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Tre scrittrici del ‘900: Lalla Romano, Elsa Morante, Anna Maria Ortese e l’amore per ciò che è semplice

Lalla Romano

Lalla Romano, Elsa Morante ed Anna Maria Ortese, nate all'inizio del secolo, appartengono a questo gruppo di donne: generazione che trascorse la loro infanzia, fanciullezza e maturità tra le due guerre e sotto il fascismo. Autonome e di voce propria, consolidata la loro formazione durante questo periodo, s’affermarono pienamente come scrittrici durante il secondo dopoguerra. Furono testimoni dei diversi cambiamenti sociali e del conseguente ingresso delle donne nei vari settori del lavoro, esito in parte di una sorgente civiltà industriale e di motivazioni ideologiche tra cui il movimento di protesta del ’68.

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‘La precisione dell’acqua’, i racconti ‘straordinari’ di Chiara Novelli

La precisione dell'acqua

Dopo la poesia, dunque Chiara Novelli si confronta con il racconto, ancora una volta con un titolo accattivante ma che non è uno specchietto per le allodole, bensì un richiamo all'acqua come elemento vitale e capacità di adattarsi ad ogni situazione, cercando di catturare, di fissare uno stato d'animo frequente e comune agli esseri umani nella quotidianità. La precisione dell'acqua ci consegna una scrittura prosastica matura e asciutta, per cui l'autrice fiorentina si affida ad immagini realistiche che richiamano alla mente le opere di Edward Hopper e ad una costruzione lirica della narrazione per fotografare la solitudine dei protagonisti dei suoi racconti e la loro lotta con la vita.

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L’io nei Prologhi di Vincenzo Cardarelli

Cardarelli

L'opera d'esordio di Vincenzo Cardarelli è totalmente incentrata sulla figura dell'io dell'autore, che si manifesta, più che attraverso il ricordo e la rappresentazione puntuale di fatti biografici realmente accaduti, mediante un'accurata riflessione sulla propria interiorità e sulla percezione della realtà esterna e dei rapporti umani che vi si svolgono, condotta con rigore logico e affidata a sentenze lapidarie e perentorie.

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La penosa situazione del Libro in Italia

libro in Italia

Madame Bovary si può dire muoia letteralmente di buone letture. Oggi non c’è pericolo, non perché l’eccesso di zelo in amore non continui a mietere vittime, ma perché di buone letture in giro se ne vedono ben poche. Molto si è parlato – anche troppo – di crisi del libro e crisi della lettura. Stracciarsi costante di vesti e capelli: bisogna incentivare alla lettura, si organizzano le giornate del libro, i festival e le fiere e le campagne pubblicitarie e io leggo perché e tu perché non leggi e quanto è bello leggere e come fanno bene i libri… Diciamoci la verità, una volta tanto: si legge poco perché i libri nuovi fanno perlopiù schifo e i libri vecchi quasi nessuno li vuole toccare, poiché la scuola instilla il terrore verso i classici. Altre spiegazioni sono importanti ma secondarie. Tutti se la prendono con chi non legge ma pochi con gli scrittori che scrivono coi piedi e con gli editori che pubblicano immondizia.

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‘Adele’: l’alter-ego nevrotico di Tozzi nel suo romanzo a frammenti

Adele romanzo

Adele è un romanzo in frammenti di Federigo Tozzi, pubblicato postumo nel 1979 da Vallecchi, a cura di Glauco Tozzi, il figlio dell’autore. L’opera è il primo tentativo dello scrittore senese di avvicinarsi alla misura romanzesca, abbandonato, secondo la critica, per dedicare maggiore attenzione al più avvincente intreccio di Con gli occhi chiusi, il romanzo pubblicato nel 1919.

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‘Gli ultimi furono i primi’, la Venezia desolata e fuori dal tempo di Gino Rocca

la Venezia di Gino Rocca

La prima ispirazione a scrivere il romanzo Gli ultimi furono i primi (Premio Bagutta 1931) è probabile che allo scrittore e giornalista Gino Rocca fosse venuta da una riflessione comune: Venezia città fuori dal tempo. In effetti la letteratura narrativa e poetica su Venezia, dalla fine dell’Ottocento ai primi anni nel Novecento, ha avuto il marchio delle sontuose pagine barresiane della Mort de Venise, nonché di D’Annunzio e Ruskin, i quali hanno celebrato il morboso disincanto della città lagunare che a Barrès faceva venire persino la febbre.

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‘Codice siciliano’, il linguaggio musicale e sinuoso di Stefano D’Arrigo

D'Arrigo scrittore

Alla fine del 2015 Mesogea ci ha restituito (dopo 37 anni: la prima edizione è del 1957, Scheiwiller, la seconda del 1978, Mondadori) Codice siciliano, il solo libro di poesie di Stefano D’Arrigo (1919-1992), curato e introdotto da Silvio Perrella. È un libriccino color verde acqua, 89 pagine, che in libreria quasi si nasconde sugli scaffali, pur magri, della poesia.

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Strega 2019: vince “M. il figlio del secolo’ di Scurati, tra anacronismi e sviste

scurati premio strega

Come era prevedibile il Premio Strega 2019 è andato a M. il figlio del secolo, saggio-romanzo presentato come il “non plus ultra” di romanzo storico estremamente ben documentato. In realtà l'opera di Scurati, in perfetta linea con lo spirito dei tempi, non è altro che un artificio letterario, in quanto i rari "documenti" citati sono critici per supportare la veridicità di quanto scritto dall'autore, dando più che altro una nota di colore. Sin dal' inizio Mussolini viene fatto passare per un attendista insicuro, sulla scia della vecchia tesi dei socialisti per giustificare il passaggio del Duce all’interventismo ed è in sostanza ripresa anche dallo storico De Felice e Vivarelli nella sua monumentale opera "Storia delle origini del Fascismo".

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