‘Libri in Corte’ a Garbagnate Milanese dal 20 al 25 maggio

Dal 20 al 25 maggio torna Libri in Corte, la rassegna organizzata dal Comune di Garbagnate Milanese dedicata alla letteratura e giunta alla decima edizione. La manifestazione si svolgerà, come sempre, presso gli spazi della biblioteca civica Corte Valenti (via Monza 12) e anche quest’anno porterà nella cittadina lombarda personalità di spicco del cinema, della cultura e dello sport come il regista Silvio Soldini, lo scrittore Alessandro Robecchi e Dan Peterson, mitico allenatore di basket negli anni d’oro dell’Olimpia Milano.

Il primo appuntamento della nuova edizione è un’anteprima… in trasferta: martedì 20 maggio, infatti, si terrà una visita guidata con letture al Cimitero Monumentale di Milano (ore 15). Un percorso tra storia e arte a cura dei volontari del Servizio Civile del Monumentale e del Patto di Milano per la lettura.

Giovedì 22 maggio si tornerà a Garbagnate per una serata speciale: alle 20.30 (ingresso 5 euro), presso il Cinema Teatro Italia (via Varese 29), verrà proiettato il film Le assaggiatrici alla presenza del regista Silvio Soldini e dello sceneggiatore Lucio Ricca (condurrà l’incontro Luca Malini). Tratto dall’omonimo romanzo, vincitore del Premio Campiello nel 2018, di Rosella Postorino, la pellicola racconta una storia ispirata dalle rivelazioni di Margot Wölk, che poco prima di morire confessò di essere stata, da giovane, una delle assaggiatrici del cibo destinato ad Adolf Hitler. Nel film, che scandaglia l’ambiguità delle pulsioni e delle relazioni umane, la protagonista Rosa arriva a Gross-Partsch, un paese vicino al quartier generale del Führer. Insieme ad altre donne del villaggio, viene subito reclutata per assaggiare, ogni giorno per tre volte al giorno,  le gustose pietanze destinate a Hitler, così da accertarsi che non siano avvelenate.

Venerdì 23 maggio (ore 20.30) riflettori puntati, in Corte Valenti, su un nome molto noto al grande pubblico: lo scrittore Alessandro Robecchi, autore della serie di gialli che ha per protagonista Carlo Monterossi, poi diventata una serie televisiva di successo interpretata da Fabrizio Bentivoglio. Robecchi presenterà Il tallone da killer, la sua ultima fatica letteraria (Sellerio): un’ironica e acida “commedia nera”, come la definisce lo stesso romanziere, che ha per protagonisti due killer dalla battuta pronta che agiscono in una Milano malavitosa. Alla fine dell’incontro è previsto un rinfresco.

La giornata di sabato 24 maggio si svolgerà tutta in biblioteca e si aprirà con un’iniziativa per i lettori più piccoli: alle ore 16 l’associazione Lilopera organizzerà un laboratorio per bambini dagli otto agli undici anni di età dedicato a Il piccolo principe, il celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry (partecipazione gratuita fino a esaurimento posti; per iscrizioni: 0278618700, biblioteca@comune.garbagnate-milanese.mi.it). Alle ore 17 Valentina Sagnibene, autrice di apprezzati libri per ragazzi come Tutto quello che non mi aspettavo e Storia di ragazzi difettosi, presenterà Con o senza di noi (De Agostini), un romanzo intenso e commovente che racconta la storia di due adolescenti molto diversi, Nuvola e Tommaso:  lei quasi invisibile, lui il ragazzo più popolare del liceo. Nuvola e Tommaso non si conoscono fino al giorno in cui si incontrano sul tetto della scuola, entrambi in fuga da qualcosa. A seguire, alle ore 18.30, Silvia Cinelli, scrittrice e affermata sceneggiatrice per la televisione, presenterà L’elisir dei sogni – La saga dei Campari (Rizzoli), opera in cui ripercorre l’appassionante saga della famiglia che con il suo brand iconico ha inventato il rito dell’aperitivo milanese: dal visionario fondatore Gaspare, che nel suo laboratorio di liquorista creò la ricetta del famoso Bitter rosso e aprì il Caffè Campari nel 1867 nella galleria Vittorio Emanuele appena inaugurata, alla moglie Letizia e al figlio Davide, che gli succedette alla guida dell’azienda. Chiuderà la giornata, alle ore 21, il dialogo tra Luca Malini e i giornalisti e scrittori Fabrizio Carcano e Giorgio Maimone, che presenteranno Il fiore della vendetta. La bomba di via Palestro continua a uccidere (Mursia). Ambientato a Milano nell’estate del 2024, questo romanzo thriller racconta una complessa indagine sulla morte di due criminali e sulla scomparsa di un funzionario dei servizi segreti, tutti e tre coinvolti nell’attentato-bomba di via Palestro del 1993, mentre per le vie della città compare un nuovo killer, detto Il Sagittario, che uccide con una balestra gli uomini violenti nei confronti delle donne.

Domenica 25 maggio si ripartirà alle 16 con l’appuntamento intitolato I nostri autori, protagonisti quattro scrittori del territorio, sempre in biblioteca. In apertura, Laura Bega presenterà il volume Ama: auto mutuo aiuto (ed. Gruppo Albatros Il Filo): una sorta di diario-guida frutto di un percorso personale alla ricerca della serenità nel rapporto con sé stessi e con gli altri. Sarà poi la volta di Emilia Covini, autrice di Virginia Apgar – L’intuizione geniale (ed. Morellini), l’appassionante storia di una donna pioniera della medicina moderna.

La Apgar, anestesista e neonatologa statunitense dallo spirito intraprendente, è nota per aver creato nel 1952 il metodo di classificazione che porta il suo nome, l’indice di Apgar, con il quale ancora oggi viene valutato lo stato di salute dei neonati nelle sale parto di tutto il mondo. A seguire, Luca Gennari presenterà Emily e i demoni, storia fantasy in due volumi che narra le peripezie di una bambina in cerca del padre disperso in guerra, in una terra straziata dalle lotte di potere fra gruppi rivali. Infine Corrado Montrasi, autore del saggio Galateo del profumo (ed. How2), racconterà l’affascinante storia delle fragranze e delle essenze e spiegherà come portarle e abbinarle. Alle 17.30 si svolgerà la premiazione dei vincitori delle borse di studio riservate agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado di Garbagnate Milanese. Da non perdere, in chiusura della rassegna (ore 18), l’incontro con Dan Peterson, allenatore di basket molto noto anche per le sue telecronache. Intervistato dal giornalista sportivo Raffaele Geminiani, il celebre coach presenterà La mia Olimpia in 100 storie + 1, edito da Minerva. Scritto insieme a Umberto Zapelloni, il libro racconta la storia della mitica squadra di pallacanestro milanese attraverso 101 aneddoti, personaggi e momenti indimenticabili visti attraverso gli occhi di Peterson, che con il club biancorosso ha un legame indissolubile, a partire dalla comune data di nascita: 9 gennaio 1936. A conclusione dell’evento verrà offerto un aperitivo.

Sarà possibile acquistare le opere presentate nel corso di Libri in Corte presso il bookshop a cura della libreria La Memoria del Mondo di Magenta (Mi).

Walter Pedullà. La costruzione del discorso culturale

Il giovane Walter Pedullà era assistente di Giacomo Debenedetti. Appariva già come modello di un rapporto vivo, dinamico, amoroso con i libri: veniva indicato come uno che leggeva “tutto”. Interrogando nei libri la vitalità del presente, riconoscendo in essi le persone, il gioco dei rapporti, degli intrecci, delle possibilità, facendone gli emblemi di un mondo aperto e vitale, di una realtà che tutti
allora sentivamo in movimento verso nuovi orizzonti, verso combinazioni esaltanti.

Ci muoviamo con il tempo e misuriamo il tempo con la passione ed il destino della letteratura. Con il suo lavoro di critico militante e di professore, Walter Pedullà ha saputo fondere insieme come pochi insegnamento e militanza, con la sua instancabile capacità di richiamare le giovani generazioni alla passione per il farsi della letteratura, per le sue sempre diverse e sempre vitali configurazioni.

Fornendo sempre ai suoi ascoltatori e lettori l’assicurazione che immergersi nella letteratura sia qualcosa che ha a che fare con le passioni, i piaceri, i desideri, le gioie, i disastri dell’esistenza individuale e collettiva, privata e pubblica, personale e politica. Dietro ai libri c’erano e ci sono gli scrittori, persone reali, affascinanti o bislacche, che stanno in mezzo alle cose, che si incontrano, si frequentano, si parlano, discutono, litigano, amano e odiano, cercano qualcosa nello spazio del mondo. Walter Pedullà ha saputo farlo immettendo spontaneamente dentro il suo stesso insegnare la sua capacità di essere in rapporto vivo con gli scrittori, di sentire molti scrittori contemporanei come vicini e amici, di dialogare continuamente con loro e con le loro opere.

Pedullà ha sempre vissuto i rapporti umani e intellettuali con un senso dinamico dello scambio personale: ha sempre saputo sentire la letteratura in situazione – qualcosa che chiama in causa i momenti concreti, la fisicità stessa del linguaggio e della realtà che esso interroga e cerca.

Tutti gli impegni pubblici di Pedullà non si sono posti sempre come dirette manifestazioni del suo senso della cultura come concretezza vitale, come “fare” che mette in gioco le persone, che si proietta sulla scena del mondo.

La sua partecipazione agli sviluppi della neoavanguardia, questo entusiasmo; l’aspirazione ad un mondo abitato dalla gioia e dal desiderio, un mondo collocato “più in là”, ma senza perdere le cose che anche qui, nonostante tutto, ci fanno amare la vita. Anche affacciato al “negativo” non scompare la proiezione verso qualcosa di felicemente “altro”.

Walter Pedullà ha guardato al modello del suo grande maestro Giacomo Debenedetti per la sua passione totale per la letteratura e per la sua configurazione umana. Pedullà ha saputo trovare un’affermazione, ha saputo riconoscere una scommessa per una felice configurazione del mondo. Pedullà ha ricordato come in Debenedetti l’acume intellettuale e la disponibilità di lettore si radicassero in una postura esistenziale, in un proiezione psichica e fisica dell’attenzione e del pensiero, in una sofferta interrogazione del destino della letteratura come cifra del destino esistenziale e del destino del mondo.

Walter ha fatto valere la lezione del maestro in una sua personale configurazione: la critica di Debenedetti resta avvolta nella sua distanza elegante, nella sua sofferta problematicità, come un una gestione “tragica” della propria densità stilistica, e resta in definitiva radicata nella lacerazione, nel “negativo”, quella di Walter Pedullà proietta l’orizzonte problematico della contemporaneità verso quella spinta vitale di cui tende sempre ad estrarre dal negativo e dalla contraddizione delle acquisizioni di energia, di apertura cordiale e fidente.

“Sia sempre militante il critico o lo storico letterario che voglia scoprire ciò che mette d’accordo per sempre il testo con il lettore”: Walter Pedullà, si è sempre mantenuto fedele a questa massima che coniuga il rigore del metodo e della vocazione “pedagogica” all’intervento in prima linea nelle ripetute battaglie tra gli integrati e i fautori del nuovo.

All’ampio respiro storiografico dei profili organici sulla letteratura novecentesca si accompagna, nei suoi studi, la perizia nell’arte del ritratto, spesso anamorfico e pluriprospettico, come si conviene all’habitus critico del lettore di professione e del saggista di forte temperamento, che si prende le dovute libertà e non si fa scrupolo di lasciar cadere dalla penna impertinenze.

Walter Pedullà costruisce pazientemente un discorso culturale in senso lato e lo governa di forza nella prospettiva politica che ne risulta. La letteratura del benessere non comporta licenze critiche né celebrazioni di glorie avventizie, ma si testimonia dell’onestà e della concretezza di un approfondimento verticale, incalzante e severo, forte d’antichi umanismi e appassionato del nuovo.

Anziché elaborare una teoria, e al di là dell’apparenza di un bilancio, Pedullà propone un protagonismo intellettuale che s’assume i dati sparsi di un panorama culturale, richiamati ad un confronto individualizzante che li vivifica, lo fornisce di un senso che solo parzialmente detengono, li costruisce alla fine di una esperienza complessiva di critico militante.

Il critico calabrese non vuole perdonare chi “contrabbanda per amore della poesia un pusillanime redditizio e solo incosciente disimpiego ideologico e culturale”, ma indica significativamente nella presenza politica e nell’attenzione ferma alla realtà sociale i compiti precipui dell’intellettuale.

“L’irrinunciabile valore della ragione” si esercita sempre più torturando testi altrimenti muti, sia che scelgano di negarsi, sia che approdino a “un’inutile prevaricazione al silenzio”, negandosi di fatto, con la rinuncia alla propria storia. Il debito riconosciuto nei confronti di Debenedetti costituisce un punto di riferimento sicuro, e si rinnova quotidianamente come ossequio di un magistero irripetibile e affascinante, decisivo al punto di determinare la propria continuazione. Per Pedullà è sempre più evidente che l’opera non può acquisire i suoi significati e la sua completezza che con la collaborazione invadente del critico, il quale si trova ad essere l’unico scrittore non dimidiato, l’unico continuatore della grande letteratura, capace di reintrodurvi la passione politica e morale, la razionalità e la storia.

‘ISBN Dante e altre visioni’. Corrado Veneziano inaugura la sua mostra a Roma dall’8 giugno

Si inaugura martedì 8 giugno nei Porticati del Conservatorio nazionale Santa CeciliaISBN Dante e altre Visioni”, di Corrado Veneziano. Dopo le parziali anteprime italiane (a Firenze alla Biblioteca Nazionale, e a Bari per le giornate del FAI), e soprattutto dopo le numerose presenze internazionali (dal Municipio di Los Angeles al Museo statale Ossoliński di Breslavia, dal Teatro Nazionale di Bucarest al Ministero degli Esteri di Algeri, e altro), si apre, dall’8 giugno al 3 luglio, la mostra integrale delle 33 opere di questo grande ciclo pittorico

. Si tratta di lavori su tela (di medie e grandi dimensioni) realizzati da Corrado Veneziano, unico progetto di un artista vivente dell’ampio programma ministeriale Dante 700.

ISBN Dante e altre Visioni, si inaugura con il saluto del Direttore del Conservatorio Roberto Giuliani e di Francesca Barbi Marinetti, critico d’arte, presidente della società D.d’Arte e coordinatrice del progetto, che cura la mostra insieme a Niccolò Lucarelli e Raffaella Salato. La mostra si avvale del Patrocinio del MIC-Ministero della Cultura, del Comitato Dante700, del Conservatorio Santa Cecilia e dell’ICAS (Intergruppo parlamentare Cultura Arte Sport).

Il lavoro di Veneziano è tutto imperniato sulla Divina Commedia. E l’artista, indugiando anche sul figurativo, rilegge le Cantiche di Dante attraverso i codici algoritmici della contemporaneità.

Corrado Veneziano, ISBN Inferno, con codice Morse, 2020

Nelle sue opere, in particolare, Veneziano riprende il suo pregresso lavoro sugli ISBN letterari e dispone trentatré (o trentaquattro, per l’Inferno) linee tra loro parallele che si fanno di volta in volta sgraffi, tende, colonne, e poi righe, tratti e segni elegantissimi su cui in alto campeggiano le parole del Poeta e delle sue terzine.

In altre tele, l’artista valorizza invece un altro codice, l’alfabeto Morse, fatto di linee e punti, già presenti nella ricerca pittorica a partire da Kandinskji, e carichi di implicazioni ritmiche, orali e musicali. In altri quadri, infine, vengono restituite suggestioni e parole di grandi autori del Novecento (Eliot, Pound, Borges) orgogliosamente e dichiaratamente debitori della poetica dantesca.

L’appuntamento romano è arricchito dalla presenza di tre abiti dedicati a figure femminili della Commedia, realizzati dalla stilista e costume designer Regina Schrecker.

Il progetto avrà un ulteriore, ampio respiro internazionale perché dopo la tappa di Roma, importanti istituzioni culturali estere ospiteranno una significativa selezione del ciclo pittorico, fra cui la Galleria Art-Imena di San Pietroburgo, la Galleria nazionale di Lanzhou, in Cina, la Biennale Artemidia di Sofia, la Galleria comunale di Parigi Espace en Cours, e la Fondazione della Camara de Comercio Italo-paraguaya di Asunción, che promuove la cultura italiana in Paraguay e in America Latina.

Il catalogo, con i contributi critici dei tre Curatori, è edito da Il Sextante di Mariapia Ciaghi, che, con Niccolò Lucarelli, ha curato i rapporti internazionali del progetto.

La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile tutti i giorni feriali, dalle 9 alle 19, fino a sabato 3 luglio.

Ostia Antica Festival: il successo della quinta edizione

In un’estate difficile come questa, in cui i festival e gli eventi culturali sono stati fortemente penalizzati per la drastica riduzione delle capienze degli spazi, per le disposizioni anti Covid-19 che hanno imposto distanziamento tra il pubblico, rilevazione della temperatura a tutti i presenti, mascherine obbligatorie, autocertificazioni da firmare, l’Ostia Antica Festival – Il Mito e il Sogno è riuscito a concludere con successo la sua quinta edizione, registrando in 19 eventi quasi 11.000 presenze.

Come dichiara Filippo Gambari, Direttore del Parco archeologico di Ostia antica, “Il teatro romano di Ostia antica ha ospitato, quest’anno, un’edizione memorabile del Festival “Il Mito e il Sogno”. Artisti di primo piano hanno offerto il loro contributo e attirato l’attenzione dei media sul Parco archeologico: un connubio che ha moltiplicato e entusiasmato gli spettatori. Ringrazio il pubblico e gli organizzatori del Festival, oltre al personale del Parco, formulando sinceri auguri per una prossima edizione libera dagli affanni virali”.

Anche il Consorzio di imprese Antico Teatro Romano, organizzatore della manifestazione, si ritiene davvero soddisfatto: “Con la comicità del teatro di Max Giusti, Andrea Perroni, Francesco Montanari e Vincenzo Salemme, i racconti intimi di Arturo Brachetti, Michela Murgia, Andrea Iacomini e Stefano Massini, la grande musica rock e d’autore di Anthology, di Francesco Gabbani e Samuel, Ostia antica Festival, nonostante una congiuntura assolutamente sfavorevole dovuta alle vicende del Covid19, con questa quinta edizione si conferma uno spazio culturale estremamente vivace della città di Roma. Un’edizione che ha registrato più di un tutto esaurito grazie ai “Dialoghi Sinfonici. Ouverture a…” con il Maestro Germano Neri e l’Orchestra Europa InCanto, alla comicità di Lillo e Greg, al concerto di apertura del festival dedicato a Ennio Morricone a cura di Opera in Roma e ai concerti della rassegna Anthology. Il successo della manifestazione è anche un chiaro esempio dell’ottima collaborazione tra pubblico e privato, dove la valorizzazione del “bene culturale” passa anche dallo spettacolo del vivo.”

 

TEATRO ROMANO / OSTIA ANTICA FESTIVAL 2020 – “IL MITO E IL SOGNO – Va EDIZIONE”
PARCO ARCHEOLOGICO – VIALE DEI ROMAGNOLI 717 – 00119 – OSTIA ANTICA – ROMA

http://www.ostianticateatro.com – info@ostianticateatro.com

“Biblioteche Pubbliche in Terra di Lavoro: status, difficoltà e prospettive”: il meeting di Aversa

“Le Biblioteche sono un servizio pubblico?”. Con questa provocazione ha esordito la Dottoressa Maria Rosaria Califano, presidente AIB, (Associazione Italiana Biblioteche), Sezione Campania, durante il meeting “Biblioteche Pubbliche in Terra di Lavoro: status, difficoltà e prospettive”, tenutosi ad Aversa il 25 maggio scorso. L’evento, patrocinato dal Consiglio Generale della Campania e coadiuvato dalle Associazioni Arte Donna, Libruria Felix, Piazza del sapere-Terra di Lavoro e Pianeta Sapere, ha interessato tutte le Biblioteche presenti sul territorio regionale.

“Se è vero che sono un servizio pubblico, bisogna essere in grado di fornirlo e come professionisti dell’informazione, offrire ambienti attrattivi, personale qualificato e risorse all’avanguardia capaci di attirare pubblici di tutte l’età”, ha proseguito la Dottoressa.

Con l’avvento della tecnologia, ormai tutto è a portata di click, in maniera immediata e veloce e per alcuni le Biblioteche possono apparire luoghi desueti. Per fortuna resiste ancora una maggioranza di persone che le considerano un valido supporto al digitale. In un mondo in cui viaggiano miriadi di informazioni, che spesso si rivelano fake news, il concetto di informazione è distorto, non esiste un garante di veridicità.

In questo sistema complicato si incastra la figura professionale del bibliotecario, il quale non è un semplice dipendente ma un mediatore culturale, con delle proprie capacità professionali. Ed ecco che emerge il grande paradosso_ purtroppo sono pochi i bibliotecari qualificati e con una preparazione accademica adeguata. Tale mancanza è una condizione comune a tutte le biblioteche presenti al summit.

L’altro grande deficit è rappresentato dalla mancanza di spazi:non basta avere una stanza con degli scaffali e dei libri per parlare di biblioteche. La biblioteca deve essere strutturata in maniera precisa e disposta in un certo modo: dalla sale, alle stanze di lettura agli spazi ricreativi. Molte delle biblioteche campane non dispongono di strutture adeguate: esse infatti sono spesso relegate negli uffici del municipio oppure in spazi stantii, per non parlare della mancanza di connessione, di una rete wifi, che limita l’interattività della biblioteca. Senza una rete internet è impossibile costituire cataloghi digitali, ed di conseguenza il lettore è costretto a recarsi di persona per conoscere la disponibilità dei volumi. Un’altra carenza è l’insufficienza di personale che si occupi dei servizi digitali: ebook, riviste o documenti on line, relegando la biblioteca ad un luogo vecchio e poco aggiornato.

La biblioteca oltre ad essere luogo di studio, di ricerca deve essere soprattutto in grado di fare rete: un luogo ricettivo per tutti: dai bambini, agli adulti fino agli studiosi. Un centro sociale e di condivisione.

L’immagine delle biblioteche come luoghi “incantati” o il rifugio dei”topi di biblioteca” deve essere ridimensionata ai nostri giorni. C’è bisogno di strutture smart, all’avanguardia, postazioni multimediali, di calamite attrattive che possano coinvolgere il pubblico. Organizzare incontri con scrittori, fumettisti, artisti di ogni genere, ospitare eventi culturali, creare ad esempio degli spazi multimediali dove poter ascoltare della musica. Allargare le frontiere insomma, perché la cultura non è soltanto tra le pagine dei libri. Sono proprio queste le prospettive su cui le biblioteche pubbliche campane puntano per il futuro.

Le biblioteche, in Campania fatturano l’1% all’anno. Il dato è molto allarmante e sintomatico che c’è qualcosa che non funziona. Se è vero che vi sono progetti in cantiere, questi devono essere supportati da adeguati investimenti e finanziamenti, altrimenti non si può né formare un personale qualificato, né mantenere una struttura bibliotecaria attiva.

Il calendario delle iniziative dell’associazione ‘AstrolabioCultura’

Il Premio Astrolabio è stato istituito allo scopo di promuovere la parola poetica ed evidenziare nel panorama letterario attuale opere di autori degne di attenzione. L’associazione culturale AstrolabioCultura nasce del 2016 a Pisa e persegue lo scopo, come si legge nel suo Statuto, della solidarietà sociale, umana, civile e culturale. In particolare, l’ente opera in maniera specifica, con prestazioni non occasionali di volontariato attivo, nelle seguenti aree di intervento: culturale, educativo e artistico. Di seguito gli appuntamenti di AstrolabioCultura:

16 Marzo , ore 18:00 – Caffè dell’Ussero di Pisa – Incontro con gli autori Annalisa Macchia e Maurizio Castellani.

13 Aprile ore 18:00 – Caffè dell’Ussero di Pisa – Incontro con le autrici Roberta Degl’Innocenti e Adua Biagioli.

27 Aprile ore 18:00 – Caffè dell’Ussero di Pisa – Incontro con gli autori Roberto Patruno e Flaminia Cruciani (presenta Carlo Pasi).

8 Maggio ore 18:00 – Studio Arte MeS3 in via Verdi 40, Livorno. Valeria Serofilli presenta i suoi libri presso il salotto di Giuliana Donzello.

11 Maggio LE ORIGINI DELLA POESIA – Incontro con l’autore Domenico Cipriano (in occasione della sua nuova raccolta: L’Origine, L’Arcolaio, 2017). Presenta il prof. Giuseppe Panella.

 

31 Maggio ore 17:30 – Presso la sede SMS Biblio di Pisa – Incontro con l’autrice Valeria Serofilli con riferimento alle sue pubblicazioni Ulisse (racconti) e Vestali (poesia). Presenta il prof. Giuseppe Panella.

1 Giugno ore 18:00 – Caffè dell’Ussero – Incontro con l’autore Gianluca Garrapa.

Settembre Sangiulianese 2018 (data da definire) – Teatro Rossini di San GiulianoTerme,“Premio Astrolabio Sezione Ulisse e Shelley”– Cerimonia di Premiazione e rappresentazione teatrale “La vestale” tratta dai testi “La tela e il trono” di Achille Concerto,(romanzo, ed.Leonida 2015) e “Ulisse”(racconti) e “Vestali” (poesia) di Valeria Serofilli (editi entrambi da Ibiskos Ulivieri Editrice 2015)

26 Ottobre ore 17:30, Firenze, Libreria Salvemini, Piazza Salvini n. 18. Valeria Serofilli “Navigando verso Ulisse e Vestali” con riferimento alle sue pubblicazioni Ulisse ( racconti) e Vestali (poesia), entrambe edite da Ibiskos Ulivieri, presenta Roberta Degl’Innocenti.

I baroni e i dormiglioni: il finto stupore intorno ai concorsi universitari truccati

Le denunce fuori tempo massimo contraddistinguono il glorioso modus operandi dei nostri media di regime: solo adesso le belle addormentate hanno scoperto il baronato universitario. Gli hanno anche dato già un nome: “concorsopoli”, come se fosse uno scoop. Come se non fosse nata e cresciuta così l’università italiana, figlia di una prima repubblica in cui tutto il sistema andava avanti per cooptazione. Questa volta non ci caschiamo, questa volta non è una Notizia. La notizia non c’è. Chiunque abbia frequentato un po’ le aule universitarie, anche solo da matricola per poi ritirarsi, lo sa.

Tutto il sistema universitario da decenni va avanti seguendo il criterio dei concorsi truccati: è così. E lo sanno tutti.
Ora il problema non è tanto questo, con il baronato ci abbiamo fatto pace, come con un sacco di altre cose. Il problema è il finto stupore che si crea attorno a questo tipo di notizie, come a far finta di non averne mai sentito nulla. Forse per una volta bisogna ringraziare chi ha denunciato, chi non ci è stato a subire un’altra ingiustizia, perché altrimenti ancora una volta non staremmo parlando dell’elefante nel salotto.

Ed è inutile sperare che il sistema cambi quando le fondamenta sono marce. Il mondo del lavoro è corrotto quanto lo è quello universitario. Il declino dell’Italia è rappresentato dalla mediocrità di chi ricopre i posti del potere, che ormai sono tutti “figli di” cresciuti che a loro volta stanno ripagando favori ricevuti piazzando altri “figli di” e nulla c’entra con chi vuole speculare sul giusto e normalissimo sistema di segnalazione di persone idonee a ricoprire incarichi. Nessuno davvero pensa che non sia normale consigliare una persona per un certo tipo di lavoro o incarico, diverso è manipolare, truccare o impedire a chi non ha agganci la possibilità di avere quello stesso posto.
Non è neanche giusto fare i nomi dei 29 professori indagati perché probabilmente, anche in questo caso ci sarà un piccolo esercito di vittime sacrificali, un piccolo nucleo di capri espiatori a cui addossare indignati tutte le colpe di un sistema di cui siamo tutti figli, nessuno escluso. E allora avanti il prossimo ladro, truffatore, che gli altri sono tutti santi e innocenti.

Il sistema universitario va cambiato, perché l’università così com’è è marcia, non solo per i concorsi truccati, ma soprattutto per il pensiero unico cui si lascia il compito di indottrinare migliaia di studenti ignoranti di sapere e desiderosi di ottenere il pezzo di carta più che la conoscenza. Il baronato è solo una piccola parte di questo macchina fabbricatrice di laureati in serie che pensano nello stesso modo, sempre pronti a indignarsi per un sistema che nessuno ha mai voluto cambiare sapendo di doverlo cambiare, solo perché in fondo, hanno capito il meccanismo, e vogliono entrare a farne parte anche loro.

 

Fonte: http://www.lintellettualedissidente.it/cartucce/i-baroni-e-i-dormiglioni/

Parte oggi la quarta edizione del Festival letterario ‘Urbino e le città del libro’

Oggi, 9 maggio 2017 parte la quarta edizione del Festival “Urbino e le città del libro”. La manifestazione che per il suo direttore artistico Alessio Torino “non è soltanto un festival di letteratura, ma la celebrazione di tutto il lavoro che c’è dietro alla nascita di un libro”, si concluderà il giorno 11 giugno nello splendido capoluogo marchigiano, tra le sede più importanti del Rinascimento italiano e il cui centro storico è patrimonio dell’UNESCO.

Il direttore artistico del festival di Urbino ha inoltre dichiarato: “Quello che vorremmo è far avvicinare il più possibile queste energie”. Da qui l’idea di un festival che parta dal basso, che coinvolga le eccellenze della città e si apra al panorama nazionale e internazionale: “Il titolo stesso dell’evento vuole rappresentare la nostra voglia di incontrare le altre città del libro. Per questo abbiamo avviato una serie di gemellaggi: l’anno scorso con l’Istituto italiano di Cultura di Madrid, quest’anno con quello di Lisbona”.

La rassegna è stata presentata durante il fine settimana al Salone del libro di Torino. “Segno della nostra volontà di entrare a far parte di un network nazionale più ampio”, ha ancora commentato il direttore artistico. I luoghi che ospiteranno gli eventi in programma sono tra i più suggestivi di Urbino. A partire dal Teatro Sanzio sul cui palco l’attrice Sonia Bergamasco leggerà alcuni brani della scrittrice Annie Ernaux, ha svelato Torino in anteprima. Poi Palazzo Santini che ospiterà la festa di inaugurazione. E ancora il Collegio Raffaello, la Casa della poesia e il Circolo cittadino. Il programma completo delle tre giornate è stato pubblicato  sul sito internet dell’iniziativa, ma il direttore artistico si è già lasciato sfuggire alcune anticipazioni come quella sul workshop sull’editoria per l’infanzia organizzato in collaborazione con l’Isia o la presentazione della ristampa di una guida di Urbino dell’‘800 curata dai ragazzi della Scuola del libro.

Ospiti attesissimi di questa IV edizione sono gli Ex-Otago, che a Urbino hanno fissato la seconda data di un tour estivo che prevede 50 concerti in tre mesi e porterà il loro ultimo album Marassi (Garrincha Dischi e INRI) in giro per l’Italia. Nati a Genova nel 2002 come trio acustico, gli Ex-Otago vantano un percorso fatto di prestigiose collaborazioni (come quella con Davide Bertolini produttore dei Kings of Convenience e con Caparezza), partecipazioni in programmi TV, un libro di parole e immagini, Burrasca (Habanero Edizioni), e soprattutto ottima musica suonata dal vivo.

Urbino merita un festival del libro e anche quest’anno mi auguro che ci sia grande partecipazione da parte della cittadinanza e di chi viene da fuori città per la rassegna. È bello vedere facce conosciute e facce nuove che si incontrano grazie alla letteratura”, ha concluso Torino.

 

Fonte:

“Urbino e le città del libro”, un festival che si apre al mondo

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