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“Atlante intimo”, edito da Apalos. Viaggio nella memoria domestica

Storie intime di vita quotidiana, storie di introspezione femminile, storie di relazione con lo spazio domestico che abitiamo, respiriamo, viviamo. Questo è Atlante Intimo, edito dalla giovane e raffinata casa editrice Apalós, che si configura non come una semplice antologia di racconti, ma come un’operazione letteraria di alta precisione chirurgica che seziona l’ambiente domestico per rivelarne l’anima, spesso inquieta.

Il volume raccoglie i contributi di cinque tra le voci più interessanti della narrativa italiana contemporanea: Viola Di Grado, Veronica Galletta, Anna Mallamo, Bianca Fenizia e Giusi Arimatea.

atlante intimo

Le pagine di Atlante intimo sembrano pervase dall’anima tormentata di Virginia Woolf: una scrittura polifonica caratterizzata da un’attenzione particolare alla psicologia e alla interiorità, muovendosi tra poesia e riflessione filosofica, tra visione interiore e critica sociale.

Il punto di partenza è chiaramente bachelardiano: la casa non è fatta di mattoni, ma di strati di memoria e proiezioni psicologiche. Ogni autrice si appropria di una “stanza”, trasformandola in un osservatorio privilegiato sui segreti umani:

La Cucina: lontana dall’essere solo il luogo del nutrimento, diventa il focolare dove si tramandano genealogie e si consumano eredità silenziose.

Il Salotto: descritto come il teatro delle convenzioni, la “gabbia” dove mettiamo in scena la versione pubblica di noi stessi.

La Camera da Letto: il luogo delle fratture, dove l’intimità si scontra con il non detto.

Il Bagno: forse lo spazio più potente della raccolta, visto come uno specchio oscuro, il luogo della solitudine più nuda e del confronto con l’ombra, con la parte oscura di se.

Il Giardino: l’unico spazio esterno, simbolo di una crescita interiore che cerca di mettere radici nonostante tutto.

La cifra di Atlante Intimo risiede nell’eterogeneità delle sue autrici, che riescono però a mantenere una coerenza stilistica altissima. Passiamo dalle atmosfere oniriche e quasi gotiche di Viola Di Grado alla precisione ingegneristica e sentimentale di Veronica Galletta, fino alla lucidità giornalistica di Anna Mallamo.

Mistero, visione, inconscio si intrecciano con il desiderio di ordine e chiarezza, non solo esistenziale ma perfino linguistico: lo stile del libro infatti oscilla tra il ricercato, il poetico, e l’analisi giornalistica per dare il giusto colore ai concetti di identità, memoria, psiche, spazio domestico.

“Le case non sono mai innocenti”, recita la premessa del libro. Una grande Verità, le case infatti posso essere teatro di battaglie soprattutto interiori:

Mentre le ore passavano, il suono sembrava farsi più profondo, come se tra il mio corpo e il tetto piangente si stesse formando un’intimità. Nella stanchezza di quella notte in bianco, pensai che

accadeva qualcosa di simile tra le persone quando si innamoravano: tutto dell’altra persona assumeva un’eco più grave.

La sfida pare proprio essere quella di restare soli con il proprio ambiente domestico, ovvero con se stessi, facendone i conti.

 

 

About Annalina Grasso

Giornalista, social media manager e blogger campana. Laureata in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con L'Identità, exlibris e Sharing TV

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