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Autori di successo

‘Nemico, amico, amante’. Lo sguardo profondo e il vitalismo disperato del premio Nobel Alice Munro

Munro

Nemico, amico, amante, della scrittrice canadese Alice Munro, premio Nobel per la letteratura 2013, è una raccolta di 9 racconti. C'è del vitalismo più o meno disperato nei racconti della Munro, che ha un tipo di scrittura che riesce ad aderire alla vita. Coincide, corrisponde perfettamente senza espedienti ed infingimenti. Riesce a coinvolgere il lettore con la sua scrittura. Riesce a parlare con il cuore in mano. Uno dei maggior pregi nei testi è l'immediatezza, la scorrevolezza. La scrittrice ha uno sguardo profondo e partecipe sulla condizione umana, è una indagatrice della natura umana. Il suo stile è asciutto e impeccabile. Ogni suo racconto è un microcosmo.

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Sylvia Plath, all’asta i suoi cimeli. Uccidono la poetessa preferendole la casalinga tormentata e tradita

Sylvia Plath

C'è qualcosa di morboso e mortifero riguardo a quello che sta accadendo intorno alla figura della poetessa Sylvia Plath. Il pubblico di vampiri che non si limita a succhiare la vita altrui – gargarismo infame – ma a insistere sui morti, a mordere gli spettri, a masticarli, a leccarli, in un incestuoso incrocio di crudeltà, viltà, denaro. La notizia è stata data con fioritura di trombe dai tromboni dell’informazione: il 9 luglio prossimo Sotheby’s batte un mucchio di “oggetti intimi” di Sylvia Plath, la grande poetessa morta suicida, con la testa nel forno (particolare non trascurabile per chi smercia in agiografie), nel febbraio del 1963.

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‘Yoga’: il male di vivere secondo Emmanuel Carrère in un romanzo che non parla, per fortuna, di yoga

Yoga

Avrebbe dovuto intitolarlo Tai chi, ma si sa, lo yoga attira molto di più, è più famoso. L’idea di Carrère, in effetti, era proprio quella di scrivere un libro sullo yoga, anzi, “un libro arguto e accattivante sullo yoga”, che si sarebbe dovuto intitolare “L’espirazione”. Perché questa scelta? Perché Carrère pratica da trent’anni, tra alti e bassi, nonostante lui stesso si definisca un “meditante della domenica”, e perché lo yoga vende e tira di brutto.  Infatti questo libro sta vendendo molto bene, tutti ne parlano, Carrère può esserne contento, lui e il suo ego enorme (se lo dice da solo, da sempre, ne è consapevole) anche se soffre per non essere famoso e acclamato come Michel Houellebecq, che infatti dice spudoratamente d’invidiare. 

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‘La spirale dell’estate’, il nuovo romanzo di spionaggio di Enzo Verrengia

estate

La spirale dell'estate è il nuovo romanzo dello scrittore  Enzo Verrengia, autore di testi teatrali, di cabaret e sceneggiature per gli albi di Martin Mystère. Collabora con La Gazzetta del Mezzogiorno, Conquiste del Lavoro e La Verità. Verrengia ha pubblicato i racconti comici de La notte degli stramurti viventi, editi in digitale da Delos Books, per la quale ha firmato anche Lo scritto di sangue (2018), e la trilogia Morte a Venezia (2019), Il mondo finisce a Berlino (2020) e Finale di caccia (2021). Con lo pseudonimo di Kevin Hochs ha firmato per la collana “Segretissimo” di Mondadori i romanzi di spionaggio Sandblast (2008), Sturmvogel (2011), Targeting (2014) e Watchdog (2015). Ha rivisitato Stevenson con L’eredità di Hyde (PIEMME, 2013). Suoi i saggi Divora il prossimo tuo (Avagliano, 2004), Complottario (Avagliano, 2006) e Millennial (Pellegrini, 2017)

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Clemens Setz: ‘La letteratura è telepatia”

clemens setz

Clemens Setz è uno scrittore austriaco nato a Graz nel 1982 e si conferma come tra i più interessanti autori nel panorama letterario europeo. Clemens costruisce narrazioni avvincenti incastonando in esse dei mini-saggi rivitalizzando il romanzo-saggio, genere che raggiunse la piena maturità in Austria e Germania nel periodo tra le due guerre  nonché cruciale per una rinnovata comprensione non solo della storia letteraria europea ma anche della varietà dello spettro morfologico e simbolico del modernismo.

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Ricordando Thomas Mann, mediatore tra Vita e Spirito

umanesimo

Thomas Mann (6 giugno 1875 - 12 agosto 1955) ha inscritto la propria complessa letteratura nel territorio della vita, in cui tutti noi ci riconosciamo, perché è un territorio ermetico, tra non-essere-ancora e non-essere-più. Di questo regno intermedio, demonico, mutevole, l’arte si fa espressione, a volte anche contro le taglienti pretese dello spirito.

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Quando Bukowski in una sua poesia diceva: ‘l’uomo di oggi è merce deperibile’

Charles Bukowski

Bukowski dissacra il sogno americano. La sua è una critica feroce all’America benestante, puritana, conservatrice; una presa di posizione destabilizzante nei confronti dell’America del consumismo e del conformismo. Ce lo dice senza giri di parole in una sua poesia: l’uomo di oggi è merce deperibile. Lo scrittore americano è un ribelle solitario, che svela il grottesco della società a stelle e strisce; è per questa ragione che in America è rimasto sempre underground ed invece in Francia ed in Germania ha avuto grande successo. Bukowski svela gli scheletri dell’armadio della rispettabilità borghese. I personaggi dei suoi libri sono assurdi e la loro grama esistenza può apparire talvolta al lettore insensata e vuota.

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Tondelli, il rifiuto di ogni ideologia

Tondelli

Pier Vittorio Tondelli muore di aids nel 1991 a soli 36 anni ed è stato scrittore prolifico e famoso, viaggiatore instancabile ed acuto osservatore delle mode e dei costumi degli anni ottanta. E’ ancora difficile fare un bilancio obiettivo sulla sua opera. Tondelli esordisce nel 1980 con “Altri libertini”, sequestrato per oscenità e poi assolto con formula ampia.

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