Top ten febbraio 2014

  FRIEDMAN ALAN

                             AMMAZZIAMO IL GATTOPARDO
Rizzoli

 

  ESPINOSA ALBERT
BRACCIALETTI ROSSI
Salani

 

    SANCHEZ CLARA
LE COSE CHE SAI DI ME
Garzanti Libri

 

  GASKELL ELIZABETH
NORD E SUD
Jo March

 

  PANSA GIAMPAOLO
BELLA CIAO
Rizzoli

 

  GREEN JOHN
COLPA DELLE STELLE
Rizzoli

 

  BROTTON JERRY
LA STORIA DEL MONDO IN DODICI MAPPE
Feltrinelli

 

  CORNWELL PATRICIA

                                     POLVERE
                                    Mondadori

 

  ANDREOLI VITTORINO
L’EDUCAZIONE IMPOSSIBILE – ORIENTARSI IN UNA SOCIETA’ SENZA PADRI
Rizzoli

 

  KING STEPHEN
DOCTOR SLEEP
Sperlin & Kupfer

 

Fonte: HOEPLI:IT

Cos’è un best seller?

Erroneamente si pensa che il termine “best seller” (si prenda no in considerazione i vari King, Grisham, Roth, Miller, ecc..) indichi i libri più venduti; in realtà sta a significare “libri meglio venduti”. Ma cosa stabilisce il successo di un libro, e quindi fa di esso un best seller? Senza dubbio un fattore importante è costituito dalle strategie di marketing e dal controllo, o meglio, manipolazione del mercato per la promozione del libro ma, in realtà, non è propriamente cosi.

Sono le storie stesse a decretare o meno il successo di un libro che  oggi è da intendersi non più come opera letteraria ma come testo, mezzo di comunicazione in cui sono presenti vincoli di semantica, affinché sia chiaro al lettore. Quanto più la storia è aperta, ovvero universale, in cui tutti possono riconoscersi allora maggiore sarà il successo, un testo stereotipato quindi, con un linguaggio chiaro e che trasmette forti emozioni, che ha poco a che vedere con il letterario o il poetico ; una sorte di specchio in cui il lettore può riflettersi e compiere un viaggio mentale ed emotivo insieme ai suoi protagonisti.

A questo proposito trova pieno riscontro la “teoria” secondo la quale la letteratura sia polisemica e che vanta il maggior numero di sostenitori; tuttavia non sempre un libro di successo corrisponde necessariamente ad un libro di qualità, si veda l’esempio recente  di “Cinquanta sfumature di grigo”dell’inglese E.L. James (pseudonimo che nulla ha a che vedere con  Henry James), romanzo “erotico” , scontato, superficiale, con dialoghi ripetitivi, infantile, grottesco. Sarebbe troppo facile accusare la scrittrice di aver fatto leva sul sesso per guadagnare più facilmente, sebbene sia una tematica sicura, ma la verità è  che non c’è traccia di tecnica narrativa, di talento, di inventiva che sembra ricalcare il successo cinematografico di “Twilight” o di “Tre metri sopra al cielo”. Come spiegare un simile successo se non dal punto di vista sociologico? Si cerca soprattutto evasione, non riflessione ed originalità; l’abile strategia promozionale, soprattutto nel web, ha incuriosito  ed attirato moltissime persone. Ma la lista dei migliori/non migliori venduti è abbastanza lunga e sarebbe anche il caso di fare un mea culpa per la mancanza di volontà di leggere un romanzo più impegnativo ma avvincente e  soprattutto che possa essere legittimamente definito tale.

Gli aforismi più belli sulla letteratura da parte degli autori stessi

La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto.

(Francis Bacon)

La letteratura è una delle più tristi strade che portano dappertutto

(Andrè Breton)

La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d’ogni possibilità di realizzazione.

(Italo Calvino)

Fare della buona letteratura è come nuotare sott’acqua trattenendo il fiato

(Francis Scott Fitzgerald)

La letteratura non è altro che un sogno guidato.

(Jorge Luis Borges)

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.

(Daniel Pennac)

Il buono finisce bene e il cattivo male. Questa è la Letteratura.

(Oscar Wilde)

Non esiste un vascello veloce come un libro per portarci in terre lontane.

(Emily Dickinson)

La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto.

(Francis Bacon)

Ciò che non è in mezzo alla strada è falso, derivato, vale a dire: letteratura.

(Henry Miller)

La letteratura sta alla poesia come la menzogna alla verità.

(Umberto Saba)

La lettura è solitudine . Si legge da soli anche quando si è in due.

(Italo Calvino)

Se volete fare gli scrittori ci sono due esercizi fondamentali: leggere e scrivere molto. Non conosco stratagemmi per aggirare queste realtà, non conosco scorciatoie.

(Stephen King)

La letteratura è utile, è la via per raggiungere la saggezza.
(H. Bloom)

 

Io prendo carta straccia e la faccio diventare denaro.

(A. Campanile)

Almeno due cose in cui ho creduto lungo il mio cammino e continuo a credere, vorrei segnare qui. Una è la passione per una cultura globale, il rifiuto della incomunicabilità specialistica per tener viva un’immagine di cultura come un tutto unitario, di cui fa parte ogni aspetto del conoscere e del fare, e in cui i vari discorsi d’ogni specifica ricerca e produzione fanno parte di quel discorso generale che è la storia degli uomini, quale dobbiamo riuscire a padroneggiare e sviluppare in senso finalmente umano. (E la letteratura dovrebbe appunto stare in mezzo ai linguaggi diversi e tener viva la comunicazione tra essi).
(I. Calvino )

[…] letteratura come libertà, creatività, comunicazione e proiezione dell’inconscio, evasione e autoanalisi.
(A. Berardinelli)

Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli

(E, Salgari)

Se vostro figlio vuole fare lo scrittore o il poeta sconsigliatelo fermamente. Se continua minacciatelo di diseredarlo. Oltre queste prove, se resiste, cominciate a ringraziare Dio di avervi dato un figlio ispirato, diverso dagli altri.

(G. Deledda)

Io penso che sia molta umiltà essere scrittore. Lo vedo come fu in mio padre, ch’era maniscalco e scriveva tragedie, e non considerava il suo scrivere tragedie di più del suo ferrare cavalli.

(E. Vittorini)

Nonostante una lunga vita piena di difficoltà di tutti i generi, alla fine mi considero un privilegiato per il fatto di essere un artista.  

(A. Moravia)

Una delle possibili definizioni giuste di scrittore, per me sarebbe addirittura la seguente: un uomo a cui sta a cuore tutto quanto accade, fuorché la letteratura.  

(E. Morante)

Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell’organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dell’altro flagello, che si annida nel calamaio e che suppura nella penna.

(V. Woolf)

Una delle possibili definizioni giuste di scrittore, per me sarebbe addirittura la seguente: un uomo a cui sta a cuore tutto quanto accade, fuorché la letteratura.

(E. Morante)