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Gian Pietro Lucini, poeta decadente e scapigliato

Lucini poeta

Gian Pietro Lucini è stato un poeta ribelle, animato da intenti rivoluzionari, insofferente all'ipocrisia e al perbenismo di facciata. Una sorta di anarchico-democratico si potrebbe dire, i cui versi trasudano sentimenti di vendicazione. Ma dietro l'outrance verbale di Lucini si percepisce un piglio sarcastico, un'ironia seria, amara, dolorosa. Dietro le sue parole composite e volgari si cela un'anima che pena, un cervello ardito, un cuore ferito che può sembrate crudele.

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Il teatro in Italia nel primo ‘900: da Marinetti a Chiariello

Sul finire dell'Ottocento nel panorama drammaturgico domina in Italia il Teatro verista, il Teatro dialettale e il dramma borghese. In contrasto con queste forme tradizionali, agli inizi del 900, si pone la linea avanguardistica del movimento futurista di Filippo Tommaso Marinetti. Tre sono i manifesti che i futuristi hanno dedicato al teatro. Il primo approccio alle questioni teatrali è costituito dal Manifesto dei drammaturghi futuristi del 1911, nel quale l'intero sistema del “mercato culturale” dell'epoca viene criticato per aver trasformato il prodotto artistico in merce. Un'arte che per essere venduta, si basa su luoghi comuni, lusingando la pigrizia del pubblico. Il manifesto, al contrario, propugna il disprezzo del pubblico che non deve essere accontentato ma, scosso con proposte estreme. I futuristi ostentano la voluttà di essere fischiati perché nulla più dell'insuccesso garantisce la riuscita della provocazione.

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‘Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943’, il primo libro d’artista delle storia, in mostra fino ad oggi a Milano

Fino ad oggi, 25 giugno, a Milano, sarà possibile visitare una mostra davvero particolare: ci riferiamo a Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943, collocata negli spazi espositivi della Fondazione Prada (Largo Isarco, 2). Zang Tumb Tuuum è stato il primo “libro d’artista” della storia, espressione di quelle parole in libertà che divennero manifesto del movimento futurista. La ricerca di Germano Celant, curatore dell’esposizione, parte dal poema visivo di Marinetti, personaggio chiave tanto per la letteratura quanto per la storia dell’arte, per esplorare il sistema della cultura italiana tra le due guerre mondiali.

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Profetico Boccioni, movimentista, fulcro propositivo dell’indirizzo futurista nel poderoso studio di Roberto Floreani ‘Umberto Boccioni Arte-Vita’

«Verrà un tempo in cui il quadro non basterà più: la sua immobilità sarà un anacronismo col movimento vertiginoso della vita umana. L’occhio dell’uomo percepirà i colori come sentimenti in sé: i colori moltiplicati non avranno bisogno di forme per essere compresi, e le opere pittoriche saranno emanazioni luminose, gas colorati, che sulla scena d’un libero orizzonte commuoveranno ed elettrizzeranno l’anima complessa d’una folla che non possiamo ancora concepire». Questa precisa raffigurazione dello scenario artistico moderno viene da un nostro eccellente contemporaneo: Umberto Boccioni. Un contemporaneo dello spirito, un autore postumo a se stesso, per dirla con l’amato Nietzsche, una cartina tornasole della modernità e delle sue contraddizioni. A offrire una lucida esegesi di questo gigante dell’Avanguardia interviene il poderoso studio di Roberto Floreani, Umberto Boccioni Arte-Vita (Electa Mondadori, Milano 2017).

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Filippo Tommaso Marinetti, un cortocircuito della storia europea, protoideatore dei fenomeni di comunicazione di massa che oggi caratterizzano le nostre vite

Tentare di definire Filippo Tommaso Marinetti oggi è un esperimento difficile. Possiamo definirlo un “rivoluzionario”, un “cortocircuito” della storia culturale europea, ma soprattutto, un profetico anticipatore, ai limiti dell'incredibile. Dalla propaganda allo scandalo all'editoria, Marinetti è stato il protoideatore dei fenomeni di comunicazione di massa che oggi caratterizzano le nostre vite; nei suoi scritti compaiono descrizioni fantascientifiche di nuove tecnologie e abitudini, pienamente rintracciabili oggi in computer e social networks.

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Il ‘Poema Africano’ di Marinetti: tra oratoria e sentimentalismo

Sarebbe troppo facile non occuparsi di Filippo Tommaso Marinetti soprattutto adesso che un giudizio su di lui può far sospettare qualcuno di "partito preso". Come scrivere su Marinetti? La maniera più semplice ce la fornirebbe, come ha notato Giacomo Debenedetti, ancora quel famoso enfant terrible che, davanti un quadro d'avanguardia, sentenziava: "Tutto bene: ora bisogna terminarlo". In effetti le poesie di Marinetti suscitano in chi le legge un: "bisogna terminarle". Marinetti ha saputo crearsi degli ostacoli, delle difficoltà espressive, esplodendo perà in sensuali rivelazioni della materia.

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Sorelle Materassi di Palazzeschi: la nostra Italia che fu

L’inizio delle Sorelle Materassi coincide con un racconto minuzioso di una delle più belle città d’Italia a tutti nota come la 'culla del Rinascimento’, ovvero Firenze. Palazzeschi si perde inizialmente in una spasmodica descrizione della bellezza percepita dai suoi occhi di questa incredibile citta’ e cerca dunque di trasmettere ai lettori tale senso di meraviglia, cercando di diffondere la straordinaria bellezza di cui si riempiono i suoi occhi dinanzi a luoghi che tutti conosciamo come incantevoli. Dopo aver descritto in modo leggermente pedante il paesaggio, l’opera si alleggerisce passando alla descrizione dei protagonisti il tutto ambientato a Santa Maria a Coverciano.

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