Premio Alassio: vince Giorgio Falco

Giorgio Falco

Il premio della città di Alassio “Un Autore per l’Europa” è stato vinto quest’anno da Giorgio Falco con il suo romanzo La gemella H edito da Einaudi. La giuria del premio è formata da docenti di letteratura italiana di prestigiose Università europee ed è presieduta dal professor Giovanni Bogliolo, rettore dell’Università di Urbino.

Il romanzo di Giorgio Falco è stato stimato come il libro con la migliore rispondenza dell’opera ai valori di internazionalità che caratterizzano il Premio. Falco si aggiunge così a numerose firme illustri della letteratura contemporanea legate al premio letterario, che vanta nomi come da Rosetta Loy premiata nel 1996 con Cioccolata da Hanselmann, Margaret Mazzantini con Venuto al mondo nel 2009, Marcello Fois nel 2007 con la Memoria de vuoto e Paolo Giordano con La solitudine dei numeri primi nel 2008. I finalisti dell’edizione 2014 erano Silvia Ballestra con Amiche mie, Alessandro Mari con Gli alberi hanno il tuo nomeMelania Mazzucco con Sei come sei, Antonio Scurati con Il padre infedele ed Alessio Torino con Urbino, Nebraska.

La gemella H si confonde con un romanzo storico sul nazismo, dignitoso, ma a tratti pedante; l’ambientazione iniziale è in una cittadina bavarese inventata; dopo qualche pagina però ci si sposta sempre più vicino a noi, da Merano a Milano, fino a Milano Marittima. Una storia di segreti, di identità nascoste, di verità celate. Una storia di trasformazioni certosine e terribili; una storia nostra, vera, che ricorda cosa ha prodotto la guerra e il totalitarismo: una sotterranea ed invisibile sottrazione di responsabilità. La quotidianità banale e indefinita nasconde gli orrori più grandi. La storia di una famiglia che cerca di sopravvivere dopo la guerra. Rimozioni e ambizioni apparentemente sepolte eppure sempre presenti. Un libro crudo, che sembra voler ricordare ciò che si è voluto dimenticare.

La premiazione ufficiale e la consegna del premio avrà luogo il 30 Agosto in piazza Partigiani. L’appuntamento coincide con la ventesima edizione del premio letterario. Il Premio letterario “Un Autore per l’Europa” è il punto d’arrivo di una serie di iniziative di promozione culturale a cui la Città di Alassio, tramite il suo Servizio Bibliotecario, ha cominciato a dare vita nel 1974 con gli “Incontri con l’Autore”. Nasce così l’idea di un premio di narrativa italiana sottoposta al vaglio di una giuria di Italianisti stranieri che si occupano di informazione culturale e di insegnamento nelle Università europee. Alassio dunque diventa un luogo di incontro e di cultura. La presenza di personalità di spicco del panorama culturale non solo nazionale contribuisce al successo del Premio, assicurando all’ iniziativa un respiro europeo davvero unico nel suo genere.

Roberto Saviano si espresso a proposito del romanzo in questi termini: “Leggo questo romanzo e finalmente la parola si accende in testa, in contrasto forte con quel grigio sommesso. La parola è semplice, assoluta. Arriva precisa, a dare un nome a ciò che di più mi avvince in questa lettura. E insieme prende forma, pagina dopo pagina, una ignota creatura barbarica selvaggia e paurosa, anch’essa a un passo dai peggiori incubi del poeta Yeats, se non del narratore Lovecraft. Emerge da subito come isola d’inchiostro da queste frasi l’unica cosa che realmente riusciamo a conoscere in questa vita, che ci segna il corpo e l’anima, che ci trasforma da due gemelle in una sola creatura, la cosa capace di tutte le meraviglie e i tremori, e i tremori, quell’unica cosa che, scriverebbe Falco, mai ci ha tradito: la merce.”

Tuttavia La gemella H sembra non offrire nulla di nuovo, le prima pagine sembrano promettere bene ma la storia, ma man mano che si va avanti, si perde; e francamente il paragone che si legge sul retro pagina tra Falco e Mann (in particolare l’accostamento al capolavoro I Buddenbrook) è improponibile.

Di Michela Iovino

Premio Campiello 2014: ecco i cinque finalisti

Oggi  nell’Aula Magna Galileo Galilei dell’Università degli Studi Padova a Palazzo del Bo la Giuria dei Letterati ha selezionato i cinque romanzi finalisti del Premio Campiello Letteratura.
I cinque scrittori che rientrano nella rosa dei finalisti sono:
Michele Mari con “Roderick Duddle” ed. Einaudi
Mauro Corona con “La voce degli uomini freddi” ed. Mondadori
Giorgio Fontana con “Morte di un uomo felice” ed. Sellerio
Fausta Garavini con “La vita di Monsù Desiderio” ed. Bompiani
Giorgio Falco con “La gemella H” ed. Einaudi.
La Giuria che ha votato i finalisti quest’anno è composta dalla presidente Monica Guerritore, Riccardo Calimani, Philippe Daverio, Paola Italia, Nicoletta Maraschio, Luigi Matt, Salvatore Silvano Nigro, Ermanno Paccagnini, Silvio Ramat, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.
Quest’anno  il premio “Opera prima” è andato a Stefano Valenti per “La fabbrica del panico” edito da Feltrinelli.
Il meccanismo, evidentemente efficace, ideato per proclamare il vincitore è rimasto immutato dall’esordio del Premio: una duplice giuria, una tecnica ed una popolare. La prima preposta a nominare i cinque finalisti, la seconda giuria invece, che varia ogni anno ed è composta da 300 lettori, è chiamata a scegliere il vincitore. Il Premio Campiello ha costruito la sua identità e la sua forza proprio sull’idea della doppia giuria ricavandone almeno due vantaggi: ha inaugurato per primo la formula di una giuria popolare, formula adottata in seguito da altre manifestazioni e l’essere considerato in breve tempo uno dei premi più prestigiosi.
Il premio fu istituito infatti nel 1962 dagli industriali veneti da sempre predisposti ad offrire il loro contributo alla promozione e alla diffusione della narrativa italiana e ad incentivare il piacere per la lettura. La prima edizione si svolse nel 1963 a Venezia nell’isola di San Giorgio e vide premiato il romanzo di Primo Levi “La Tregua”. In seguito il Premio fu ospitato nei luoghi più rappresentativi della storia e della cultura della città come il teatro La Fenice e il Palazzo Ducale. Da anni il premio si impegna a segnalare al grande pubblico di lettori autori e romanzi degni di attenzione.

 


Oggi il Premio è ritenuto non solo tra i più prestigiosi ma tra i più importanti nel panorama editoriale italiano.
Il nome “Campiello” in onore della commedia di Carlo Goldoni vuole evocare la Venezia settecentesca delle calli e dei campielli, col suo mondo affollato da personaggi di ogni ceto sociale di cui l’autore seppe ben rappresentare storie vizi e virtù. Il campiello nelle città veneziane è una piazzetta ristretta, più piccola di un campo appunto, nella quale sboccano le calli. Di solito, sebbene piccoli, erano un punto focale di incontro delle persone, centri della vita sociale di un quartiere. E spesso nei campielli si trovava “la vera da pozzo” fondamentale per la città in quanto unica fonte di approvvigionamento d’acqua potabile. Ed è per questo che il Premio che viene attribuito al vincitore è la riproduzione in argento di un pozzo veneziano. Sulle prime sembrerebbe un’idea bizzarra eppure l’idea di associare la letteratura ed i libri ad una piazza centro pulsante di vita non è certo un caso. E l’effige del pozzo di acqua potabile ci ricorda che la letteratura, nonostante tutto, rimane l’unica fonte di “approvvigionamento” che possiamo avere.

 

Di Michela Iovino.