Racconti brevi della scrittrice Valeria Serofilli

UNA GRASSA RISATA
Ride l’americana di colore in sovrappeso sotto al mio balcone.
Una risata sana, grassa come lei, orgasmica, che dire? Il primo passo verso la felicità. Di fronte a lei un’altra americana, altrettanto grossa ma bionda. Risate che suonano anacronistiche in questo periodo di pandemia ma che è come se salissero al cielo, lame di luce a penetrare le nubi per poi ricadere salvifiche su reparti asettici, o almeno dovrebbero, di ospedali, e a rischiarare il grigiore dell’asfalto di strade semivuote.Ride l’americana di colore in sovrappeso, forse incurante della situazione o forse, proprio di quella ride.

Valeria Serofilli

31 ottobre 2020

LA GABBIA

Deliziava i pranzi e le cene dei commensali. Una voce celestiale, potente,  per quella gabbietta dieci centimetri per cinque o forse lo era proprio per quella gabbietta. Lei apprezzava il canto senza chiedersi da dove provenisse, senza domandarsi quale ne fosse lo strumento.

E si stupì molto quando quel giorno il padrone del locale le parlò del merlo, portandola a vedere la gabbia appesa al muro: si stupiva che un piccolo essere così nero, così esile, dalle ali untuose ormai atrofizzate, potesse produrre suoni che toccavano le corde più intime del cuore.
Poi un giorno non lo senti più e ai suoi pranzi, nonostante avesse accanto l’amore della sua vita, da quel momento mancò qualcosa.

NON PORTO FIORI

Correva felice Luisella, sulla sua piccola bicicletta rossa. Ma l’impeto con cui pedalava aveva qualcosa di strano o almeno così appariva ai miei occhi, quasi una sorta di sfogo, un accanimento. – Mamma perché ha le labbra viola?- Si è affaticata troppo – mi rispondeva lei sottovoce. Numerose volte mi ero recata nella piccola corte a giocare con Luisella. Poi un giorno mi dissero che era andata a Milano perché si doveva operare. Ricordo che l’appuntamento successivo fu direttamente in quello spazio cimiteriale con cui, prima o poi, tutti ci dobbiamo confrontare. Non vedendo Luisella, rivolsi a mia madre la domanda più ingenua, scontata e senz’altro la più tremenda, che solo una bambina può concepire – Dov’è Luisella? – È là – mi rispondeva sottovoce – Là dentro?!! –  Iniziai a piangere terrorizzata.Ricordo che l’avrei voluta accarezzare ancora una volta, vederla pedalare con le treccine al vento ancora una volta. Forse è iniziato  allora il mio difficile rapporto con i cimiteri. Scusa mamma se adesso non ti porto fiori.

Copyright Valeria Serofilli
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’22 febbraio 2020′, un racconto ai tempi del Coronavirus di Valeria Serofilli accompagnato da poesie

Il presente racconto, nato dall’esigenza di scrivere un testo che traesse spunto dall’attuale crisi derivante dal Coronavirus, dal forzato isolamento e dalle dinamiche psicologiche e sociali non di rado alienanti che stiamo vivendo, è stato scritto nell’ambito della campagna #iorestoacasaascrivere, che ho personalmente promosso sulla scia della vasta diffusione online di quella mediatica #iorestoacasaaleggere.

La sfida, alla base della concezione del racconto e del suo intento espressivo, è quella di trovare spunti e “nutrimenti” per l’ottimismo in questi frangenti messo a dura prova. Ciò ha determinato sia l’impostazione del testo sia la struttura, la composizione delle parti che lo costituiscono. In linea col pensiero di Bukowski come anche di Hesse o Musil, ho ritenuto che inserire versi poetici in una narrazione, ancorché breve, la impreziosisca. E il racconto stesso, nel suo insieme, è un inno, fatto sia di prosa che di poesia, di realismo e di sogno, alla possibilità della vita e della vitalità anche nel pieno della crisi. È, in sostanza, la descrizione di una Primavera che sboccia in ogni caso, a dispetto di tutto.

All’improvviso i portoni si sigillarono ma si aprirono i tetti. E comparvero pianoforti sulle terrazze e profumi di fiori, narcisi, crochi e ciliegi. Lo scrittore scrisse il suo romanzo più bello, il poeta “L’Inno dell’Italia insidiata”, immaginandosi un’Italia già provata, adesso invasa dal serpente-virus che insidiava e si insinuava nell’uomo-mela; Il Papa percorse le strade di Roma per una propria personale preghiera, il sacerdote suonò fortissimo le campane.

Il cuoco rallegrò tutti con una torta a sei piani, del tipo di quelle americane, colorate e perfette, ma a forma d’Italia e squisito era anche il suo sapore Ognuno intonò la sua canzone più alta: e cori e canti all’unanime grido di “Andrà tutto bene!”. Ogni cellulare che si accese diventò una fiammella di cuore, a scacciare il nemico invisibile col suo battito pulsante, mentre le infinite goccioline umorali dei canti formarono una nube rosa, impenetrabile al Virus. Chi imitava con rassegnata filosofia la vita del gatto, chi sulla terrazza faceva bellissimi giardini pensili o inscenava spettacoli di sana follia, chi sempre in terrazza aveva addirittura portato il computer per trarre ispirazione dal tramonto, cosa che prima non aveva mai fatto. Anzi neanche si era mai accorto di quanto fosse bello il tramonto. C’era anche chi, sempre dalla terrazza, dava lezioni di ballo o recitava versi apotropaici:

“Ed ecco la serpe/ nel verde giardino
iniettare il suo sibilo/ nella mela respiro.
Ma andrà tutto bene:
che la voce si erga/ di regione in regione
a rendere tangibile un nemico invisibile
che questo ė l’inno/ della guarigione
Andrà tutto bene:
che la voce si erga contro il male
a infrangerne l’involucro
col suo potente stivale!”.

All’improvviso i portoni si sigillarono ma si aprirono i tetti e comparvero pianoforti sulle terrazze e profumo di fiori, narcisi crochi e ciliegi.
La Primavera esplose con una forza mai vista prima. Il suo polline salvifico si andò mischiando alle note che pseudo improvvisati pifferai magici spandevano nell’aria insieme al verde grido dei grilli mentre zagare, limoni e rosmarino crearono un mix inebriante e afrodisiaco.
Gli alberi lanciarono liane di germogli che si fecero tronco.
E comparvero pianoforti sulle terrazze e profumi di fiori, narcisi, crochi e ciliegi perché all’improvviso, se i portoni si sigillarono, si aprirono i tetti.

 

Congedo

Guardate a noi con indulgenza
(Omaggio a Bertolt Brecht)

A noi/ sulla linea di confine
della nostra debolezza
in trincea per i peccati commessi
voi/ generazioni che verrete
guardate con indulgenza

A noi/ sovrani di questa novella Atlantide
di cui colpa abbiamo/
e consapevolezza.

“Ingiustificata sana euforia”

Ancora qui
a camminare sotto un cielo distratto
un po’ matto, carico di virus
a contare i buchi alla crostata, i merli alle torri
per una salvezza pleonastica
a togliere capelli di plastica/ in pettini da bambola

Ancora qui
a scrivere a quattro mani
una nuova sana poesia
a otto, a sedici, a mille /perché infinite sono le mani dei poeti.

 

Copyright Valeria Serofilli
15/03/2018
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Legge sul diritto d’autore (L. 633/1941)

Prof.ssa Valeria Serofilli
Presidente AstrolabioCultura
Premio Astrolabio e Incontri letterari dell’Ussero e di Palazzo Blu di Pisa
Web Site: www.valeriaserofilli.it

‘Libriamoci 2019’: il racconto di Davide Amante nel ricordo di Gianni Rodari

Dall’11 al 24 novembre 2019 si svolge nelle scuole pubbliche e private in tutta Italia la sesta edizione di ‘Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole’. L’iniziativa, intesa a promuovere la lettura e l’approfondimento dei testi, coinvolge le scuole pubbliche e private in tutto il paese ed è sostenuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca attraverso la Direzione Generale per lo Studente e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo attraverso il Centro per il libro e la lettura, in collaborazione con #ioleggoperché organizzata dall’Associazione Italiana Editori.

Possono partecipare all’iniziativa, oltre che alle scuole di ogni ordine e grado sia pubbliche che private, personalità della comunicazione, lettori e scrittori che forniscono la propria disponibilità su base volontaria. Libriamoci ha voluto dedicare quest’anno in particolare all’autore Gianni Rodari.

Abbiamo deciso di raccontare come si è svolta la giornata dello scrittore Davide Amante, che ha scelto di fornire il suo contributo volontario presso una scuola pubblica primaria del centro di Milano, la scuola pubblica primaria Porta-Agnesi, dove ha incontrato i bambini di diverse classi.

‘Vorrei raccontarvi la storia di un sassolino’ così ha introdotto il discorso Davide Amante, invitando poi i bambini a immaginare uno stagno: sulla superficie dell’acqua galleggiano foglie, libellule e numerose altre cose che i bambini hanno elencato; dentro l’acqua nuotano i pesci, sul fondale dello stagno invece riposano sassi, sabbia e alghe. ‘Se io lanciassi il sassolino nel centro dello stagno, esso genererebbe una serie di piccole onde concentriche che si ampliano fino ai bordi dello stagno, proprio mentre il sassolino raggiunge il fondale, smuovendo pesci, alghe e nuvole di sabbia. Ogni cosa nello stagno risentirebbe gli effetti di queste piccole onde, agitandosi e spostandosi. Tutto lo stagno insomma sarebbe in subbuglio e ogni cosa si muoverebbe in relazione con le altre, dato che l’origine delle piccole onde è sempre e solo il piccolo sassolino.’

‘Immaginiamo adesso che io gettassi lo stesso sassolino nella vostra immaginazione, che cosa accadrebbe?’ Davide Amante ha proseguito spiegando ai bambini incuriositi come i nostri pensieri comincerebbero ad agitarsi, stimolati da questa novità, creando nuove associazioni e accostamenti.

Ad esempio il primo accostamento che farebbe la nostra immaginazione potrebbe essere il più semplice, ovvero associare il nome ‘sasso’ a parole con le medesime lettere. Ecco che allora immagineremmo infinite parole, come tasso, spasso, abbasso, fracasso e asso. Ecco che allora avremmo già una nuova storia: un tasso andava a spasso ma cadde d’abbasso e fece un gran fracasso e divenne un asso.

Gianni Rodari, ad esempio, amava molto giocare con questi accostamenti di parole. Ma si può andar oltre. Proprio come un sassolino non genera solo onde di superficie ma smuove anche l’acqua in profondità, un sassolino gettato nella nostra immaginazione scatenerebbe interessanti accostamenti non solo di suoni ma anche di concetti come sasso, masso, montagna, catena montuosa, terra, pianeta, sistema solare, stella, galassia, spazio, universo.

‘Che cosa avete dunque fatto?’, chiede Davide Amante ai bambini. ‘Avete fatto gli scrittori di fiabe!’, infatti abbiamo viaggiato con l’immaginazione partendo da un piccolo sassolino, attraverso catene montuose piene di foreste, per arrivare fino alle galassie.

I bambini hanno poi letto insieme allo scrittore una fiaba di Gianni Rodari, in questo caso la fiaba scelta da Davide Amante è intitolata ‘Il semaforo blu’ e racconta la storia di un semaforo che decide di emettere una luce blu, anziché le ben conosciute luci verdi, gialle e rosse, creando grande subbuglio in città e obbligando i vigili a intervenire per ripararlo.

‘Poveretti’, fa in tempo a pensare il semaforo, ‘Io avevo dato il segnale di via libera per il cielo. Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio.’

Davide Amante ha poi risposto ai commenti dei bambini, invitandoli a osservare che gli scrittori, e in particolare gli scrittori di fiabe, spesso offrono ai propri lettori nuovi punti di vista, invitano insomma, a guardare le cose da un altro lato.

Per questo motivo è sempre molto importante rispettare chi ci offre un nuovo punto di vista, anche quando ci sembra strano o siamo in disaccordo, perché spesso è proprio chi ci offre un nuovo punto di vista ad ampliare i nostri orizzonti e rendere le cose intorno a noi più interessanti.

Ad esempio, ha raccontato in conclusione lo scrittore, a noi tutti sembra di conoscere molto bene il pavimento della nostra classe, di un ufficio o della casa dove viviamo: lo vediamo e lo calpestiamo tutti i giorni! Eppure, a ben vedere, proprio il pavimento della nostra classe potrebbe essere un tappeto volante, che si scolla, sfugge dalla finestra e ci porta tutti insieme, inclusi i banchi, in giro per la città.

E in quel breve volo possiamo salutare le persone negli uffici, i tramvieri che percorrono le strade, donare un sorriso a chi ne ha più bisogno e nelle grandi città c’è sempre qualcuno che ne ha bisogno, fermarci a prender fiato sul tetto di una casa e infine far ritorno alla nostra classe. Insomma ciò che impariamo a scuola ci porta in giro per il mondo e ci insegna a voler bene, proprio come un tappeto volante.

Grazie a Davide Amante che ha partecipato con entusiasmo all’iniziativa Libriamoci 2019

Perché leggere un buon libro fa bene alla salute

Leggere fa bene alla salute: alcuni, non lettori forse, saranno scettici di fronte a quest’affermazione. Può un libro al giorno togliere il medico di torno? Leggere fa bene alla salute: alcuni, non lettori forse, saranno scettici di fronte a quest’affermazione. Può un libro al giorno togliere il medico di torno?

Chi non legge non lo sa, non l’ho ha mai provato perciò il primo passo sarebbe aprire un libro e provare a leggere. Molti amerebbero leggere ma per una sorta di preconcetto (leggere è una perdita di tempo/non serve a nulla/mi annoia) non ci provano nemmeno. Molti iniziano con un libro sbagliato: un autore pesante, una storia complicata e quindi non riescono a leggere.

Per scoprire i benefici della lettura è necessario accostarsi ad essa attraverso un libro che scateni il nostro interesse: un libro da cui è stato tratto un film che ci è piaciuto, un libro che si riallaccia ai nostri interessi, un libro che parla di qualcosa che ci riguarda. Provate e poi fateci sapere.

L’organo che senz’altro trae più benefici della lettura è ovviamente il cervello, lo conferma un team di neurobiologi della California che ha sottoposto alcuni lettori, nell’atto di leggere, ad una risonanza magnetica da cui è emerso che il cervello riceveva un maggior afflusso di sangue. Va da sé che leggere rallenta lo sviluppo dell’Alzheimer e della demenza senile, poiché il cervello è sempre impegnato ed attivo.
Leggere allenta lo stress: anche se la mente è molto impegnata, la lettura è percepita come un momento di stacco e di relax.

Alleggerisce la realtà: possiamo essere nei peggiori problemi, ma quando leggiamo viviamo altre vite, siamo in altri mondi ed in luoghi totalmente lontani e differenti in compagnia di sconosciuti, d’investigatori, di bambini, di fate, di rivoluzionari, etc… etc. Per pochi euro o per nulla (vedi anche biblioteca) si possono trascorrere ore magiche in compagnia di Dickens, Jane Austen, Tolkien.

Allarga la conoscenza: ovviamente veniamo arricchiti di nozioni che prima non sapevamo.
Linguaggio e vocabolario: inevitabilmente il vostro linguaggio ed il vostro vocabolario cambiano, se avete a che fare con piccoli lettori o anche lettori adolescenti vi sarete accorti che non esprimono come ragazzi della loro età ma hanno un vocabolario di molto più adulto.
Memoria ed attenzione: leggere migliora l’attenzione e la concentrazione ma anche la memoria.
L’empatia: se abbiamo difficoltà ad immedesimarci negli altri, la lettura ci aiuta molto a sviluppare l’empatia. Non solo ci rende più disponibili all’ascolto.
Esser analitici: leggere può esser un’ispirazione per risolvere problemi ostici, cambiare ciò che non ci piace della nostra vita ma anche riflettere
Insonnia: in alcuni casi un buon libro può facilmente conciliare il sonno perché rilassa ma è necessario che sia un libro che ispiri relax e tranquillità.

 

Fonte:

Leggere fa bene alla salute: scopri quali sono i libri da leggere