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Focus letteratura

La critica tematica e la sua importanza in relazione alla letteratura e ai nuovi campi di indagine

critica tematica

La critica tematica ha rivelato una straordinaria vitalità nella seconda metà del 900, tanto che diverse discipline come il folklore, la psicologia, la linguistica hanno manifestato un grande interesse per questo campo di indagine. L’attenzione per questo approccio critico è sempre rimasta stabile, il dibattito tra gli studiosi ha seguito due linee: da un lato si è concentrato sul tema in relazione ad altre discipline, come l’antropologia e la psicologia, dall’altro nel corso del tempo l’attenzione si è spostata sulla critica letteraria.

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Luigi Pirandello: studi onomastici intorno ad ai personaggi di Mattia Pascal, Adriano Meis e Vitangelo Moscarda

Luigi Pirandello

Luigi Pirandello è uno degli autori italiani a quali sono stati dedicati innumerevoli studi di onomastica letteraria negli ultimi anni. L’Onomastica è il ramo della Linguistica che si occupa di studiare gli antroponimi ossia i nomi propri di persona. La scelta onomastica affonda le sue radici nella poetica pirandelliana, nel suo relativismo, nel pedissequo contrasto tra forma e realtà e tra persona e personaggio. L’uomo moderno è investito da una profonda crisi d’identità. L’autenticità della vita è costantemente messa a rischio dai meccanismi sociali che imprigionano l’uomo in una rete di convenzioni ed infigimenti e gli impongono l’identità fittizia di una maschera. Due sono le maschere: una indossata da noi e l’altra imposta da chi ci osserva. Da uno si diventa centomila e infine nessuno. Si smette di essere persona e ci si confina ad essere personaggio con una propria forma che si ripete indefessamente fino a giungere alla completa disgregazione dell’io. Il nome è tutto soprattutto quando si è convinti di vivere come personaggi.

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Vittorio Sereni e T.S. Eliot: un’affinità poetica inesplorata

Sereni e Eliot

Quella di Vittorio Sereni è una delle voci più rappresentative del panorama letterario novecentesco in Italia. Inquieta e irrisolta, la sua opera poetica registra i movimenti (intimi e non) che accompagnano il prepararsi del secondo conflitto mondiale, gli anni della guerra e il periodo postbellico. Chiamato alle armi nel 1941, nel luglio del '43 viene fatto prigioniero a Trapani dalle truppe Alleate insieme al suo reparto e trasferito in Nord Africa : iniziano così due anni esatti di prigionia (24 luglio 1943-28 luglio 1945), che Sereni trascorre tra Algeria e Marocco, perennemente attanagliato dalla sensazione di essere stato tagliato fuori dalla Storia, dalla giovinezza e dalla vita.

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Hannah Arendt e Martin Heidegger: l’intenso legame sentimentale tra i più grandi pensatori del ‘900

Arendt

Hannah, la riconciliazione è qualcosa che nasconde in sé una ricchezza che noi dobbiamo diffondere fino alla svolta in cui il mondo oltrepassa lo spirito della vendetta. Così scrive Martin Heidegger da Messkirch ad Hannah Arendt, il 6 maggio del 1950. Ci sono voluti oltre vent’anni di silenzio perché il filo spezzato di quell’antico affetto si riannodasse su iniziativa di Hannah stessa. Il carteggio epistolare fra i due amanti, conosciutisi all’università di Marburg nel 1925, quando un trentaseienne professore, sposato e con due figli, restò incantato dall’intelligenza di un’allieva diciannovenne, molto restituisce di quello che fu una relazione nata sul canovaccio di un amore irrealizzabile, tanto distanti apparivano fra loro.

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Il fantastico nei racconti di Massimo Bontempelli: da ‘La scacchiera davanti allo specchio’ a ‘Eva ultima’

Bontempelli

In particolare sono due i generi affrontati da Bontempelli che più hanno risentito dell’influenza del fantastico, il meraviglioso fiabesco delle Due favole metafisiche e i racconti. Quali sono i procedimenti narrativo-retorici e i sistemi tematici che dimostrano l’influenza di tale modo sui diversi generi? Attingendo ai contributi di Ceserani, sarà importante illustrare ora gli elementi specifici più ricorrenti del modo fantastico.

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Tre scrittrici del ‘900: Lalla Romano, Elsa Morante, Anna Maria Ortese e l’amore per ciò che è semplice

Lalla Romano

Lalla Romano, Elsa Morante ed Anna Maria Ortese, nate all'inizio del secolo, appartengono a questo gruppo di donne: generazione che trascorse la loro infanzia, fanciullezza e maturità tra le due guerre e sotto il fascismo. Autonome e di voce propria, consolidata la loro formazione durante questo periodo, s’affermarono pienamente come scrittrici durante il secondo dopoguerra. Furono testimoni dei diversi cambiamenti sociali e del conseguente ingresso delle donne nei vari settori del lavoro, esito in parte di una sorgente civiltà industriale e di motivazioni ideologiche tra cui il movimento di protesta del ’68.

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Le città invisibili di Calvino e il viaggio come fuga dalla realtà

Calvino

Italo Calvino è senza dubbio uno degli scrittori più inesauribili e apprezzati del '900. Personalità di enorme rilevanza artistica, sociale nonché politica e infaticabile ricercatore della verità, si è posto spesso fuori dagli schemi non solo nella sperimentazione letteraria. A tal proposito uno dei suoi libri forse più apprezzati e conosciuti, insieme al Barone rampante e al Visconte dimezzato, è senz'altro Le città invisibili, romanzo pubblicato in prima edizione nel 1972 per gli editori Einaudi.

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L’io nei Prologhi di Vincenzo Cardarelli

Cardarelli

L'opera d'esordio di Vincenzo Cardarelli è totalmente incentrata sulla figura dell'io dell'autore, che si manifesta, più che attraverso il ricordo e la rappresentazione puntuale di fatti biografici realmente accaduti, mediante un'accurata riflessione sulla propria interiorità e sulla percezione della realtà esterna e dei rapporti umani che vi si svolgono, condotta con rigore logico e affidata a sentenze lapidarie e perentorie.

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