Ancora una volta, come l’anno scorso, la notte degli Oscar 2017 è stata all’insegna del politicamente corretto, della vittoria del Tema, del noioso messaggio rispetto al vero cinema. Questa volta però la notte più lunga di Hollywood sarà particolarmente ricordata per la gaffe finale da sagra paesana che ha dato inizialmente per vincitore il meritevole film del giovane regista Chazelle, La La Land e per quello che ormai sta diventando questo premio. Ha vinto il messaggio del ricattatorio Moonlight e hanno ragione alcuni critici cinematografici quando propongono in maniera provocatoria di chiamarlo Oscar per il Sociale, facendo votare i rappresentanti dell’associazionismo, i benefattori, i filantropi, ma non chiamiamolo più premio per il Cinema; perché, con tutto il rispetto, in Moonlight, polpettone che imposta il dolore come un genere e non come un sentimento, c’è molto meno cinema che in La La Land, (che comunque ha portato a casa 6 statuette) scippato anche dell’Oscar al montaggio.
Dopo Il caso Spotlight dell’anno scorso (ma anche nel 2014 con 12 anni schiavo) sapientemente orchestrato per far applaudire alla mission dei giornalisti d’inchiesta riguardo gli orribili abusi sessuali perpetrati da sacerdoti dell’Arcidiocesi cattolica, e dopo le ridicole polemiche (e accuse di razzismo) inerenti alla mancanza di una rappresentanza “nera” agli Oscar 2016, è stata la volta della preminenza della bontà del tema, nella fattispecie l’amore omosessuale tra due ragazzi neri nella comunità machista della Florida, della pellicola di Barry Jenkins Moonlight. Probabilmente l’Academy degli Oscar 2017, sentendosi orfana di Barack Obama e sull’onda antitrumpista, ha deciso di premiare il black power. Avranno forse pesato anche i 638 nuovi membri di cui il 41% “not white”? Probabile, ma fatto sta che tra la qualità artistica del brioso e postmoderno La La Land e del melò Moonlight c’è un abisso, senza nulla togliere all’intensa interpretazione del musulmano Mahershala Alì, premiato come non protagonista. La La Land è un film citazionista che omaggia il vecchio musical senza rimpiangerlo, che ci mostra come purtroppo spesso è impossibile condividere per sempre dei sogni perfino con chi ti è stato accanto e ti ha aiutato a realizzarli, come accade ai bravissimi protagonista Ryan Gosling, pianista jazz ed Emma Stone, cameriera aspirante attrice, alla quale è andato il premio come migliore attrice protagonista.
Accanto a Moonlight sono stati premiati Fences (Barriere) di Denzel Washington grazie all’Oscar da migliore attrice non protagonista a Viola Davis e documentario O. J.: Made in America. La serata al Dolby Theatre in chiave anti-Trump è proseguita con l’attribuzione dell’Oscar per il miglior film straniero a Il Cliente del forzatamente assente regista Asghar Farhadi che, avendo scelto di non accettare permessi speciali per partecipare alla cerimonia, è rimasto a casa. A sostituirlo c’è stata una concittadina iraniana che ha letto il suo messaggio contro ogni tipo di divisione, come l’attore messicano Gael Garcia Bernal che si è esplicitamente opposto “a qualunque muro separatista di vite e culture”.
I piccoli Oscar radical chic passano, film come Manchester by the sea che traspone la tragedia greca nella provincia americana con grande tensione emotiva e La La Land che non sarà un capolavoro ma coinvolge, soprattutto i sognatori e i cuori infranti, resteranno nella storia del cinema. Piccola soddisfazione anche per l’Italia che, attraverso i truccatori Bertolazzi e Gregorini si è aggiudicata l’Oscar per il miglior trucco. Nulla da fare invece per Fuocoammare di Gianfranco Rosi e tutto sommato non deve dispiacere data la pochezza artistica e la dovizia ideologica del film che si muove solo ed esclusivamente sul filo dell'”ovvio”. Peccato invece per l’esclusione dalla rosa dei candidati come miglior film straniero agli Oscar 2017 di pellicole come Agnus Dei e Animali Notturni.
Oscar 2017: tutti i premi vinti
Miglior film
Moonlight
Miglior regia
Damien Chazelle, La La Land
Miglior attore protagonista
Casey Affleck, Manchester By the Sea
Miglior attrice protagonista
Emma Stone, La La Land
Miglior attore non protagonista
Mahershala Ali, Moonlight
Miglior attrice non protagonista
Viola Davis, Barriere
Miglior film straniero
The Salesman (Iran)
Miglior documentario
OJ: Made in America
Miglior cortometraggio documentario
The White Helmets
Miglior film d’animazione
Zootropolis
Miglior corto d’animazione
Piper
Miglior sceneggiatura non originale
Moonlight
Miglior sceneggiatura originale
Manchester by the Sea
Miglior colonna sonora originale
La La Land (Justin Hurwitz)
Miglior canzone originale
City of Stars (La La Land)
Miglior sonoro
Arrival
Miglior montaggio sonoro
La battaglia di Hacksaw Ridge
Miglior scenografia
La La Land
Migliori effetti speciali
The Jungle Book
Miglior montaggio
La battaglia di Hacksaw Ridge
Miglior fotografia
La La Land
Migliori costumi
Animali fantastici e dove trovarli
Miglior trucco e acconciatura
Suicide Squad (Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini)