I miti greci, I coatti supereroi ellenici” (Edizioni Efesto) è la nuova opera di Marcello Mariano. Il volume si propone come un’esplorazione viva, coinvolgente e profondamente attuale del patrimonio mitologico dell’antica Grecia, dimostrando come le storie degli dei e degli eroi ellenici continuino a parlare direttamente al nostro presente.
Ad arricchire l’opera è la stimolante Prefazione a cura di Vincenzo Fata, che offre una chiave di lettura originale sull’opera, mettendo in luce un filo conduttore inaspettato quanto potente: la ricerca dell’inclusività e la rappresentazione della diversità attraverso i secoli.
La narrazione mitologica nasce da sempre come materia viva, orale, mutevole e profondamente legata al presente di chi la racconta. Nel corso dei secoli, tuttavia, la cultura classica è stata spesso ingessata in una rigida cornice accademica, trasformandola in un patrimonio percepito come distante, “alto” o destinato esclusivamente agli specialisti.
Il valore fondamentale dell’opera di Marcello Mariano risiede nell’operazione opposta: la desacralizzazione del mito attraverso il registro ironico e il linguaggio dialettale.
L’uso del registro “coatto” e la reinterpretazione in chiave romana infatti non sono meri espedienti comici, ma un potente strumento di democratizzazione culturale. Trasformare gli dei dell’Olimpo nei “coatti supereroi ellenici” restituisce alle figure mitiche quella componente di visceralità, difetto e passione che le caratterizzava originariamente. Gli dei greci non erano modelli di virtù morale, ma proiezioni amplificate delle miserie e dei desideri umani: capricciosi, vendicativi, guidati dall’impeto. L’ironia smaschera questa natura e rende il mito immediatamente accessibile anche a chi vive la classicità con timore reverenziale.
Dall’Olimpo alle strisce a fumetti: il filo rosso della rappresentazione
Come evidenziato nel testo introduttivo firmato da Fata, uno dei temi più dibattuti nell’ambito dell’intrattenimento contemporaneo — in particolare nel cinema e nella serialità televisiva — riguarda la necessità di offrire una rappresentazione equa, inclusiva e priva di stereotipi. Tuttavia, lo sguardo dell’autore e il contributo prefatorio dimostrano come la pluralità e la complessità dell’esperienza umana fossero concetti tutt’altro che estranei già nell’antichità classica.
La mitologia ellenica e la letteratura latina abbondavano di dinamiche che oggi accostiamo al mondo della comunità LGBTQ+. Dalle metamorfosi della dea Atena, solita manifestarsi ai propri protetti sotto sembianze maschili, fino al celebre racconto di Orfeo nelle Metamorfosi ovidiane — descritto come pioniere di un affetto e di una sensibilità staccati dai canoni tradizionali del suo tempo —, la narrazione mitologica si rivela un bacino inesauribile di fluidità e rappresentazione.
Questa funzione mitopoietica ed inclusiva ha trovato la sua naturale prosecuzione nel corso del Novecento all’interno di quello che può essere considerato il vero mito moderno americano: il fumetto supereroistico. Il parallelo tracciato nella prefazione evidenzia come figure iconiche dei fumetti abbiano ereditato lo stesso ruolo sociale dei miti classici.
L’età degli eroi, come detto, è figlia de quella precedente, ed è figlia nel vero senso della parola perché cioè quello se scopa quella e nasce l’eroe cazzuto che fa l’Avenger della situazione e boom baby, se so creati i semidei. E poi? Età der fero, e ce stamo noi che non contamo un cazzo ed Elon Musk che ci guarda dall’alto. Differenze mitologia greca e romana. Una roba importante è capì le differenze tra Roma e Atene, e non se parla de calcio perché pure sticazzi.
L’ironico libro in dialetto romano di Marcello Mariani si inserisce in questo solco, offrendo un punto di vista fresco e dinamico che restituisce agli dei e agli eroi dell’antichità la loro tridimensionalità umana. Un’opera fondamentale sia per chi desidera approcciarsi per la prima volta alla mitologia classica, conoscerla e iniziare a studiarla, sia per chi vuole scoprirne le connessioni intime con i linguaggi pop della cultura contemporanea.
Tra i capitoli più godibili segnaliamo: Giove e Tinia, Giano, Atena e Medea. Acuti sono poi u riferimenti colti alla psicoanalisi e alla letteratura classica.
Come insegnano la pedagogia e la sociologia della cultura, l’apprendimento passa primariamente attraverso il coinvolgimento emotivo. Il gioco e la risata non sminuiscono la serietà del contenuto, ma ne garantiscono la persistenza nella memoria. Leggere di Zeus o di Atena attraverso una lente umoristica attiva una familiarità immediata: il lettore non studia più una materia morta, ma ascolta la storia di personaggi vivi, imperfetti e vicini alle dinamiche quotidiane.
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