Un romanzo teso, elegante e psicologico, costruito con quella “calma interiore” che Chandler trovava irresistibile. Holding non punta sull’azione, ma su un crescendo di inquietudine domestica che cattura chi ama Patricia Highsmith, Celia Fremlin, Shirley Jackson.
“Qualcuno, in Inghilterra, pubblica Elisabeth Sanxay Holding? A mio parere è la più grande scrittrice di suspense.” — Raymond Chandler
Jacob Duff sembrerebbe un uomo specchiato, solido e di indiscutibile successo: quarantadue anni, una posizione di rilievo nella buona società di New York, l’eredità designata di una ricca zia e una splendida moglie di ventuno anni, Reggie, ex modella che lo ama sinceramente ed è devota alla famiglia. Eppure, dietro questa impeccabile facciata borghese, si nasconde un animo debole, roso da un risentimento viscerale, dall’insicurezza e da un grave alcolismo che l’uomo si ostina sistematicamente a negare a se stesso.
L’insoddisfazione cronica e la vanità ferita di Jacob si trasformano presto in un’ossessione tossica contro la giovane moglie. Ogni gesto innocente di Reggie viene vissuto come un insulto alla propria rispettabilità; ogni silenzio diventa una prova di colpa. In un crescendo paranoico amplificato dai fumi dell’alcol, Jacob comincia a distorcere la realtà e a ordire un complotto per liberarsi di lei e distruggerne la reputazione. Ma il tentativo di manipolare gli eventi si trasformerà in una trappola mortale in cui Jacob finirà per diventare vittima dei suoi stessi inganni e dei ricatti spietati del suo ex autista, Gerald Nolan.
Più che sui tradizionali meccanismi dell’indagine poliziesca o sulla ricerca del colpevole, Holding costruisce un noir claustrofobico tutto incentrato sulla psicologia dei personaggi, dove la trama si sviluppa in modo organico direttamente dalle nevrosi e dalle debolezze del protagonista. Il lettore assiste impotente e ipnotizzato al progressivo degrado morale e mentale di un uomo che, pur avendo tutto — soldi, prestigio e affetto —, decide di scivolare verso l’autodistruzione.
Un’opera magistrale che unisce il ritmo serrato della suspense a una spietata critica sociale dell’ipocrisia borghese dell’epoca, arricchita da un finale drammatico che scuote le fondamenta della giustizia.
L’autrice
Elisabeth Sanxay Holding (1889–1955), newyorkese, visse tra Sud America e Bermuda al seguito del marito diplomatico. Dopo sei romanzi romantici negli anni Venti, trovò la sua vera voce nel giallo psicologico: tra il 1929 e il 1954 pubblicò diciotto romanzi e numerosi racconti su riviste come Alfred Hitchcock’s Mystery Magazine. Chandler la considerava “la migliore scrittrice di suspense in assoluto”.
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