‘Il cliente’, il legal thriller di John Grisham

Ancora un respiro che si ferma, ancora un attimo, una parola, ancora un silenzio che deve essere riempito da quell’informazione che la mafia cerca a tutti i costi di nascondere: “Il piccolo Mark Swai aveva undici ani e fumava saltuariamente già da due. Non cercava di smettere ma stava attento a non prendere il vizio.” Sono queste le prime parole con cui l’autore di best seller, il maestro dei legal thriller, John Grisham, ci porta a conoscere il protagonista di un altro grande romanzo che, fino alle ultime parole, ci terrà con il fiato sospeso: Il cliente. Riuscirà Mark a sopravvivere a quella che è stata solo la conseguenza di un gioco, uno di quelli che faceva con il fratellino, uno di quelli che finisce col fargli conoscere un’informazione troppo preziosa per permettere che la sua vita vada avanti. Mark ha un destino, un destino che la mafia ha scelto. Mark dovrà morire con quell’informazione.

Un giorno qualunque, un giro nel bosco, la prima sigaretta del piccolo Ricky accanto al fratello maggiore. Poi una scena che avrebbe cambiato le loro vita, che avrebbe cambiato la sua vita. Mark assiste al suicidio di un avvocato di New Orleans che, prima di compiere quell’ultimo gesto, confessa al ragazzino un terrificante segreto. L’assassinio di un senatore della Louisiana e l’identità del mafioso accusato di esserne il mandante. Un processo alle porte, l’FBI che vuole quella notizia a tutti i costi, il piccolo Ricky sotto choc, una madre che tenta di restare a galla, paura, ansia, un viavai di emozioni che, ancora una volta, Grisham riporta tra le sue pagine.

E poi c’è lei, un avvocato, una donna, che cerca di salvare Mark da una situazione impossibile, da una morte quasi certa, J. Roy “reverendo” Foltrigg, procuratore generale federale di New Orleans che, per quell’informazione darebbe la sua mano destra.

Mark è furbo, pronto a lottare per proteggere la sua vita e quella della sua famiglia. Ma è un ragazzino, ha undici anni, e ciò che accade intorno alla sua vita, è più grande di lui. Ma lei è li, Reggie Love, avvocato specializzato in cause riguardanti i minori , emarginati e disadattati, (un’eroina!) ed è pronta per Mark, per lui, per quegli occhi sprezzanti, indisponenti, terrorizzati.

Le pagine e le parole de Il cliente si susseguono fino a quell’ultimo momento, accompagnano il lettore ad amare quell’avvocato pronto a tutto per difendere il suo cliente, ad “ascoltare” una paura che cresce per quel bambino a cui la vita ha già negato troppo, per portargli via anche solo la possibilità di una vita migliore.

Il cliente è un romanzo degno di essere letto, un romanzo pronto per essere amato, un romanzo…pronto per essere vissuto, di grande umanità e tensione emotiva soprattutto tra il piccolo cliente e il suo avvocato, momenti di tenerezza, ritmo, e personaggi ben delineati ed indimenticabili. Poteva il cinema sottrarsi ad una trasposizione cinematografica? Naturalmente no e il film omonimo con Susan Sarandon rende perfettamente lo spirito del libro. Astenersi i cultori del thriller classico.

John Grisham: “Il momento di uccidere”

“Il momento di uccidere” (del 1989) è l’opera prima dell’autore statunitense, John Grisham, ambientato nello stato del Mississippi nella Ford County intorno agli anni ottanta e che costituisce un classico esempio di legal thriller, ovvero un giallo giudiziario dove particolare importanza rivestono avvocati e giudizi, avendo a che fare con crimini e quindi processi.

“E se qualcuno violentasse vostra figlia? Cosa fareste? Quale sarebbe la vostra giustizia?”  Questa è  la domanda che avvolge tutto il romanzo. Pagine e pagine, parole forti e ancora attuali, lo saranno sempre. Una bambina indifesa, sogni raccolti in un volto tumefatto, in un’ innocenza strappata, portata via, rubata senza alcuna colpa.

Grisham, nel suo romanzo d’esordio, ci porta tra razzismo, desiderio di vendetta, una rabbia che brucia l’anima, che non lascia scampo, che non lascia possibilità di decidere. Perché la strada da percorrere  è una, non potrebbe essere altrimenti. Un padre che sceglie da se la propria giustizia, un padre, Carl Lee Hailey, che non può restare in silenzio, nell’attesa di quella giustizia che, forse, non si compirà mai.

E allora? Ancora quella domanda. “E se due neri violentassero vostra figlia? Cosa fareste?” Una domanda che, ancora oggi, non avrà mai una risposta giusta o sbagliata.

Una domanda che lascia nella mente una paura che ruba sonni tranquilli, il desiderio di proteggere un volto innocente. E se fossimo stati Carl Lee, e se fosse stata nostra figlia?

Il dibattito sulla pena di morte, il pregiudizio razziale, il sottile e spinoso confine tra giustizia e vendetta, “la giustizia fai da te” il ruolo dei mass media, l’importanza dell’opinione pubblica:  ono tutte tematiche care a Grisham e che svilupperà anche nei suoi successivi best seller: “Il socio”, “Il rapporto Pelican”, ” L’appello”, “La giuria”. Lo scrittore è uno spettatore neutrale, ed effettua un’attenta riflessione su tutti gli aspetti che riguardano una delle pagine più scottanti e contraddittorie dell’ America del sud attraverso  scontri verbali tra gli avvocati ed evoluzione dei caratteri e degli atteggiamenti dei personaggi. Ne risulta un libro avvincente e coinvolgente, in cui il lettore si immedesima, l’autore dà grande prova di conoscere la materia (sebbene la maggior parte delle pagine del romanzo siano occupate dai pensieri e dalle emozioni  dei personaggi) essendo laureato in legge ed avendo praticato la professione di avvocato penalista per nove anni. La soluzione del giallo è nelle sue ultime pagine (come ogni romanzo di Grisham del resto). Intrigante e brutale, tra tutti spicca anche la personalità brillante ed ambiziosa dell’avvocato della difesa.

La giustizia privata può riparare il fallimento delle giustizia legale?La questione è sempre più attuale e problematica quando si mettono di fronte l’austerità, il diritto, la razionalità e la freddezza della legge e il sentimento, l’emotività  delle persone coinvolte che purtroppo molto spesso vedono i colpevoli delle vittime restare impuniti.

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