Birdman trionfa agli Oscar 2015

La notte degli Oscar 2015, la notte più stellata dell’anno, si è conclusa con un diretta che ha permesso a chi era interessato, di seguire lo spettacolo anche in Italia. La serata si è aperta con una bella performance dello showman Neil Patrick Harris che ha aperto lo spettacolo richiamando il musical e le atmosfere delle pellicole più famose del cinema internazionale, con simpatiche incursioni nelle scene dei film. La sua presenza sul palco è stata abbastanza convincente, ha cantato (accompagnato anche dalle incursioni di Anna Kendrick e Joe Black), ha saputo intrattenere, ha coinvolto il pubblico e si è presentato in mutande. Più di così non poteva “mostrare”.

Ma passando ai premi, i due film che escono decisamente vittoriosi sono Birdman che si è aggiudicato quattro statuette importanti, tante quante Grand Budapest Hotel.

La commedia nera Birdman, sulla tragedia di essere un ex supereroe, è stata per l’Academy il miglior film e permette al messicano Alejandro Gonzáles Iñárritu di vincere l’oscar per il miglior regista eguagliando il compatriota Alfonso Cuaròn che l’anno scorso vinse con Gravity. Il regista è stato premiato per la sua abilità registica, riconosciuta per la capacità di girare un intero piano sequenza come se non ci fosse alcuno stacco. L’altra importante statuetta è quella per la miglior sceneggiatura originale, definita dallo stesso regista e dai suoi sceneggiatori un progetto che sembrava folle, che lo è stato davvero, diventando il successo che adesso viene proclamato. Il film ha vinto anche un premio definito del gruppo di quelli tecnici per la miglior fotografia. L’unica piccola delusione è forse quella per la mancata statuetta all’attore protagonista Michael Keaton che si è visto soffiare il premio da Eddie Redmayne che ha interpretato il malato Stephen Hawking ne La teoria del tutto. La sua interpretazione del fisico affetto da atrofia muscolare, lo ha portato alla vittoria e il suo discorso accompagnato da un evidente stato emozionale, ha commosso la platea. Il giovane attore ha dedicato la statuetta a tutti coloro che affetti da malattie degenerative come la SLA (Sclerosi  Laterale Amiotrofica), che vivono una vita intrappolati in un corpo che non funziona ma con la mente che produce emozioni e lavori importanti.

Per quanto riguarda la statuetta per la migliore attrice protagonista, questa è stata assegnata alla toccante e forte interpretazione di Julienne Moore in Still Alice. Anche in questo caso l’Academy decide di premiare il “caso umano”, la malattia, in questo caso l’alzheimer, che anche se non può ancora essere curata non deve sconfiggere la voglia di vivere di chi ne è affetto, lanciando così un messaggio che incoraggi a lottare sempre. L’attrice, commossa per tutta la serata, lo è stata ancora di più quando dal palco ha ringraziato tutti, ricordando anche i registi Wash Westmoreland e Richard Glatzer anche quest’ultimo affetto da SLA che ha diretto l’ultima parte del film in un periodo degenerativo della malattia senza arrendersi.

Altro film protagonista della serata è stato senza dubbio Grand Budapest Hotel di Wes Anderson. Il film si è aggiudicato quattro statuette nelle categorie più tecniche, questo a sottolinearne l’accuratezza della pellicola e lo stile sublime e geniale  premiati con gli oscar alla miglior scenografia, miglior colonna sonora, miglior trucco e miglior costumi. Proprio il premio per i miglior costumi è stato consegnato all’italiana Milena Canonero. La costumista nostrana ha portato un po’ di Italia anche a questa edizione e con questa si è aggiudicata la quarta statuetta su 9 nomination in carriera. La donna che ha reso celebri personaggi come i drughi di Arancia Meccanica di Stanley Kubrick e che ha vinto con film come Barry Lyndon dello stesso Kubrick, Momenti di Gloria di Hugh Hudson, Marie Antoniette di Sofia Coppola, ha ringraziato l’estro di Wes Anderson e la sua visione del Grand Hotel Budapest.

Film che ha ribaltato i pronostici è stato Whiplash di Damien Chazelle che è riuscito a portarsi a casa tre statuette per miglior montaggio, miglior montaggio sonoro ed infine per il miglior attore non protagonista J.K Simmons per la sua interpretazione tanto forte quanto spietata del professor Terence Fletcher. Il film è stato quindi premiato nelle categorie che forse più lo contraddistingueva dalle altre pellicole in quanto il suono e la musica sono una parte fondamentale di questo lavoro in particolare e per la particolare interpretazione dell’attore non protagonista che fa da filo conduttore.

Una statuetta, probabilmente la più “sicura”, che non ha fatto prendere troppi rischi alla giuria dell’Academy, è  stata quella per la migliore sceneggiatura non originale a The Imitation Game; toccante il discorso di ringraziamento del giovane sceneggiatore Graham Moore: il suicidio tentato a sedici anni a causa della discriminazione e del peso di sentirsi diversi, lo ha reso la persona che ha adesso e ha dedicato il premio a tutti coloro che come lui hanno e stanno lottando contro questo problema, suscitando la commozione generale e un lungo applauso.

Ci sono stati altri momenti che hanno commosso ed esaltato il pubblico del Dolby Theatre. Una standing ovation tutta al femminile per Patricia Arquette vincitrice della statuetta per miglior attrice non protagonista nel ruolo di Olivia Evans in Boyhood e il suo discorso sulle discriminazioni tra uomini e donne, al quale ha applaudito anche la rivale Maryl Streep. Ed è stato proprio Boyhood il grande deluso della serata. Il premiato ai Golden Globes Linklater non è riuscito ad aggiudicarsi la statuetta per la miglior regia, contro tutti i pronostici che lo davano vincitore.

Un altro momento molto emozionante è giunto con la performance di Common e John Legend che sulle note di Glory dal film Selma, hanno riportato il teatro agli anni della lotta pacifica di Martin Luther King, con il coro Gospel che li accompagna e la simbolica marcia sul palco che ha fatto alzare in piedi tutti gli ospiti commossi anche dopo il discorso di stampo politico dei due cantanti che sostengono la causa contro ogni discriminazione razziale. La canzone ha vinto infatti il premio miglior canzone.

Un momento di spettacolo è giunto con l’apparizione argentea di Lady Gaga sulle note di The sound of music, dal musical  Tutti insieme appassionatamente, che rendeva omaggio ad una delle pellicole più famose che compie i suoi primi 50 anni e a cui ha seguito un sincero abbraccio tra la cantante pop più famosa degli ultimi anni e la sempre verde Julie Andrews. L’attrice, ha poi annunciato un altro momento di forte impatto emotivo, i memories che ricordano tutti i personaggi scomparsi nell’ultimo anno. A tal proposito è necessario fare un appunto che non è affatto superfluo o campanilistico, in riferimento alle immagini dei ritratti dei vari protagonisti (da Robin Williams a Lauren Bacall) che scorrevano sul video: tutti gli italiani erano in attesa di leggere il nome di Franco Rosi, maestro indiscusso del cinema internazionale, ricordato e citato da registi hollywoodiani che hanno visto in lui il vero pilastro della loro formazione cinematografica, ma l’immagine e il suo nome non sono comparsi. Una dimenticanza che ha indignato i cinefili, ammorbidita dalla presenza di Virna Lisi nell’elenco, ma che non ammortizza la mancanza e crea invece un vero vuoto storico.

Per quanto riguarda la categoria che ci vide vincitori la scorsa edizione con La grande bellezza di Paolo Sorrentino, la statuetta per il miglior film straniero è stata assegnata al polacco Ida di Paweł Pawlikowski, scritto dallo stesso regista e da Rebecca Lenkiewicz. Un film che il regista ha definito immerso nel silenzio e nella contemplazione del bianco e nero che con questo premio viene catapultato nella luce più sfavillante e penetrante.

Confermata invece la statuetta per la Walt Disney che ha raddoppiato e dopo la vittoria di Frozen l’ scorso anno, questa volta ha sbaragliato ogni previsione che gridava a gran voce Dragon Trainer 2 della Dreamworks, vincendo il premio per il miglior film d’animazione con Big Hero 6 e il premio per il miglior corto d’animazione con Feast.

Ad American Sniper di Clint Eastwood è andata solo una statuetta, quella per il miglior sonoro, mentre il grande escluso Interstellar di Christopher Nolan è riuscito a strappare un premio per i migliori effetti sonori.

Lo spettacolo è stato godibile e ben presentato e anche le premiazioni sono state eque e ben divise. Come anche accaduto in questi ultimi anni non c’è stata nessuna pellicola piglia tutto e le performance non hanno rubato la scena ai film ma piuttosto gli ha reso il degno omaggio.

Qui di seguito l’elenco completo dei vincitori:

MIGLIOR FILM: Birdman

MIGLIOR REGIA: Alejandro González Iñárritu

MIGLIOR ATTORE: Eddie Redmayne

MIGLIOR ATTRICE: Julianne Moore

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: J.K. Simmons

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Patricia Arquette

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Birdman

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: The Imitation Game

MIGLIOR FILM STRANIERO: Ida (Polonia)

MIGLIOR FILM ANIMAZIONE: Big Hero 6

MIGLIOR FOTOGRAFIA: Birdman

MIGLIOR SCENOGRAFIA: Grand Budapest Hotel

MIGLIOR MONTAGGIO: Whiplash

MIGLIOR COLONNA SONORA: Grand Budapest Hotel

MIGLIOR CANZONE: “Glory” da “Selma”

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Interstellar

MIGLIOR SONORO: American Sniper

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: Whiplash

MIGLIOR COSTUMI: Milena Canonero (Grand Budapest Hotel)

MIGLIOR TRUCCO: Grand Budapest Hotel

MIGLIOR DOCUMENTARIO: CitizenFour

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO: Crisis Hotline: Veterans Press 1

MIGLIOR CORTO: The Phone Call

MIGLIOR CORTO D’ANIMAZIONE: FEAST

 

 

 

 

 

I film candidati agli Oscar 2015

Manca poco alla premiazione dell’87esima edizione degli Academy Awards che si terranno, come di consueto, al Dolby Theatre a Hollywood. La notte del 22 febbraio avrà luogo il grande spettacolo, che come ogni anno accoglie le grandi celebrità e i grandi nomi del cinema internazionale sotto un unico cielo stellato. La conduzione di questa edizione, dopo la straordinaria performance di Ellen Degeneres, con la sua spiccata comicità e il selfie più ritwittato del 2014, è stato affidato a Neal Patrick Harres. Attore, ballerino e presentatore americano, famoso per aver interpretato la celebre sitcom How I met your mother nel ruolo del donnaiolo e bizzarro Barney Stinton, ha un compito difficile, ma promette di non deludere le aspettative.

I titoli in gara per la vittoria della statuetta come miglior film sono otto:

1) Boyhood –  Uscito nelle sale italiane nell’ottobre del 2014, è un film di Richard Linklater, che ha trionfato agli ultimi Golden Globes e che entra di diritto tra i candidati favoriti alla vittoria.

Il film ha precedentemente partecipato al 64esimo Festival di Berlino, dove il regista Linklater ha vinto l’Orso d’Argento per la miglior regia. Nominato agli Oscar anche in altre categorie come miglior regia, miglior attore non protagonista a Ethan Hawke, miglior attrice non protagonista, già vincitrice del globo, Patricia Arquette, miglior sceneggiatura dello stesso Liklater e miglior montaggio a Sandra Adair.

La pellicola è famosa per il lungo progetto che sta dietro la sua realizzazione. Girato in un arco di tempo che va dal 2003 al 2012, la storia si svolge seguendo il reale decorso del tempo. Il protagonista è un bambino di 6 anni, Mason, e il film segue la sua vita e i suoi inevitabili cambiamenti fino all’età di 18 anni. Dentro di lui e attorno a lui, tutto si evolve, si modifica. Il suo aspetto, la sua vita, le sue relazioni sociali, il rapporto con il padre e la madre divorziati, tutto cambia. Un esperimento cinematografico ben riuscito, che trasporta il pubblico, attraverso gli occhi del protagonista, nella sua crescita emotiva e fisica.

2) Selma – La strada per la libertà – Film, in uscita in Italia dal 15 febbraio, diretto dalla regista Ava DuVernay, è stato nominato anche per la categoria di miglior canzone Glory di John Stephens e Lonnie Lynn.

Il film racconta  le vicende intorno alle manifestazioni che si tennero nel 1965 a Selma in Alabama. Un gruppo di afroamericani guidati dal pastore protestante Martin Luther King, decide di protestare pacificamente, per rivendicare il proprio diritto al voto, dando poi luogo agli avvenimenti storici che hanno portato la figura di Martin Luther King a diventare una delle più simboliche nella storia della resistenza non violenta.

3)La teoria del tutto  Il film, uscito nelle sale italiane il 15 gennaio, diretto da James Marsh (già vincitore di un Oscar nel 2009 per il documentario Man on Wire) è candidato a sei statuette oltre che per il miglior film, anche per migliore attore protagonista, Eddi Redmayne, miglior attrice protagonista, Felicity Jones, miglior sceneggiatura non originale, di Anthony McCarten e per la miglior colonna sonora, di Johann Johannsson.

La storia, tratta dal romanzo biografico Verso l’infinito, scritto da Jane Wilde Hawking, racconta la storia del grande fisico, astrofico e cosmologo Stephen Hawking. Il giovane Stephen, cosmologo dell’Università di Cambrige è alla ricerca dell’equazione unificatrice che permetta di spiegare l’inizio dell’universo. Ad una festa universitaria incontra Jane Wilde, una studentessa di lettere della quale si innamora. Ma i suoi studi e la sua storia d’amore saranno ostacolati dalla diagnosi di una grave malattia degenerativa, l’atrofia muscolare progressiva, che lo costringerà prima alla sedia a rotella e poi ad una tracheotomia che lo priverà anche della voce. La loro vita cambierà radicalmente. L’uomo sostenuto dalla moglie, che oltre che alla salute del marito deve occuparsi di tre figli, continuerà i suoi studi e grazie all’aiuto di un’infermiera che insegna allo scienziato  un metodo alternativo di comunicazione, riuscirà a scrivere un libro  sul tempo che lo renderanno lo scienziato famoso che è ancora adesso.

4) Whiplash – Il film in uscita nelle sale italiane il 12 febbraio, è un film musicale diretto da Damien Chazelle che è al suo esordio. Nominato anche nelle categorie di miglior attore non protagonista a J.K. Simmons, per la miglior sceneggiatura non originale a Damien Chazelle, miglior montaggio a Tom Cross ed infine miglior sonoro a Craig Mann, Ben Wilkins e Thomas Curley.

La storia racconta del giovane Andrew interpretato da Miles Teller, batterista e studente di una delle più prestigiose scuole di musica di New York, che incontra Terence Fletcher, l’insegnante più severo della scuola. Quest’ultimo lo vorrà a far parte della sua band. Il giovane Andrew, accetta inconsapevole però che le prove a cui sarà sottoposto saranno durissime e alienanti.

5)America Sniper – Il film diretto da Clint Eastwood e tratto dall’autobiografia omonima di Chris Kyle, è stato candidato a sei statuette. Miglior film, miglior attore protagonista Bradley Cooper, miglior sceneggiatura non originale, di Jason Hall, miglior montaggio, di Joel Cox e Gary Roach, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.

La storia racconta le vicende della vita di un giovane texano, Chris Kyle interpretato da Bradley Cooper, che per i primi trent’anni della sua vita vive un’esistenza pacifica, consacrata dall’amore per i valori della famiglia, Dio e la patria. Tra  rodei e battute di caccia le sue giornate scorrono tranquille fino a quando gli eventi terroristici del 1998 che colpiscono le ambasciate americane negli stati africani, amplificano nel giovane il suo forte senso di giustizia tanto da spingerlo ad arruolarsi nei Navy SEAL. Chris diverrà una leggenda, un cecchino ammirato da tutti. Vivrà gli orrori dell’Iraq e lì guadagnerà la sua “fama”, fino a quando al ritorno in patria dovrà scontrarsi con il riadattamento alla realtà dalla quale era stato alienato per molto tempo.

6) The imitation game  Film uscito nelle sale l’1 gennaio 2015 è stato diretto da Morten Tyldun e si basa sul romanzo di Andrew Hodges “Alan Turing. Storia di un enigma”. Il film ha ricevuto otto nomination agli oscar, per il miglior film, miglior regista (Morten Tyldun), miglior attore protagonista (Benedict Cumberbatch), miglior attrice non protagonista (Keira Knightley), miglior sceneggiatura non originale (Alexander Desplat), miglior scenografia (Maria Djurkovic e Tatiana Macdonald), miglior montaggio (William Goldenberg).

La storia, ambientata durante il secondo conflitto mondiale, narra le vicende del genio matematico Alan Turing impegnato nella lotta al nazismo. Il suo estro fu infatti utilizzato per la decriptazione di codici segreti nazisti che avrebbero permesso di anticipare le mosse del nemico e porre fine alla seconda guerra mondiale. La macchina deputata a questo importante compito viene chiamata Enigma. Lo studioso e critto analista ha però una personalità controversa, è un uomo solitario e avverso al lavoro di gruppo. Trova nella collaborazione di una giovane donna appassionata di logica e analisi matematica Joan Clark (Keira Knightley), sua futura sposa ed unica figura che riterrà in grado di accompagnarlo nei suoi studi. Molti i tentativi di grandi personalità del team a suo servizio di cacciarlo, ma le difficoltà verranno superate per uno scopo più grande quale la fine del conflitto. La sua “diversità”, in quanto condannato per la sua omosessualità, sarà ciò che decreterà la sua vera fine.

7) Birdman – Il film, uscito nelle sale italiane il 5 febbraio, è stato nominato a nove premi oscar. Miglior film, miglior regia di Alejandro González Iñárritu, miglior attore protagonista a Michael Keaton, miglior attore non protagonista ad Edward Norton, miglior attrice non protagonista ad Emma Stone, miglior sceneggiatura originale allo stesso Alejandro González Iñárritu, Nicolas Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo, miglior fotografia a Emmanuel Lubezki, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.

Il film, tra i più nominati e già vincitore nella categoria miglior attore nel genere commedia e miglior sceneggiatura agli ultimi Golden Globes, narra la storia di Roggan Thopson, un attore reso celebre nel mondo del cinema grazie ad un supereroe alato chiamato appunto Birdman. L’attore però, pieno di orgoglio e voglia di rivalsa, non vuole essere ricordato esclusivamente per questo ruolo, ma vuole dimostrare al mondo di essere persino un bravo attore. Coinvolgerà nella sua “missione” anche la figlia ex tossicodipendente Sam interpretata da Emma Stone, la moglie, e un attore tanto brillante quanto irascibile e dal brutto carattere Mike Shiner (Edward Norton). Riggan ormai intenzionato a dare dimostrazione della sua bravura, metterà in scena uno spettacolo a Brodway, tra ansia da prestazione, paura del confronto con la realtà e accompagnato sempre dall’ombra di Birdman che pesa sulla sua testa.

8) Grand Budapest Hotel – Il film, uscito nell’aprile del 2014, ha vinto come miglior film commedia agli ultimi Golden Globes ed è con Birdman, il film più nominato di questa edizione degli Oscar. Come per il film di Alejandro González Iñárritu, le nomination sono nove e rispettivamente per: miglior film, miglior regia di Wes Anderson, miglior sceneggiatura originale dello stesso Anderson, miglior fotografia di Alexander Desplat,, miglior scenografia di Adam Stockhansen e Anna Pinock, miglior costumi di Milena Conocaro, miglior montaggio di Barney Pilline ed infine miglior trucco di Frances Hannon e Marck Caulier.

Il film, che rende omaggio alle opere dello scrittore austriaco  Stefan Zweig, narra le rocambolesche avventure del giovane portiere Zero, del Grand Budapest Hotel situato nella immaginaria Zubrowka. Il concierge/direttore dell’hotel Monsieur Gustave, gode dell’ammirazione delle donne che frequentano l’ambiente e un quadro regalato da una di loro e la sua seguente morte, lo incastreranno. Solo grazie all’aiuto di Zero e altri amici, Gustave riesce a superare le avversità.

Queste le nomination. Appuntamento il 22 febbraio per la premiazione. Le previsioni vedono favoriti Grand Budapest Hotel e Boyhood, ma si spera sempre in una piacevole sorpresa da parte dell’Academy. Alla giuria l’ardua sentenza.

 

 

Tutte le nomination agli Oscar 2015

Dopo la premiazione dei Golden Globes, sono state presentare le nomination agli 87esimi Academy Award.

Dopo aver ritirato il globo come Miglior Film commedia Grand Budapest Hotel, Wes Anderson si aggiudica 9 nomination all’ambita statuetta, seguito a ruota da Birdman di Alejandro Gonzales. A The Imitation Game vengono assegnate 8 nomination, mentre per il premiato Boyhood le nomination sono 7. Tra i grandi delusi invece L’amore bugiardo di David Fincher che riceve la nomination solo per la Migliore attrice protagonista con Rosamunde Pike e Lo sciacallo di Dan Gilroy nominato solo per la Miglior sceneggiatura originale e The Lego movie escluso nella sezione Miglior film d’animazione.

Attendiamo il 22 febbraio per la premiazione dell’ambitissima statuetta.

 

Ecco tutte le candidature:

 

Miglior film: American Sniper, Birdman,Boyhood, Grand Budapest Hotel, The Imitation Game, Selma, La teoria del tutto,Whiplash.

Miglior regista: Alejandro G. Iñaarritu  per Birdman, Richard Linklater per Boyhood, Bennett Miller per Foxcatcher, Wes Anderson per Grand Budapest Hotel, Morten Tyldum per The Imitation Game.

Miglior attore: Steve Carell per Foxcatcher, Bradley Cooper per American Sniper, Benedict Cumberbatch per The Imitation Game, Michael Keaton per Birdman, Eddie Redmayne per The Theory of Everything – La teoria del tutto.

Migliore attrice: Marion Cotillard per Due giorni, una notte; Felicity Jones per La teoria del tutto; Julianne Moore per Still Alice; Rosamunde Pike per Gone girl – L’amore bugiardo; Reese Witherspoon per Wild.

Miglior attore non protagonista: Robert Duvall per The Judge, Ethan Hawke per Boyhood, Edward Norton per Birdman, Mark Ruffalo per Foxcatcher, J. K. Simmons per Whiplash.

Miglior attrice non protagonista: Patricia Arquette per Boyhood, Laura Dern per Wild, Keira Knightley per The Imitation Game, Emma Stone per Birdman, Meryl Streep per Into the Woods.

Miglior film straniero: Ida (Polonia); Leviathan (Russia); Tangerines (Estonia); Timbuktu (Mauritania); Wild Tales (Argentina).

Migliore sceneggiatura originale: Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance), Alejandro G. Iñàrritu, Nicolàs Giacobone, Alexander Dinelaris, Jr. & Armando Bo; Boyhood, Richard Linklater; Foxcatcher, E. Max Frye e Dan Futterman; Grand Budapest Hotel, Wes Anderson (sceneggiatura) Wes Anderson & Hugo Guinness (storia); Nightcrawler, Dan Gilroy.

Migliore sceneggiatura non originale: American Sniper, The Imitation Game, Inherent Vice – Vizio di forma, The Theory of Everything – La teoria del tutto, Whiplash.

Migliore fotografia: Grand Budapest Hotel, The Imitation Game, Interstellar, Into the Woods, Mr.Turner

Migliore colonna sonora originale: Alexandre Desplat per Grand Budapest Hotel, nuovamente Alexandre Desplat per The Imitation Game, Hans Zimmer per Interstellar, Gary Yershon per Mr.Turner, Jóhann Jóhannsson per The Theory of Everything – La teoria del tutto.

Miglior film d’animazione: Big Hero 6, Don Hall, Chris Williams e Roy Conli; The Boxtrolls, Anthony Stacchi, Graham Annable e Travis Knight; How to Train Your Dragon 2, Dean DeBlois e Bonnie Arnold; Song of the Sea, Tomm Moore e Paul Young; The Tale of the Princess Kaguya, Isao Takahata e Yoshiaki Nishimura.

Migliori effetti speciali: Captain America: The Winter Soldier, Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie, Guardianiof della galassia, Interstellar, X-Men: Giorni di un futuro passato.

Migliori costumi: Milena Canonero per Grand Budapest Hotel, Mark Bridges per Inherent Vice – Vizio di forma, Colleen Atwood per Into the Woods, Anna B. Sheppard e Jane Clive per Maleficent, Jacqueline Durran per Mr.Turner.

Miglior makeup: Bill Corso e Dennis Liddiard per Foxcatcher, Frances Hannon e Mark Coulier per Grand Budapest Hotel, Elizabeth Yianni-Georgiou e David White per Guardiani della galassia.

Migliore canzone originale: Everything Is Awesome da The Lego Movie; Glory daSelma; Grateful da Beyond the lights; I’m Not Gonna Miss You da Glen Campbell... I’ll be me; Lost Stars da Begin again.

 

Un anno dopo l’Oscar a La grande bellezza di Paolo Sorrentino, per il miglior film straniero, l’Italia non scompare del tutto dall’Olimpo di Hollywood grazie all’ottima performance di Milena Canonero, candidata per i costumi di Grand Budapest Hotel.

Linklater e Anderson trionfano ai Golden Globes 2015

Il 2015 è ormai cominciato e con il nuovo anno ha inizio anche  il conto alla rovescia per le nomination prima e assegnazioni poi, delle statuette conferite dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences; ma ad anticipare notoriamente questo evento ha avuto luogo la premiazione dei Golden Globes. L’11 gennaio sono stati conferiti dalla stampa estera, i globi per il cinema e la televisione. Per quanto riguarda la sezione cinema molte premiazioni attese e alcune sorprese.

La stampa ha premiato come miglior film drammatico e miglior film commedia o musical rispettivamente Boyhood di Richard Linklater e Grand Hotel Budapest di Wes Anderson.

La perseveranza di Linklater è stata così premiata. Il film, infatti, già vincitore a Berlino 2014, racconta la vita di una famiglia vista attraverso gli occhi del piccolo Mason, che crescendo modifica la sua visione del mondo, modifica il suo approccio con la vita e tutti i suoi rapporti interpersonali. La trama così  raccontata, può apparire esile e poco interessante, ma la vera scommessa è stata vinta quando il regista decide di intraprendere questo percorso di vita e cambiamento in maniera del tutto reale. La produzione lunga dodici anni è stata possibile grazie al paziente lavoro del regista e del team. Il cast si è riunito una volta l’anno per girare le scene che descrivessero quel preciso periodo di vita e permettendo così di seguire il reale cambiamento fisico ed emotivo del personaggio, ma anche dell’attore. Un esperimento portato a termine con successo.

Grand Hotel Budapest è invece una sorpresa. La storia di Monsieur Gustave, concierge ma di fatto il direttore del Grand Budapest Hotel collocato nell’immaginaria Zubrowka, diretta da Wes Anderson batte  il favorito Birdman di Alejandro González Iñárritu, che viene premiato come miglior sceneggiatura e fa ricevere il globo a Michael Keton come miglior attore protagonista.

È  stata  Amy Adams ad aggiudicarsi il premio come miglior attrice brillante in Big Eyes, l’ultima fatica di Tim Burton, mentre a vincere come miglior attrice protagonista drammatica è Julianne Moore per la sua interpretazione in Still Alice, pellicola che racconta la storia di una donna colpita da una forma presenile di Alzheimer.

J.K. Simmons ha vinto come miglior attore non protagonista per Whiplash, film d’esordio di Damien Chazelle.

Al giovane Eddie Redmayneche che interpreta Stephen Hawking ne La teoria del tutto (film vincitore anche per la colonna sonora) invece è andato il premio come miglior attore protagonista drammatico.

Per il miglior film in lingua straniera a trionfare è stato, a sorpresa, il russo Leviathan, già vincitore a Cannes per la migliore sceneggiatura, del talentuoso Andrej Zvjagincev.

L’evento, segnato dalle recenti vicende parigine, ha permesso ad alcuni artisti di esprimere la loro solidarietà, l’attore Jared Leto è stato il primo a ricordare l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo e ha annunciato: “Je suis Charlie”.

Il premio De Mille è andato a George Clooney. “I milioni che hanno manifestato oggi a Parigi e in tutto il mondo hanno marciato a sostegno dell’idea che non cammineremo nella paura. Je suis Charlie”: queste le parole di Clooney che hanno concluso il discorso di ringraziamento dopo aver ricevuto il premio speciale.