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Antonio Spoletini, la “faccia giusta” per il cinema: ‘il cinema è seduzione e che la seduzione ha un limite’

spoletini

Il nome di Antonio Spoletini probabilmente ai più non dirà nulla, ma Spoletini, protagonista del docufilm Nessun nome nei titoli di coda, diretto da Simone Amendola, ci racconta l'indimenticabile cinema dei grandi maestri, quegli aspetti fondamentali ma che sono sconosciuti; perché dietro le grandi star e i grandi registi c'è un universo di uomini e donne indispensabili per la riuscita dello spettacolo.

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‘Gustose visioni’ ricorda Ugo Tognazzi con il film Amici Miei al Cinema San Quirico

amici miei atto 1

Domenica 27 Ottobre per celebrare l’anniversario della morte di Ugo Tognazzi non poteva mancare il film che lo ha reso immortale nel ruolo del Conte Mascetti con Amici Miei Atto I, uno dei capolavori della commedia italiana di tutti i tempi. Doppia proiezione alle ore 18.00 ed alle ore 21.00 accompagnata da un bicchiere di vino rosso e sformato di maccheroni della Carmen.

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Addio a Franco Zeffirelli, regista al servizio dell’opera lirica e della letteratura

Franco Zeffirelli

Gian Franco Corsi Zeffirelli, regista e sceneggiature lirico e raffinato, votato alla forma e all'estetica, è stato anche senatore della Repubblica, eletto nelle file di Forza Italia. Zeffirelli vinse numerosi David di Donatello per film quali "Fratello Sole e Sorella Luna" e "Amleto", con "Romeo e Giulietta" vinse anche un Nastro d’Argento. Su iniziativa del presidente della Repubblica nel 1977 fu nominato Grand Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. A suo nome a Firenze è intitolato un museo-fondazione curato dal figlio, Pippo Zeffirelli, che si trova in piazza San Firenze, e che contiene al suo interno oltre 250 fra oggetti e cimeli legati alla sua carriera artistica.

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‘Il primo re’: il nostro passato mitico e primordiale nel capolavoro, recitato in protolatino, di Matteo Rovere

Il primo re

“Tremate, questa è Roma!”. Succede raramente e nell’odierno cinema italiano quasi mai che all’audacia di un film corrisponda quella di coloro che l’hanno realizzato. “Il primo re”, in questo senso, è un titolo inedito perché affronta una prova ad altissimo coefficiente di rischio e la vince con uno sfoggio a tutto schermo di personalità stilistica, originalità culturale e vigoria spettacolare: ambientato in un passato primordiale di cui, peraltro, riusciamo a riconoscere la matrice antropologica e culturale, sceneggiato dal regista e coproduttore Matteo Rovere con Filippo Gravino e Francesca Manieri

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‘Euforia’: l’ellittico film di Valeria Golino che parla della lotta alla sopravvivenza

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Alla seconda prova dietro la macchina da presa (cinque anni dopo “Miele”), Valeria Golino si conferma dotata di una mano ferma e intensa nonché, com’è in fondo logico, assai sensibile e inclusiva nel rapporto con gli interpreti. “Euforia”, in effetti, è un film fragile e sommesso e limitandosi a soppesarne la trama anche un po’ scontato, ma il limite complessivo può tramutarsi in pregio qualora serva a fare convergere tutta la luce emotiva sull’ammirevole duetto dei protagonisti.

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Dannunzianesimo tragico e gusto per la ricercatezza nei film ‘aristocratici’ di Luchino Visconti

visconti

Nel marzo del 1976, dopo aver visionato il primo montaggio del suo ultimo film: L’innocente, tratto dal celebre romanzo di Gabriele d’Annunzio, si spegneva a Roma, Luchino Visconti di Modrone, Nobile dei duchi, Duca di Grazzano Visconti, Conte di Lonate Pozzolo, Signore di Corgeno, Consignore di Somma, Consignore di Crenna, Consignore di Agnadello, Patrizio Milanese. Questi i suoi titoli nobiliari. Non è affatto superfluo, come qualcuno potrebbe pensare, ricordare chi fosse e da dove provenisse il regista milanese, perché il tempo della scienza, misurabile, regolare, rettilineo non esaurisce mai il tempo della durata, composto da ricordi e interiorità, come ci avrebbe insegnato Bergson e come ce lo ha rivelato nel suo capolavoro de La recherche, Marcel Proust.

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Matteo Garrone, regista di ‘Dogman’: nel mio film niente localismi di comodo

Garrone

Matteo Garrone, sublime pittore di anime, non colleziona interpretazioni del mondo, bensì l’esplora e l’investiga nei recessi più oscuri correndo il rischio temuto da Nietzsche: “E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”. Stretto alla nostra città da legami profondi (napoletana è la ex compagna Nunzia madre del figlio Nicola) e all’enclave di Castelvolturno da vincoli artistici altrettanto forti, Garrone e il protagonista di “Dogman” Marcello Fonte domani saluteranno il pubblico del Metropolitan alle 20,30 e quello del Bristol Pinetamare del Villaggio Coppola alle 23.15.

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In morte di Ermanno Olmi, filmaker totale, estremista della semplicità, cantore di contadini e operai

Olmi

Un estremista della semplicitá, il poeta dei contadini e degli operai, il narratore più umanamente coinvolto con i suoi personaggi. Il cinema italiano piange Ermanno Olmi, scomparso ieri a 86 anni, con la consapevolezza di avere perduto un autore insostituibile non solo per il talento e la versatilitá, ma soprattutto per le radici, la formazione, la coerenza e la moralitá con cui ha contrassegnato oltre cinquant’anni di carriera: rincorrendo e realizzando, infatti, i sogni del giovane cinèfilo bergamasco, poi ragazzo della milanese Bovisa e infine adottato altopianese d’Asiago, Olmi è stato in grado di rappresentare da un’angolatura inconfondibile sia la progressiva sparizione dei valori della cultura cattolica contadina, sia il travaglio delle mutazioni e le omologazioni subite dal proletariato ubano. Se nel giorno della scomparsa è normale che i media tramandino l’alto profilo professionale dell’Olmi insignito di una Palma d’oro, due Leoni veneziani e un’infinitá di David e Nastri, è indispensabile ricordare che la sua strada non è stata spianata sin dall’inizio perchè all’epoca dell’esordio al crepuscolo dei ’50 fino alla consunzione nell’estremismo dello tsunami sessantottino il suo identikit è stato tenuto in sospetto d’ambiguità e non era affatto scontato per i cineclub programmare la tenera storia d’amore di Il posto invece della Corazzata Potemkin o Il posto delle fragole.

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