Nel nome del padre è l’ultima raccolta poetica di Nunzio Di Sarno, docente e psicologo, pubblicata da Eretica edizioni. Di Sarno ha pubblicato tre raccolte di versi: Mu (Oédipus, 2020), Wu (Bertoni 2021) ed Ellenika (Eretica 2023). Suoi articoli e poesie sono presenti su diversi blog, siti e riviste. Mu project è un progetto di poesia, video, musica e immagini, che porta avanti da alcuni anni su siti e social.
Prefazione
La tabula rasa è un’illusione.
Questo vale per l’individuo e per i gruppi.
Si entra in questo mondo e se ne esce, intrecciati ai vivi e ai morti: i legami invisibili ci definiscono, rinsaldandosi ad ogni respiro e plasmandoci nelle lunghe catene transgenerazionali. Conoscere se stessi significa conoscere ciò che degli altri portiamo in noi, realizzando come e perché certe trasmissioni — e non altre — si siano fissate nella nostra coscienza.
La presente opera è il resoconto di un viaggio di individuazione.
Il poeta, addentrandosi nelle sue storie familiari e sondando le parti profonde di sé, rivive il rimosso e il represso, stando dentro e fuori, per integrare mancanze e traumi, comprenderne l’ineluttabilità sistemica e accettare la funzione omeostatica delle difese, così da ricostruire una nuova storia.
La ricerca è esperienziale: piani e processi sono sempre intrecciati per garantire una comprensione ampia e approfondita.
Le pratiche psicofisiche orientali, diverse forme di meditazione — soprattutto lo zen e il Vajrayana — insieme a filosofia occidentale, psicologia e psicoterapia sono vissute dal poeta in corpo, parola e mente (concetti del Dharma), per tenere insieme il rigore e la disciplina della scienza e l’intuizione, l’ascolto e l’empatia dell’arte, in un sentiero di conoscenza e trasformazione.
La relazione col padre, non solo per questioni edipiche, è al centro dell’opera, pur con rimandi multipli e diacronici alle altre figure, familiari e non.
La consapevole connessione tra inconscio individuale e collettivo apre, a intermittenza, alle corrispondenze con alcuni archetipi, che si rivelano per affinità. Nell’esplorazione di mondi interiori ed esteriori, la scrittura permette al poeta di tessere un filo di senso e di protezione, come la parola nella psicoterapia e il mantra nel Vajrayana.
Antenati
Canapa mattoni e poco più
A tener su la pelle bruciata
Di contadini e manovali –
Saggi ignoranti di provincia
Giacche e cravatte a mostrare
Una fierezza composta e dura
Per gli stenti superati a fatica
Dopo guerre e contrabbando
Eccovi con falci e martelli
Risplendenti nel lavoro
Che traccia sui vostri volti
La bellezza della rivincita
Voi che avete dato il pane
A noi che siamo venuti
Un tetto e tempo necessari
Per maturare conoscenza
A voi mi prostro perché
Senza di voi io non sarei
Ed è con voi riscattati
Dai nostri stessi mali
Che solo potrò essere
