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Merce e follia romanzo

“Merce e follia”, incontro con l’autore Dario Piccirilli

Un nuovo romanzo fantascientifico, a dicembre nelle librerie italiane ed online. Si tratta di  Merce e follia di Dario Piccirilli, ambientato nella città de l’Aquila, questa volta destinato ai giovanissimi che amano del tipo psicologico, che non trascura di mettere in guardia il lettore con colpi di scena, suspense, e sorprese continue. E che tira in ballo una prolifica mescolanza di generi (quali fantascienza-psicologia-horror-thriller) che si amalgamano felicemente. Se siete under 20 e volete risvegliare l’energia vertiginosa dell’adrenalina che vi accende ogni qualvolta che guardate un film di Dario Argento, se desiderate viaggiare in un ‘trip’ cerebrale, alla scoperta dei recessi della mente umana, accomodatevi; il libro fa al caso vostro.

 

Le fonti di ispirazione? Ogni scrittore è anche un famelico lettore, e in questo caso, non possiamo certo dire il contrario.

I miei modelli letterari? Ne cito tre: Philip K. Dick è il mio preferito, in quanto a fantasia e lungimiranza li batte tutti. Jostein Gaarder è un altro grande scrittore, con cui cerco di rapportarmi in termini di stile e semplicità di scrittura. Richard Matheson è un buon riferimento per i romanzi horror, specie per i punti di alta suspense. Infine, in campo cinematografico Christopher Nolan è il mio regista preferito.

Certo, ma come mai il thriller? Perché non un altra tipologia di romanzo?

Non ho molta scelta sul genere da scrivere, penso che ognuno debba scrivere ciò che sente suo e credo avvenga naturalmente. E’ come se il romanzo avesse scelto me e non il contrario. Io sono un tipo introverso, attratto dall’ambiguità, dai tempi lontani dal presente, dai sentimenti e dalla mente umana. Oggi ciò che riuscirei a scrivere sarebbero solo romanzi psicologici o fantascientifici, sono le storie che riescono ad emozionarmi maggiormente.

L’Aquila resta ancora oggi una città travagliata dagli eventi sismici e violentata dalla politica, dalle bugie e che, ancora oggi, porta in alto i segni del post-sisma del 2009. Ma, proviamo a capire com’è nata quest’opera e di che cosa parla realmente. Non si tratta solo di battere i denti per la paura, o le gambe per il gelo aquilano. Scherzi a parte, c’è molto di più dietro il velo dell’horror/thriller. Per esempio, la filosofia orientale, di cui l’autore è fedele, appassionato conoscitore. Il terremoto. La paura, ma anche l’emozione. Sì, perché l’autore ci ha raccontato che per lui, scrivere significa emozionarsi. Non potrebbe mai dedicarsi ad un genere diverso, in quanto la scrittura, è per Dario diretta sì a chi legge ma anche a colui il quale, scrivendo, partorisce mondi, universi paralleli altrimenti inesplorabili ed inconoscibili. Colpisce la sua ansia felice di darsi, manifestare agli altri la propria creatività serbata fino a questo punto, come per donarla in modo dirompente, eccentrico. Ancora, c’è la ricerca, lo scandaglio e la voglia di essere (e non sembrare!) diversi. Ciò implica in un certo senso il coinvolgimento attivo del lettore, che tenta di migliorare e diventare un’altra persona. E’ Dante a vivere le vicende ma sarà il lettore a fare i conti, anche grazie alle tecniche adoperate dal narratore, con i propri dubbi, incertezze, scivolando in una complessa auto-identificazione nel protagonista.

Ma tornando al romanzo, cosa comunica davvero? La perdita della certezze, sabbie mobili per gli scettici, di tutti i sistemi prestabiliti di una vita che, invece, giocherà a dadi con il protagonista. Non vi sveleremo che un assaggio della intricata storia che ha per protagonista lo studente all’Accademia delle Belle arti: Dante. Il giovane si troverà, dopo aver sperimentato la drammaticità del terremoto, a combattere con i suoi dubbi, riflessioni tortuose ad angoscianti sul futuro. In realtà la storia di Dante è doppia; chissà forse la doppiezza coincide con l’intensa ricerca di un alter ego spazio-temporale del narratore. Una persona-personaggio che è uguale, simile, affine a te, come in uno dei mondi possibili raccontati dai filosofi contemporanei. Dall’altra parte del romanzo c’è Evan, taglialegna del XIV secolo. Non si può dire altro.Per capire qualcosa in più sul romanzo, dal titolo direi assai suggestivo e stimolante la fantasia, ci siamo rivolti direttamente a Dario.

Il genere di romanzo che prediligo è il fantascientifico e lo psicologico; adoro la filosofia, per di più quella orientale e non mi dispiace mettere un pizzico di stile horror-thriller. In “Merce e follia” credo di aver inglobato tutti questi tratti, cerco di confondere il lettore e costringerlo a farsi delle domande sulla vera natura di quel che sta leggendo.

 

Ma chi è Dario Piccirilli? Ecco come l’autore parla di se e della gestazione di Merce e follia, dopo la tipica “crisi del foglio bianco”:

Dopo tre anni, dopo il terremoto ed un altro evento che mi ispirò sulla trama, ripresi lo scritto e lo finii dopo un anno, ricordo ancora il giorno, il 25 dicembre 2013, un giorno di grande sollievo! Non ho molta scelta sul genere da scrivere, penso che ognuno debba scrivere ciò che sente suo e credo avvenga naturalmente. E’ come se il romanzo avesse scelto me e non il contrario. Io sono un tipo introverso, attratto dall’ambiguità, dai tempi lontani dal presente, dai sentimenti e dalla mente umana.

Come e quando nasce l’opera? Anche dall’esperienza diretta di Dario, ennesimo testimone della tragedia che si è abbattuta sul territorio aquilano. Fantascientifico ed eclettico, dunque Dario Piccirilli. Così si definisce, specificando di aver scelto un linguaggio semplice e chiaro, senza troppi fronzoli o belletti, perché, spiega, le tematiche trattate sono già troppo capillari, nevralgiche e non necessitano di ulteriori complicazioni. Sono le dinamiche della storia: dell’intreccio ingarbugliatissimo, grazie anche alla messa in atto di flashback e flashforward.

Non ci resta perciò che attendere l’uscita del romanzo, prevista entro il prossimo 20 dicembre, e dare il nostro in bocca al lupo a Dario Piccirilli, augurandogli una lunga carriera.

Merce e follia da dicembre in alcune librerie e online, disponibile anche in e-book.

 

di Donatella Conte 

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