messico, della quale si sentiva figlia sprattutto durante la rivoluzione messicana scoppiata nel 1910. Il suo quartiere natale Coyoacán, una delegazione di Città del Messico, è il ritratto intimo della realtà di Frida che prende forma nelle opere fotografiche in mostra: il ritratto di una donna anticonvenzionale, indipendente che affrontò quegli anni con passione e forza d’animo, anche se le sue condizioni di salute minarono per sempre la sua vita alla sofferenza e al dolore. Frida, affetta già dalla nascita da spina bifida, fu costretta anni a letto per via di un incidente stradale ad appena 18 anni, subendo più di 30 operazioni. Nel dramma che le cambiò la vita,  in quel periodo di malattia e reclusione  Frida si dedicò con passione all’arte e alla pittura che, assieme al comunismo, furono le attività che l’hanno tenuta in vita.

Sono 150 le opere della sua attività artistica recentemente rivalutata in tutta Europa, ma soprattutto sulla sua vita privata, intrecciata come un romanzo, hanno indagato le mostre a lei dedicate. Il rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato caratterizza uno degli aspetti fondamentali della sua attività artistica, ma il segno che Frida Kahlo vuole lasciare sulla tela è quello della sua realtà, dei suoi stati d’animo, non quella dei suoi sogni. Dopo l’incidente che la vide investita dal tram, il secondo incontro-scontro che ha segnato per sempre la vita della grande pittrice è stato con Diego Rivera, il pittore cui Frida decise di sottoporre i suoi lavori, riconoscendo subito il loro valore. Tra i due ci fu una storia d’amore tempestosa.

Il valore del lavoro di Frida Kahlo deriva dal rapporto del suo corpo con la realtà esterna senza subirne l’influenza della pittura surrealista fondata sulla creazione di visioni immaginarie per uscire dalla logica e penetrare nel subconscio. Una donna dal forte temperamento, dunque, segnata dall’arte, dalla politica e da un amore travolgente, il grande amore della sua vita, Diego Rivera.

La mostra è un vero e proprio viaggio tra scatti, dipinti e oggetti che raccontano un’epoca, un paese e un’artista. A partire dal 19 novembre in mostra al Palazzo Albergati di Via Saragozza di Bologna per conoscere Frida Kahlo, Diego Rivera, RufinoTamayo, María Izquierdo, David Alfaro Siqueiros, Ángel Zárraga.