Rafael Y. Herman e le sue notti illuminate in mostra a Roma dal 25 gennaio

Dal 25 gennaio al 26 marzo 2017 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma ospita la mostra personale di Rafael Y. Herman dal titolo The Night Illuminates The Night, curata da Giorgia Calò e Stefano Rabolli Pansera, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e patrocinata da: Ambasciata d’Israele in Italia–Ufficio Culturale, IIFCA–Fondazione Italia-Israele per la Cultura e le Arti, AMATA–Amici del Tel Aviv Museum of Art e CitéInternationaledes Arts de Paris.

La mostra ,nella sede di MACRO Testaccio, si presenta come una grande installazione ambientale in cui dallo spazio buio emergono le opere che si rivelano come epifanie. Nella dialettica fra tenebre e luce, infatti, si sviluppa la poetica di Rafael Y.Herman il cui sguardo rivela un nuovo approccio alla realtà che nasce e si struttura nell’oscurità.

The Night Illuminates The Night si concentra sul lavoro cominciato nel 2010 e completato nel 2016 da Rafael Y. Herman, noto per il progetto fotografico Bereshit-Genesis, ispirato alla storia della creazione così come viene raccontata nel primo libro della Bibbia-Genesi. L’artista israeliano ha ritratto di notte gli alberi del deserto del Negev, senza nessun supporto elettronico e senza alcuna manipolazione digitale, riuscendo ad ottenere immagini che sembrano irradiate dalla luce del giorno.

. In questo periodo l’artista ha stabilito un dialogo con i grandi maestri della tradizione occidentale che hanno rappresentato nel corso dei secoli la Terra Santa, pur non avendola mai visitata, ma ispirandosi alle fonti bibliche e letterarie. Rafael Y.Herman ripercorre questa tradizione con il proprio metodo: lo scatto notturno senza ausili elettronici e manipolazioni digitali, che svela ciò che non si vede a occhio nudo. Come i grandi maestri del passato, anche Herman si è voluto porre nella condizione di non poter vedere il paesaggio, pur trattandosi dei luoghi dove è nato e cresciuto, operando nell’oscurità della notte. In questa condizione di voluta cecità l’artista accede alla realtà in un modo nuovo, mediante lo scatto fotografico notturno e mediante lo sviluppo della pellicola nell’oscurità del laboratorio.

Rafael Y.Herman produce così una realtà “ricreata”, decontaminata da qualunque preconcetto soggettivo, offrendo allo spettatore paesaggi che esistono solo nelle opere stesse. L’artista sviluppa la propria ricerca notturna attraverso la scoperta di tre diversi ambienti: la Foresta della Galilea, i campi dei Monti della Giudea e il Mar Mediterraneo. Le sue immagini ci invitano a riflettere sull’invisibile o, come l’artista usa definirlo, il “non visto”; sulla differenza che si dischiude fra ciò che è reale e ciò che invece è solo percepito. Il risultato è straordinario nella cromia innaturale, e nelle forme evanescenti che sembrano emergere da un luogo e un tempo altro dove i colori non sono reali, il tempo sembra essere dilatato e le immagini appaiono oscure. O forse abbaglianti.

In occasione della mostra verrà presentato il libro d’artista, edito da Mousse, con testi critici di Giorgia Calò, Stefano Rabolli Pansera, Chiara Vecchiarelli e Arturo Schwarz.

felix taeda II di Herman

L’artista Rafael Y. Herman

Rafael Y. Herman nasce nel 1974 a Be’erSheva, un’antica città nel deserto israeliano del Negev. Inizia a studiare musica classica all’età di sei anni e diventa percussionista. Dopo una permanenza a New York, si iscrive alla Facoltà di Economia e Management dell’Università di Tel Aviv. Dopo la laurea si trasferisce in America latina, dove compie un lungo viaggio di ricerca in sette paesi: in Paraguay collabora con Amnesty International, studia pittura a Città del Messico e in Cile entra a far parte di una comune di artisti. In questo apprendistato della visione confluiscono tanto le esperienze metropolitane quanto l’incontro con la natura selvaggia. Nel 2003 si trasferisce a Milano e nel 2006 espone a Palazzo Reale il progetto Bereshit-Genesis, applicando un metodo messo a punto da lui stesso: lo scatto notturno senza ausili elettronici e manipolazioni digitali, che svela ciò che non si vede a occhio nudo. Questa mostra proietta Herman verso una dimensione artistica internazionale. Nel 2012, il ritratto di John Chamberlain realizzato da Herman è scelto dal Guggenheim Museum di New York per la seconda di copertina del libro di Chamberlain “Choices”. Nel 2013 è invitato alla TED Talk per parlare del suo linguaggio artistico con un talk dal titolo “Realtà alternativa”. I suoi lavori recenti evidenziano due temi portanti: la curiosità metafisica e il racconto di ciò che sta oltre; l’indagine sulla luce come elemento fisico protagonista dello spazio-tempo. Sue opere sono state acquisite da importanti collezioni pubbliche e private, fra le quali di Tel Aviv Museum of Art e Salsali Private Museum di Dubai. Attualmente vive e lavora a Parigi, dove è per la seconda volta artista residente alla Cité Internationale des Arts de Paris. Nel 2015 ha vinto il Praga Fotosfera Award.

Gli amati del surrealismo e delle notti illuminate non possono mancare a questo magico appuntamento.

 

 

Parte il concorso letterario nazionale “Artisti” per Peppino Impastato, prima edizione

L’Associazione culturale musicale onlus “La piccola orchestra”, al fine di incoraggiare e valorizzare l’attività letteraria e musicale, indice ed organizza la prima edizione del concorso letterario Nazionale “Artisti” per Peppino Impastato.

Ci voleva un premio letterario per ricordare Peppino Impastato, giornalista e attivista siciliano, conduttore di una trasmissione radiofonica in cui faceva satira contro la mafia (lui che era nato in una famiglia mafiosa), ucciso da quest’ultima il 9 maggio 1978 a Cinisi, cittadina a pochi chilometri da Palermo, per ordine del boss mafioso Gaetano Badalamenti, triste evento che coincise con ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, ucciso dalle BR, in via Caetani, a Roma.

Il concorso si articola in 5 sezioni:

SEZ A: POESIA A TEMA LIBERO (compresa Poesia Dialettale). Saranno ammesse a questa sezione del concorso letterario un massimo di tre poesie per ogni autore, sia edite che non pubblicate. Alla poesia gialettale dovrà essere allegata la traduzio ne in italiano (spedire anche via email). Le Poesie potranno partecipare anche se già premiate in altri concorsi, senza limite al numero dei versi. Saranno premiati i primi tre classificati. Primo classificato: €100, coppa e attestato; secondo classificato: Targa e attestato; terzo classificato: Targa e attestato.

SEZ B: LIBRO FANTASY EDITO

Potranno partecipare a questa sezione tutti quei libri fantasy editi anche già premiati in altri concorsi con pubblicazione a partire dal 2004. Spedire tre copie. Possono partecipare anche i libri in formato Ebook. Inviare l’opera con spedizione elettronica sia nella versione Pdf che Epub. Saranno premiati i primi tre classificati. Primo classificato: € 100, coppa e attestato; secondo classificato: Targa e attestato; terzo classificato: Targa e attestato.

 SEZ C: LIBRO DI NARRATIVA EDITO

Potranno partecipare a questa sezione del concorso tutti quei libri di narrativa editi anche già premiati in altri concorsi con pubblicazione a partire dal 2004. Spedire tre copie. Possono partecipare anche i libri informato Ebook. Inviare l’opera con spedizione elettronica sia nella versione Pdf che Epub. Saranno premiati i primi tre classificati. Primo classificato: € 100, coppa e attestato, secondo classificato: Targa e attestato; terzo classificato: Targa e attestato.

SEZ D: FIABE E RACCONTI PER BAMBINI

Potranno partecipare a questa sezione del concorso tutte le fiabe e i racconti per bambini non pubblicate. Sarà ammesso un elaborato per ogni Autore e dovrà essere spedito sia in formato cartaceo che via email. Saranno premiati i primi tre classificati. Primo classificato: € 100, coppa e attestato; secondo classificato: Targa e attestato; terzo classificato: Targa e attestato.

SEZ E: CANZONI, BRANI E COMPOSIZIONI MUSICALI

Gli elaborati musicali (inediti) dovranno essere spediti tramite We trasfer, jumbo email o simili. Saranno ammessi un massimo di due elaborati per autore. Saranno premiati i primi tre classificati. Primo classificato: € 100, coppa e attestato; secondo classificato: Targa e attestato; terzo classificato: Targa e attestato.

SEZIONI A-D-E

Possono partecipare le classi degli istituti scolastici: primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado. Saranno ammessi un massimo di due elaborati per classe. Per ogni classe partecipante si richiede un’insegnante referente. Le tre classi vincenti, riceveranno un ricordo, targa e attestato. I partecipanti dovranno inviare e/o spedire le opere con le modalità già specificate allegando la scheda e la ricevuta del versamento della quota di partecipazione, al seguente indirizzo: “LA PICCOLA ORCHESTRA ONLUS” CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE “ARTISTI” PER PEPPINO IMPASTATO presso “Caroleria Alice”, via Roma 35 20088 Rosate (MI).

Una lodevole iniziativa che ci auguriamo abbia un ottimo riscontro, perché la cultura, la letteratura, la poesia, la musica sono tra i mezzi più efficaci per promuovere legalità e impegno civile.

La scadenza del bando è fissata per il 25 maggio 2017. A tutti i partecipanti verrà inviata un’email per la conferma ricezione delle opere e in seguito spedito un attestato di partecipazione.

La quota di partecipazione di ciascuna sezione del concorso è di € 10,00.

In allegato la scheda di partecipazione SCHEDA DI PARTECIPAZIONE – ISTITUTI SCOLASTICI

 

Stati generali della lingua italiana 2016: Italiano lingua viva

«Gli Stati generali della lingua italiana nel mondo sono venuti a risciacquare i panni in Arno». Con questa metafora di manzoniana memoria il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha aperto il suo intervento nel corso del convegno intitolato Italiano lingua viva, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nell’ambito della XVI Settimana della lingua italiana nel mondo.

Due giornate, 17 e 18 ottobre 2016, per riflettere sulla diffusione dell’italiano nel mondo – in Europa e ben oltre –, sulle modalità di studio e sulle potenzialità che la conoscenza della nostra lingua porta con sé nell’era dei media e della globalizzazione. Il luogo, Firenze, è l’emblema del desiderio di costruire ogni futura innovazione sulla solida base di una cultura dalla storia antica e gloriosa.

«Dobbiamo riprogettare continuamente l’immagine del nostro paese» ha detto ancora Mattarella, «senza soffermarci unicamente sulla nostalgia del passato». Il Presidente ha ricordato la vocazione universale della lingua italiana, nata dall’influenza della sua produzione letteraria e dalla più recente diaspora dei suoi parlanti, e ha poi sottolineato la necessità di contrastare la «falsa alternativa» che vorrebbe creare rigide distinzioni tra lingue della tradizione e lingue della modernità. Il connubio tra passato e presente, con l’enfasi posta sul secondo molto più che sul primo, è stato realizzato e reso evidente attraverso i temi che il convegno ha posto in primo piano: l’italiano nella moda, nel design e nell’industria in generale.

Secondo Dario Nardella, sindaco di Firenze, l’iniziativa non è stata un semplice convegno, ma «un confronti tra istituzioni, intellettuali e imprenditori, uniti per la valorizzazione dell’italiano». Più che un evento celebrativo, gli Stati generali della lingua italiana nel mondo hanno in effetti rappresentato un’occasione per far emergere nuove proposte, favorire uno scambio di idee tra esperti di linguistica e professionisti della comunicazione, e far proseguire i progetti iniziati durante le due passate edizioni, tra cui il lancio del primo Portale della lingua italiana (https://www.linguaitaliana.esteri.it), con la collaborazione del MIUR, dell’Accademia della Crusca, dell’Accademia dei Lincei, della Società Dante Alighieri e di altri importanti enti e organizzazioni culturali.

Una questione particolarmente interessante è stata introdotta da Piero Bassetti, autore del libro-manifesto Svegliamoci italici! (2015), che nel suo intervento ha parlato dello sviluppo di una sempre più numerosa ed eterogenea “comunità di sentire” composta da “italofili”, persone che condividono un forte legame verso un concetto di italianità puramente linguistico e culturale, indipendentemente dall’appartenenza nazionale e dalla provenienza geografica. La crescita di tale comunità globale, secondo Bassetti, deve spingerci ad abbandonare del tutto la vecchia concezione della lingua come strumento di potere e di affermazione, divenuta dominante nel nostro paese all’epoca del fascismo. Da espressione dell’identità legata al nazionalismo, la lingua si sta dunque evolvendo per diventare espressione di un’”identità di valori”.

L’idea di Bassetti sembra aver trovato un’immediata conferma con l’intervento di Hammadi Agrebi, italianista tunisino cresciuto con una forte passione per la nostra lingua, una passione che gli ha permesso di diventare insegnante di italiano in Tunisia, nazione in cui ben 46.000 studenti liceali apprendono a scuola l’idioma di Dante come terza lingua facoltativa, un numero che, ha assicurato Agrebi, è destinato a crescere ulteriormente. Da dove nasce questo interesse? Secondo il docente tunisino, che ha anche fondato nel suo paese la Giornata della lingua italiana (giunta ormai alla quattordicesima edizione), le generazioni del passato studiavano l’italiano esclusivamente per amore della nostra sconfinata tradizione letteraria. Oggi, secondo Agrebi, per alimentare questa passione nei giovani tunisini è necessario venire incontro alla loro preoccupazione primaria: il difficile ingresso nel mondo del lavoro. La sfida, dunque, sta ora nel trasformare lo studio dell’italiano in un valido strumento di inserimento professionale che possa attrarre anche la nuova generazione.

Che la nostra lingua riesca ad emanare un tale fascino e a generare simili propositi ed iniziative nel cuore di paesi stranieri che siamo abituati a percepire come culturalmente distanti, dovrebbe certamente stimolare e far riflettere soprattutto il popolo italiano, che si ritrova purtroppo afflitto, come ha fatto notare il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, da un crescente “analfabetismo di ritorno”, fenomeno che può essere contrastato solo tramite una formazione continua che coinvolga ugualmente giovani e adulti.

‘Poesie Oggi’, reading poetico del 1° ottobre al Lord Byron di Roma

“Il trascorrere delle ere cambia tutte le cose- tempo, lingua, la terra, i confini dei mari, le stelle nel cielo, ed ogni cosa riguardante, o sopra od attorno o sotto l’uomo, eccetto la natura dell’ uomo stesso”. Questo sosteneva Lord Byron, uno dei più grandi poeti inglesi che la storia abbia mai conosciuto in epoca romantica. Anticonvenzionale a tutti i costi e affascinante avventuriero, stupì tutti con la sua penna.

Sarà questo che accadrà domani? Chi stupirà i lettori e gli ascoltatori nel reading poetico organizzato da Poesie Oggi? Parliamo dell’iniziativa che si terrà domani 1 Ottobre, dalle ore 19 alle 23 circa,  presso la panicoteca Lord Byron, a Roma, in via Ostiense 73.

L’idea di questo reading poetico nasce da Poesie Oggi ed ha come scopo quello di permettere il confronto tra tutti coloro che amano la poesia e che vogliono decantarla attraverso i loro scritti, dando libero sfogo alla propria creatività. Non vi è un limite da rispettare per quanto riguarda la lunghezza degli elaborati, l’unica condizione necessaria è aver raggiunto il diciottesimo anno d’età e che le poesie in gara siano in lingua italiana, dattiloscritte o manoscritte, pena l’esclusione. Infatti non sono ammessi tablet e supporti del genere.

Quanti saranno i Lord Byron presenti? Riusciranno a trasmettere in versi le loro emozioni e a conquistare il pubblico? La sfida è prevista tra coppie di poeti che saranno sottoposti al giudizio insindacabile dei presenti, i quali esprimeranno il loro consenso per le poesie che preferiscono. Rivolto sia ai poeti che alle poetesse, l’evento è gratuito ma è consigliata almeno una consumazione presso la sede che ospita partecipanti e lettori.

Sulla pagina facebook Poesie oggi, dove è possibile trovare tutte le informazioni utili per il contest, saranno poi disponibili le foto e i video relativi a quest’interessante evento.

 

Pagina dell’evento: https://www.facebook.com/events/1071157556309125/

Pagina di Poesie Oggihttps://www.facebook.com/poetryisallaround/

‘Romeo e Giulietta’ all’Anfiteatro Campano il 17 e 18 settembre

Quando dopo il Sogno, si legge Romeo e Giulietta, par di non essere usciti da quell’ambiente poetico, al quale espressamente ci richiamano Mercutio, col suo ricamo fantastico sulla Regina Mab, e, quel che è più, lo stile, le rime e la generale fisionomia della breve favola. Tutti, parlando di Romeo e Giulietta, hanno provato il bisogno di ricorrere a parole e immagini soavi e gentili; e lo Schlegel  vi ha sentito «i profumi della primavera, il canto dell’usignuolo, il delicato e fresco di una rosa mo’ sbocciata», e lo Hegel ha pensato allo stesso fiore: alla «molle rosa nella valle di questo mondo, spezzata dalle rudi tempeste e dall’uragano»; ed il Coleridge, di nuovo, alla «primavera coi suoi odori, i suoi fiori e la sua fugacità». Tutti lo hanno considerato come il poema dell’amor giovanile, e hanno riposto l’acme del dramma nelle due scene del colloquio d’amore attraverso il notturno giardino e della dipartita dopo la notte nunziale, nelle quali è stato scorto da taluni il rinnovarsi di forme tradizionali della poesia d’amore, l’«epitalamio» e l’«alba». (Benedetto Croce)

 

I giorni sabato 17 e domenica 18 settembre, alle ore 19 e alle ore 21 (due repliche dello spettacolo), presso l’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, nell’arena Spartacus, si terrà l’ennesima performance teatrale che vede come protagoniste le due famiglie storicamente nemiche dei Montecchi e dei Capuleti, ossia la celebre Romeo e Giulietta. L’iniziativa, promossa per favorire il turismo culturale nel nostro territorio, è anteprima della seconda edizione del Festival della letteratura I am Spartacus. A mettere in scena l’opera sicuramente più conosciuta di William Shakespeare è la compagnia teatrale, Il Demiurgo che, in modo innovativo e del tutto originale, promuove l’approccio alla conoscenza e alla scoperta del nostro patrimonio artistico.
Proprio per questo motivo, il fondatore della compagnia, Franco Nappi, ci tiene a precisare che il costo del biglietto, pari a 15 euro, è un incentivo a partecipare a queste due serate dedicate alla cultura in un contesto più ampio che permetterà agli ospiti di vivere a trecentosessanta gradi quest’esperienza grazie anche alla presenza di Amico Bio (primo ristorante biologico nato in un sito archeologico che gestisce l’arena Spartacus) e al resto delle iniziative, enogastronomiche e non solo, collegate all’evento. Evento in cui pubblico e personaggi saranno in simbiosi, quasi come se Shakespeare accompagnasse gli spettatori e li invitasse a salire sul palco, fianco a fianco ai grandi protagonisti. Questo assieme a delle musiche scelte accuratamente e affidate alla bravura del violoncellista Luigi Visco, della soprano Ester Esposito e del flautista Antonio Ferraro. Suoni suggestivi e atmosfere che ci rimandano indietro nel tempo.
Rievoca alla perfezione questo periodo storico anche la selezione dei costumi, a cura di Monica Fiorito e della sartoria napoletana Artinà. Ci si è avvalsi, inoltre, dell’aiuto di Marco De Filippo per quanto riguarda la coreografia dei duelli.
Alessandro Balletta e Roberta Astuti sono rispettivamente Romeo e Giulietta. Andrea Cioffi, invece, è Mercuzio mentre Massimo Polito interpreta Tebaldo, in questo valido cast di attori.

A rendere ancora più entusiasmante la partecipazione del pubblico, un William Shakespeare narrante, il regista Franco Nappi, al quale spetterà il compito di narrare le vicende introducendo i personaggi.

In quest’occasione, sarà possibile visitare l’anfiteatro e l’antica Capua (dunque il museo archeologico, il museo dei gladiatori ed il Mitreo) e deliziarsi con le specialità della ristorazione biologica e biodinamica. Per gli amanti delle gite fuori porta, il bio resort La Colombaia ha pensato a convenienti pacchetti per un tour turistico, ogni week-end di settembre ed ottobre.
Null’altro d’aggiungere per presentare un evento che ci fa riflettere sul concetto di letteratura immortale grazie ad un capolavoro che, a distanza di secoli, continua ad essere letto, studiato, interpretato e continua ad emozionare il lettore da ogni punto di vista.

Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante, XXIX edizione

Il Premio Procida è giunto alla XXIX edizione. Nel febbraio 1986 a pochi mesi dalla scomparsa di Elsa Morante, il Comune di Procida istituiva il Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante. L’iniziativa è nata dall’impegno dell’Assessorato alla Cultura dell’isola ispirato dalla potessa e scrittrice romana Gabriella Sica, assidua frequentatrice dell’isola, dal critico letterario Walter Pedullà, da Paolo Volponi, scrittore, poeta e politico e da Jean Noel Schifanò, traduttore della Morante in Francia.

Il Premio del comune di Procida è andato avanti con alterne vicende per due decenni ospitando nomi importanti della cultura letteraria ma anche del cinema, della musica, del giornalismo come Mario Martone, Carlo Verdone, Cristina Comencini, Riccardo Muti, Uto Ughi, Nicola Piovani, Alberto Asor Rosa, Paolo Mieli. Nel 2015, dopo alterne e avverse vicende, è stato recuperato lo spirito originario del Premio. Il Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante giunto quest’anno, nella sua rinnovata veste, alla XXIX edizione vuole essere un riflettore sui nuovi talenti e su quella letteratura che, pur meritandolo, resta a volte ai margini.

Nella sua XXIX Edizione il Premio ha deciso di istituire oltre alla sezione narrativa, un premio “Mare” da assegnare ad un’opera monografica di stampo storico, antropologico, sociologico, o un saggio giornalistico, un reportage inerente alla conoscenza e/o alla rappresentazione della vita di mare in generale nel Mediterraneo o nelle sue isole in particolare.

Quest’anno la giuria tecnica del premio viene rinnovata con otto nuovi membri: professori universitari, studiosi della scrittrice romana critici, saggisti, giornalisti, librai. Tra i nomi Gabriele Pedullà in qualità di presidente, Giovanna Rosa, Silvia Acocella, Loredana Lipperini, Filippo La Porta, Paolo Peluffo, Salvatore Di Liello, Fabio Masi e Gilda Policastro. Una giuria esperta che ha proposto nomi ed autori del recente panorama letterario italiano. Quest’anno il Premio Procida si avvale inoltre di una partnership prestigiosa: la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, punto di riferimento per i manoscritti di Elsa Morante. Alla giuria tecnica verrà affiancata una giuria popolare a cui si dovrà la selezione del vincitore del premio.

A metà Settembre le due giurie, quella tecnica e quella popolare, sceglieranno il vincitore per la sezione Narrativa tra gli autori della terna dei finalisti :

Il grande animale, di Gabriele Di Fronzo edizioni Nottetempo (primo romanzo dell’autore)

-Il cinghiale che uccise Liberty Valance, di Giordano Meacci edito da Minimum fax (già nella cinquina finalista del Premio Strega 2016)

Neve, cane, piede, di Claudio Morandini edito da Exòrma

Non resta che augurare buona fortuna ai tre finalisti e aspettare la serata della proclamazione.

 

 

 

Premio Pavese 2016, i vincitori a Santo Stefano Belbo

Il giorno 28 Agosto, alle ore 10 delle mattino,  a Santo Stefano Belbo (Cuneo), presso la casa che ha dato i natali allo scrittore de La luna e i falò , si terrà la tanto attesa premiazione dei vincitori della trentatreesima edizione del Premio Pavese 2016, concorso letterario dedicato ad uno dei più grandi scrittori del Novecento italiano. Il Premio è promosso ed organizzato dal Cepam-Centro Pavesiano Museo Casa Natale.

La Regione Piemonte e i Lions Club del territorio Unesco (che si occupano del Premio Lions per ciò che riguarda le prefazioni e le postfazioni) hanno collaborato alla realizzazione dell’evento Premio Cesare Pavese, assieme anche al comune di Santo Stefano, alla Fondazione Cesare Pavese e ad altri enti. Lo scopo è quello di premiare gli autori che più di altri sono stati in grado di raccontare il legame con il proprio territorio e il senso di appartenenza. Presidente del Premio Pavese 2016 sarà il professor Luigi Gatti accompagnato dalla professoressa Giovanna Romanelli, presidente di Giuria.

Per le opere edite, a vincere il Premio Narrativa è stata la scrittrice e regista Cristina Comencini con il suo Essere Vivi (Einaudi, 2016), romanzo incentrato sulla riscoperta del proprio io e della propria natura. Il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky si è aggiudicato il Premio di Saggistica con Senza Adulti (Einaudi, 2016), un’esortazione a vivere a pieno la vita a prescindere dall’età e dai presunti limiti.

L’altro Premio di Saggistica è andato a Franco Ferrarotti per Al santuario con Pavese. Storia di un’amicizia (Dehoniane, 2016), emozionante viaggio nel passato dell’autore, caro amico di Pavese, opera testimonianza dunque della loro amicizia. Il Premio Speciale per la Giuria è spettato invece al giornalista Mario Baduino che ha scritto Lo sguardo della farfalla (Bompiani, 2016), un romanzo che non può essere ridotto ad un solo genere, piuttosto un avvincente mix post-moderno. Grande merito è stato attribuito allo studente Edoardo Cagnan per la sua tesi Parola a malincuore. Studio di forme e sensi della reticenza nel Diavolo sulle colline, un attento approfondimento sulle scelte stilistiche e non dell’autore.

La premiazione è divisa comunque in più sezioni (tra cui, Medici scrittori e Arti visive) e menzioni di merito (citiamo solo alcuni dei diversi autori premiati tra cui Gabriella Greison, Osvaldo Di Domenico e Pietro Reverdito). Il Premio Letterario Lions, per le opere edite, è stato vinto da Gianni Turchetta per la prefazione all’Opera Completa di Vincenzo Consolo.

Il giorno precedente al Premio Pavese 2016, alle ore 21,  si terrà l’incontro Dalla nostalgia del passato ai primi fermenti di una rinascita, verso “un nuovo modo di stare al mondo” , presieduto dal professore Andrea Raffaele Rondini che vedrà anche la partecipazione dei quattro vincitori. Al centro del dibattito i temi analizzati dagli autori nelle opere premiate.

Entrambi gli eventi sono gratuiti.

Festival della Letteratura di Salerno 2016: incontro con Idalberto Fei

 

Fino al 26 giugno è in scena il Festival della Letteratura di Salerno, una settimana di incontri, dibattiti e presentazioni. Giunto alla sua quarta edizione, nella prima giornata ha ospitato i finalisti del premio Strega: tra vari ospiti degni di nota, abbiamo incontrato un autore molto particolare, che si è fatto portatore di una missione non facile. Nella cornice di palazzo Panonia, lo scrittore e regista Idalberto Fei ha presentato, per la collana Nuove Frontiere Junior, I racconti di Shakspeare per ragazzi, il riadattamento de Il racconto d’inverno, Cimbelino e La tempesta, per i più giovani.

Il Salerno Festival della Letteratura ospita dunque un autore che si è reso abile nel raccontare ai più giovani gli impegnativi testi: “Shakspeare ha scritto cose vive, ci tiene a precisare, ma non sempre questo autore viene presentato ai giovani in maniera accessibile”. A corredare la presentazione, le illustrazioni di Anna Forlati.

Idalberto Fei ha scritto sceneggiature per la RAI, lavorando sia per la TV che per la radio. Ha vinto il Prix Italia nel 1999 con un testo di Federico Fellini, che ha portato in scena nel 2002 in Canada allo Stratford Festival. Nel 2007 ha curato I giorni della Metamorfosi, sui testi di Ovidio, un nuovo modo di visitare i musei tra arte, poesia, musica e danza. Per il Museo di Palazzo Venezia a Romana realizzato la messa in secna sonora dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.

 

Quale è la vera funzione della riscrittura dei testi?

Penso che l’autore sia un universo, entro cui è bene entrare il prima possibile: il mio intento è quello di spalancare le porte ai più giovani. La particolarità di questo testo è che i dialoghi sono stati conservati in maniera originale, ho deciso cosi per non far scomparire il reale valore di questo grande autore.

 

Si è già cimentato precedentemente, a esperimenti simili?

Ho realizzato il riadattamento dell’Orlando Furioso, compresa la versione di Boiardo. Non è stato un compito semplice perché la storia è a scatole cinesi, è stata una vera sfida rendere leggibile quel mondo, i bambini sono a volte molto più avanti di noi e non è sempre facile immedesimarsi.

Ci sono altri progetti in programma?

Mi piacerebbe realizzare la versione per bambini di una opera di Cervantes.

 

 

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