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Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

Mito: fascino e magia senza tempo

MIto

Nonostante la familiarità che tutti abbiamo con i racconti della mitologia, il mito rimane un oggetto misterioso che ogni cultura sembra forgiare secondo criteri propri e che non smette di affascinare; perché il mito è un qualcosa che accade ogni giorno. L’idea di una sfera mitologica come universo organico di racconti che precederebbe il nascere del logos e della filosofia è tuttavia estranea ai greci. L’opposizione tra mito e logos si svolge in modo lento e tortuoso: la Grecia rimane una terra di frontiera, dove il “favoloso” sopravvive accanto alla ragione “scientifica”.

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‘La saggezza del lupo’, la salvazione secondo Alessandro Venuto

La saggezza del lupo è un romanzo è ben scritto, lo stile è fluido e scorrevole, privo di segni criptici; una prosa cristallina e diretta, orchestrata da talento e perizia,  allo stesso tempo contrassegnata da una autentica intellettualità e da un retroterra culturale solido, che spesso indaga su uno dei più grandi misteri umani, ovvero la creatività artistica

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‘Amarcord’, un racconto relazionale di Davide Morelli

Lei dormiva accanto, abbracciandolo. Il suo respiro era così leggero che quasi non la sentiva. C’era solo la luce della luna che entrava dalle inferriate. Nessun altra luce. Solo il rumore di fondo delle macchine che passavano sulla circonvallazione. Tutti i loro amici e le loro amiche erano andati a dormire. Tutto il mondo sembrava assopito. A lui sembrava trascendere il tempo quando l’abbracciava. Nessuno di loro si sentiva mai solo in quel tempo. Nessuno può considerarsi solo quando si ha una caterva di amicizie. Lei era bella e non usava mai truccarsi. Era bella al naturale. Così tonica e con i suoi capelli a caschetto castani. Indossava jeans e un piumino. Era così semplice! Entrambi erano coperti da un semplice plaid. Dormivano vestiti da diverse notti. Niente altro. Si sentiva alle volte giovane per sempre ed altre volte immortale quando le dormiva accanto.....

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Gian Marco Capraro. Da Milano a Copenaghen e ritorno con ironia e malinconia

Osservando le opere dell’artista milanese Gian Marco Capraro, vincitore dei premi Nutrire il pensiero, Accademia di Brera, Premio estate, Villa Moretti, Casaleggio Novara, Salon I, Museo della Permanente, Milano, si nota una evidente versatilità e desiderio di mostrare le varie sfaccettature della pittura e del colore, senza perdersi nelle sue visioni o inseguire nuovi fantasmi che fanno perdere la concentrazione su ciò che si sta lavorando. L’artista, laureato in filosofia e in pittura presso l’Accademia di Brera, erige la tecnica a medium ed è essa a condurlo verso l’opera finale senza lasciarsi trasportare da preconcetti o ideologie. Non a caso uno dei suoi punti di riferimento è lo scrittore Pier Vittorio Tondelli, che di ideologie proprio non voleva saperne, optando come fa Capraro per il minimalismo e l’antinaturalismo. Come il polacco Kantor, Capraro condensa diversi stili della storia dell’arte, concentrandosi soprattutto sul concetto di morte, sul degrado degli oggetti e degli esseri umani

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‘Gli occhi di Nausicaa’, la silloge junghiana di Marina Cherubini

Marina Cheubini è nata a Brescia il 6 agosto 1988. Dopo la maturità scientifica si è laureata in “scienze filosofiche”.  Nel 2013 ha  scritto la  prima raccolta di poesie: “Componiti, Mistero”,  vincitrice della XXXIV edizione del  Premio “Letteratura”, attribuitole dall’Istituto Italiano di Cultura di Napoli. Ecco ora  questa sua seconda silloge, “Gli occhi di Nausicaa”, edita da QuiEdit. In questa sua ultima raccolta si possono trovare molti componimenti pregnanti e di ottima fattura. Estetica e mitologia vanno a braccetto con sobrietà e senso della misura. Una ricerca poetica di questo tipo sottende una lettura ben digerita ed assimilata di Jung: significa far parlare gli archetipi e l'inconscio collettivo, ricercare il proprio Sé, cercare di compiere il proprio percorso di individuazione.

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Ricordando Romy Schneider. ‘L’importante è amare’

Il 29 maggio 1989, a soli 43 anni, moriva una delle più belle e talentuose attrici del mondo, l’austriaca, naturalizzata francese Romy Schneider, resa famosa dal ruolo dell’indimenticabile principessa Sissi dove appariva come una ragazza dolce e promettente. Ma con il passare degli anni Romy diventa più bella, il suo sguardo si fa magnetico, la sua recitazione intensa, il suo stile più raffinato grazie alla stilista Chanel che valorizza il suo corpo sinuoso.

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‘Un anno a Salamanca’, il diario di viaggio di Alessandra Agnoletti

L’interminabile tragitto in autobus, dalle 14.00 alle 16.30, con il Madrid-Salamanca Express, sotto il sole cocente di Spagna mi ha dato la possibilità di riflettere sugli ultimi frenetici giorni di preparativi, saluti, impegni. Giorni riempiti di tutto purché niente e nessuno mi facesse desistere dalla mia partenza. Neppure un istante ero rimasta sola con me stessa a pensare. Troppo rischioso: avrei valutato razionalmente la cosa, avrei ceduto ai sensi di colpa, alla richiesta di mia madre, di mia nonna di restare accanto a loro. Ogni sera ero più stanca della precedente cosicché mi addormentavo senza prendere coscienza della mia incoscienza.

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