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Autori di successo

‘Viaggiatore solitario’: il beat, sentimentalismo e il mito hollywoodiano secondo Tondelli

viaggiatore

Viaggiatore solitario. Interviste e conversazioni 1980-1991 di Pier Vittorio Tondelli, pubblicato postumo nel 2021 dalla Bompiani, si apre con il “giovane scrittore” Tondelli con la sua altezza di 1,93, timido, dinoccolato e miope, che si destreggia nelle interviste con la sua aria comica e dalla parlata ricercata, usando anche delle citazioni di Rilke e Botho Strauss, senza però, definirsi “intellettuale”. Non è un intellettuale, semmai è “uno scrittore. punto e basta”. Il suo è un lavoro che lo porta a incubarsi nella sua solitudine, a stare con i suoi personaggi e la sua musica, non ci lavora tutti i giorni però, come Moravia. Conoscere Tondelli significa entrare nella sua sfera privata con la sua scrittura, del suo rapporto intimo con essa, l’unico oggetto che fa da scenografia durante la sua composizione,  è la musica di Lou Reed, Leonard Cohen e gli Smiths.

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‘Paura e disgusto a Las Vegas’ di Hunter S. Thompson. Tra i massimi esempi di gonzo journalism

Las Vegas

“Fear and Loathing in Las Vegas” è un romanzo rimasto alla storia come uno dei massimi esempi di gonzo journalism. Il suo autore, Hunter S. Thompson (1937-2005), è diventato leggenda per aver concepito un nuovo stile narrativo e per aver interpretato il ruolo del giornalista in modo completamente nuovo, sensazionale e lisergico.

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‘Cella’, i rapporti ossessivi secondo Gilda Policastro

policastro

Cella" (Marsilio, 2015) di Gilda Policastro implica prima di tutto una riflessione attenta sul linguaggio, sulla narrazione, sulla struttura del libro.  In poesia recentemente l' italianista si è distinta per le eavesdropping da cui ha ricavato le cosiddette "epifanie del quotidiano". Allo stesso tempo la sua poesia è poesia di ricerca e un nuovo tipo di poesia aforistica.

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‘Crossroads’, il nuovo (e già letto) romanzo di Franzen

Franzen

Di Jonathan Franzen (Western Springs, 1959), considerato, insieme a Colson Whitehead, Dave Eggers, Nathan Englander e Jonathan Safran Foer, fra gli esponenti di punta americani contemporanei, è appena uscito Crossroads, romanzo dal taglio moderno, dall'approccio naturalista che ha come sfondo il Midwest americano dove si dipanano le vicende e la dissoluzione di una famiglia.

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Irène Némirovsky, tra i casi letterari più potenti degli ultimi decenni

Némirovsky

Le sembrò tutto ambiguo, una fatalità, forse, ordita da un romanziere sadico. Il 2 febbraio del 1939 Irène Némirovsky si era fatta battezzare presso l’Abbazia di Sainte-Marie, l’anno dopo veniva censita come ebrea. La lettera inviata al maresciallo Pétain – “Inutile dire che non mi sono mai occupata di politica, avendo scritto opere puramente letterarie… mi sono impegnata al massimo per far conoscere e amare la Francia” – non aveva sortito effetto. Eppure, Irène Némirovsky, donna audace, d’intransigente bellezza, cruda, era tra gli scrittori più noti, in Francia. Da David Golder, uscito nel 1929 per Grasset, era stato tratto un film di successo – passato, in Italia, come “La beffa della vita” – girato da Julien Duvivier.

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‘Némésis Médicale’ di Ivan Illich. “L’eliminazione del dolore, dell’infermità, delle malattie e della morte è un obiettivo nuovo che fino ad ora non aveva mai servito come linea di condotta per la via di una società”

morte

L’umanità è la sola specie vivente i cui membri hanno coscienza di essere fragili, parzialmente infermi, soggetti a dolore e votati alla cessazione radicale, ovvero alla morte. Solo l’uomo può soffrire ed essere malato.  La capacità d’essere cosciente del dolore fa parte di quella adattazione autocritica all’ambiente che chiamiamo la salute dell’uomo. La salute è la sopravvivenza in un ben-essere che sappiamo relativo ed effimero. È la possibilità di vita [viabilité] dell’animale sprovvisto d’istinto, possibilità che deve essere mediata dalla società.

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‘Nemico, amico, amante’. Lo sguardo profondo e il vitalismo disperato del premio Nobel Alice Munro

Munro

Nemico, amico, amante, della scrittrice canadese Alice Munro, premio Nobel per la letteratura 2013, è una raccolta di 9 racconti. C'è del vitalismo più o meno disperato nei racconti della Munro, che ha un tipo di scrittura che riesce ad aderire alla vita. Coincide, corrisponde perfettamente senza espedienti ed infingimenti. Riesce a coinvolgere il lettore con la sua scrittura. Riesce a parlare con il cuore in mano. Uno dei maggior pregi nei testi è l'immediatezza, la scorrevolezza. La scrittrice ha uno sguardo profondo e partecipe sulla condizione umana, è una indagatrice della natura umana. Il suo stile è asciutto e impeccabile. Ogni suo racconto è un microcosmo.

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Sylvia Plath, all’asta i suoi cimeli. Uccidono la poetessa preferendole la casalinga tormentata e tradita

Sylvia Plath

C'è qualcosa di morboso e mortifero riguardo a quello che sta accadendo intorno alla figura della poetessa Sylvia Plath. Il pubblico di vampiri che non si limita a succhiare la vita altrui – gargarismo infame – ma a insistere sui morti, a mordere gli spettri, a masticarli, a leccarli, in un incestuoso incrocio di crudeltà, viltà, denaro. La notizia è stata data con fioritura di trombe dai tromboni dell’informazione: il 9 luglio prossimo Sotheby’s batte un mucchio di “oggetti intimi” di Sylvia Plath, la grande poetessa morta suicida, con la testa nel forno (particolare non trascurabile per chi smercia in agiografie), nel febbraio del 1963.

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