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Cristina Campo, la poesia, le fiabe e il mondo letterario di un animo solitario

Cristina Campo, pseudonimo di Vittoria Guerrini, nasce a Bologna il 29 Aprile 1923. Fin dalla tenera infanzia, Cristina è figlia del celebre compositore musicale Guido Guerrini e di Emilia Putti, nipote di Enrico Panzacchi, poeta e critico d’arte, e sorella di Vittorio Putti;  noto chirurgo ortopedico. A causa di una congenita malformazione cardiaca che rende, da sempre, precaria la sua salute Cristina cresce in una naturale solitudine: lontana dai coetanei e seguendo un percorso scolastico frammentato. Vive insieme alla famiglia a Bologna fino al 1925; successivamente a Parma e, nel 1928,  a Firenze città in cui Guido Guerrini dirige il conservatorio Cherubini.

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‘Caro dottore che mi curi i nervi…’ Alcune poesie di Maria Turtura

Maria Turtura (1930-1972) fu un medico bolognese, sorella della sindacalista Donatella, prima donna nel 1980 a far parte della segreteria generale della Cgil. La poetessa si suicidò dopo essere stata lasciata dal marito. Pubblicò "Qualcosa deve venire" (Rebellato, 1966) e "I cancelli della mattina" (Argalia, 1970). Unico critico letterario ad averla considerata è stato il grande Franco Fortini in "Poeti del Novecento", che ha definito la sua poesia "significativa" e di lei ha scritto che era una voce "severa e profonda".

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Giovanna Rosadini, poetessa ed ex editor dell’Einaudi, vincitrice del Premio internazionale di Letteratura Alda Merini

Giovanna Rosadini è stata per anni redattrice ed editor dell’Einaudi, una delle migliori case editrici italiane, dove ha lavorato gomito a gomito con i migliori autori di narrativa e poesia italiani e stranieri, riguardo ai quali ha più volte raccontato aneddoti in articoli e interviste rilasciati in questi ultimi anni: più che un apprendistato, una vera e propria palestra intellettuale. Dopo l’incidente che ha subito nel 2005 è diventata lei stessa autrice Einaudi, mettendo a frutto in prima persona il proprio talento letterario sia come curatrice (“Clinica dell’abbandono” di Alda Merini, e “Nuovi Poeti italiani 6” , entrambi usciti con Einaudi), e pubblicando  anche le seguenti raccolte di poesie: “Il sistema limbico” ( Borgomanero, Atelier), “Unità di risveglio” (Torino, Einaudi), ”Il numero completo dei giorni” (Torino, Aragno), “Fioriture capovolte” (Torino, Einaudi), “Frammenti di felicità terrena” (Faloppio, LietoColle) ed infine nel 2021, “Un altro tempo” (Latiano, Interno Poesia Editore).

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Rocco Scotellaro, poeta del mondo contadino e della lotta per il riscatto del popolo meridionale

Rocco Scotellaro nasce il 19 aprile 1923 a Tricarico, un piccolo paese in provincia di Matera. Di famiglia umile figlio di Vincenzo, calzolaio, e di Francesca Fermento, casalinga,  all’età  di 12 anni dopo i primi studi si sposta fra Matera, Roma, Potenza, e Tivoli, riuscendo a terminare gli studi classici. Nel 1942 Scotellaro si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza a Roma, senza riuscire a conseguire la laurea. La guerra imminente  e la morte del padre fanno maturare in Rocco Scotellaro  l’idea di far ritorno al suo paese natale. Inizia, così, quella che probabilmente è la missione della sua breve vita.

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Beppe Salvia, poeta malinconico degli ossimori e delle contraddizioni

Nato a Potenza il 10 ottobre 1954, Beppe Salvia è stato fra i più autorevoli poeti della nuova scuola romana. Un rinnovamento dell’arte poetica fatta di contrasti, ossimori, malinconia e nichilismo, senza mai perdere l’eleganza. Alla fine degli anni ’70  pubblica le prime poesie sulla rivista Nuovi Argomenti; successivamente, pubblica le sue opere su Prato Pagano, rivista diretta da Gabriella Sica e, qualche tempo più tardi, su Braci fondata dallo stesso Beppe Salvia con Claudio Damiani, Arnaldo Colasanti e Marco Lodoli.

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‘Radure’, il meraviglioso sud nella poesia sintropica di Maria Allo

La raccolta di Maria Allo dal titolo Radure  ricorda Heidegger, la radura del filosofo. Leggendola, si ha l'impressione che ciò fosse un richiamo evidente. Si intende il titolo col significato heideggeriano di apertura, disvelamento, irradiazione dell'essere. Ma la radura è anche semplicemente un tratto disboscato. È anche ordine, chiarezza, pulizia e forse sintesi. Forse si può intendere anche in questo modo.  Maria Allo si dimostra maestra nella costruzione del verso e della prosodia. Si sente l'influsso di Dante, anche se la poetessa non ha l'ossessione di ingabbiare metricamente i suoi pensieri.

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