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Alessia Pizzi

‘La poesia non può ferirmi’, la nuova raccolta poetica di Alessia Pizzi

La poesia non può ferirmi (Eretica Edizioni, collana Quaderni di poesia) è la nuova raccolta di Alessia Pizzi, filologa classica, giornalista e fondatrice del progetto culturale poetessedonne.it.

In un tempo dominato dalla velocità, dall’esposizione continua e dalla cultura della prestazione, la raccolta restituisce alla poesia la sua funzione più autentica: diventare uno spazio di contemplazione, ascolto e trasformazione del vissuto.

Alessia Pizzi

I testi attraversano amore, perdita, desiderio, memoria e rinascita. Il dolore non viene negato né idealizzato, ma osservato da una distanza che permette alla parola poetica di trasformarlo in esperienza condivisibile. La poesia diventa così insieme conforto ed esorcismo, luogo in cui ciò che è stato può essere raccontato senza continuare a ferire.

L’immaginario della raccolta dialoga costantemente con la tradizione classica. Figure come Saffo, Medea, Dafne, Narciso e Omero convivono con la contemporaneità, creando un ponte tra memoria culturale e sensibilità presente. Accanto ai riferimenti mitologici e letterari emergono temi profondamente attuali: la fragilità delle relazioni, la costruzione dell’identità femminile, il corpo, il desiderio, la perdita e il bisogno di trovare un linguaggio per nominare ciò che resta.

La raccolta non si limita alla dimensione privata dell’esperienza amorosa. In testi come Giulia, dedicato a Giulia Cecchettin, la parola poetica si apre alla dimensione civile, interrogando il rapporto tra memoria, violenza e rappresentazione femminile. Il dialogo con la tradizione classica diventa così uno strumento per leggere il presente e le sue ferite.

Tra i testi più rappresentativi della raccolta figurano Ladra di tempo, scelta anche per la copertina del volume, Fantasmi dell’universo, Serva d’amore, Disarmata e Bambine mie, poesie che mostrano le diverse sfumature della scrittura di Alessia Pizzi: dalla riflessione intima alla tensione civile, dall’eros alla memoria, fino alla ricerca di una voce femminile consapevole e autonoma.

Ladra di tempo

Ti ho visto arrivare
ladro di tempo
la mattina in cui non ti ho mai cercato.
Ti ho visto entrare
ed era già tardi, troppo tardi, per chiudere a chiave.
Ti ho visto spogliare
il mio scheletro di bambina
Ti ho visto dare
un nome al mio seme di donna.
Potrei dire che mi hai derubata,
ma so quello che ho donato.
Potrei dire che mi hai avvelenata,
ma so quello che ho bevuto.
Che darei per sbagliare di nuovo
la vita giusta in quelle tue braccia,
brinderei con la saliva
leccando ancora l’ultimo istante
io, ladra di tempo, famelica delle
tue maestose briciole.

L’autrice

Alessia Pizzi è filologa classica, giornalista e consulente di digital marketing. Il suo lavoro si sviluppa all’incrocio tra cultura, letteratura e comunicazione digitale.

Dai suoi studi sulle scritture femminili nasce poetessedonne.it, il primo sito italiano dedicato al censimento delle poetesse assenti dai libri di scuola. Ha pubblicato il corto teatrale Qualcuno si ricorderà di noi, in cui Google risveglia tre poetesse dimenticate dalla storia con l’aiuto di Saffo, e la silloge Poesie sul tavolo, successivamente tradotta anche in lingua rumena.

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