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Franco Fortini e la letteratura industriale

Fortini

Franco Fortini (Franco Lattes 1917-1994) nasce a Firenze da una famiglia ebraica e in giovane età si converte alla chiesa valdese. Arruolato tra le file dell’esercito, dopo l’8 settembre scappa in Svizzera dove frequenta Adriano Olivetti, conosciuto precedentemente a Firenze nel 1938. Fortini è stato uno dei più acuti collaboratori del «Politecnico» di Vittorini, ma le necessità economiche lo spingono ad accettare l’offerta di lavoro arrivatagli dalla Olivetti. Il primo settembre 1947 si trasferisce a Ivrea e si occupa delle iniziative culturali di fabbrica collaborando con la rivista «Comunità».

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Sulla poesia del ‘900. Sperimentalismi, neolirismi, ideologie

Nel corso del' 900 si è diffuso il verso libero. Laforgue fu il primo grande poeta ad adoperare il verso libero e a tal proposito scrisse: "Mi dimentico di rimare, mi dimentico il numero delle sillabe, mi dimentico la distribuzione delle strofe". Anche Pound fece un uso moderato nelle proprie liriche del verso libero. I poeti dell'imagismo scrivevano tutti in versi liberi. E. Lee Masters nella celeberrima Antologia di Spoon River adoperò spesso nei suoi epitaffi versi liberi e non prestò molta attenzione al rispetto della metrica. Per quel che riguarda l'Italia i crepuscolari Corazzini, Gozzano, Govoni, pur utilizzando anche forme metriche tradizionali, introdussero il verso libero nella poesia italiana. Anche il poeta simbolista Gian Pietro Lucini scriveva soprattutto versi liberi e dichiarò che al momento della creazione non cercava "misure prestabilite (versi), né sequenze numerate di misure (strofe)", né il posizionamento di accenti tonici.

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‘Storie irrilevanti’ di Matteo Deraco, EDILab Edizioni

Matteo Deraco,  spinto dalla passione per la scrittura studia sceneggiatura cinematografica, per poi arrivare alla narrativa che è, ancora oggi, il suo strumento di espressione preferito. Dopo anni di concorsi dedicati ai racconti decide di mettersi alla prova e raccogliere i suoi scritti pubblicando “Racconti di storie irrilevanti” con EDILab Edizioni. A fare da sfondo a questa raccolta di racconti è la città di Roma. Dopo anni passati a bramare la solitudine Matteo si interroga su quanto il mondo intorno a lui sia cambiato, e cerca un posto in cui finalmente essere sé stesso, libero dai preconcetti e dai giudizi degli altri. Nel primo racconto l'autore si chiede giustamente quale sia il prezzo per diventare grandi. Il racconto "Pornoerotico" ha un ottimo finale a sorpresa. Il racconto "Puzza di inchiostro" è un'ottima descrizione dei premi letterari italici. Ma in ogni racconto vi sono cose molto interessanti ed aforismi,  che ricordano quello che Raboni scrisse della poetessa Vivian Lamarque, ovvero che le sue intuizioni erano delle coltellate oltre ad essere illuminanti. 

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