Breaking News
Home / Altri mondi / Un vaccino contro il dubbio. Il culto della prevenzione
vaccino

Un vaccino contro il dubbio. Il culto della prevenzione

In un articolo del 21 novembre uscito sul sito tgcom24.mediaset.it, leggiamo alcune frasi interessanti sulla situazione Covid in Europa e il più recente rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità. Il titolo:

Covid, rapporto Iss: nell’ultimo mese il 64% di ricoveri in terapia intensiva e il 45% dei morti avvenuti tra i No vax.

La frase:

“Il 64% dei ricoveri in terapia intensiva e il 45,3% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino anti-Covid. Il dato emerge dal Report dell’Istituto superiore di Sanità. E l’Oms lancia l’allarme per l’Europa: si temono altri 500mila morti entro marzo. E il direttore per il Vecchio Continente Kluge: vaccinate di più”.

E:

“Evidenziato anche il calo di efficacia degli immunizzanti dopo sei mesi: la protezione determinata dal vaccino per i vaccinati da più di 6 mesi cala dal 95% all’82%, afferma l’Iss”.

Ma anche:

“Nessuno, al momento, può dire se la terza dose basterà: ‘Forse le tre dosi possono essere il ciclo che immunizza per un tempo lungo, o potranno servire dei richiami, l’acquisizione delle evidenze scientifiche sulla copertura è in corso’, ha spiegato il presidente Iss, precisando anche che la nuova pillola anti-Covid che a breve arriverà in Italia ‘non è uno strumento alternativo al vaccino: sono due logiche diverse e complementari’”.

Il dato su cui bisognerebbe soffermarsi è quel 36% di ricoveri in terapia intensiva e quel 55% di morti tra i vaccinati con almeno una dose.

Quando la terribile orda demoniaca No vax, che i giornali tengono a dipingere come un vero e proprio esercito del male e dell’ignoranza, era composta solo da qualche persona dubbiosa che si chiedeva come fosse possibile avere certezze di efficacia con una sperimentazione dei vaccini così breve, i giornali tuonavano che dubbi non se ne dovevano avere e che i famosi laureati su internet dovevano cucirsi la bocca e fidarsi della Scienza.

Quando queste stesse persone dubbiose osavano ipotizzare che la raccolta dei dati non fosse stata completata, e che dunque non si potessero ancora conoscere gli effetti a lungo termine del vaccino, i giornali rispondevano allo stesso modo. E hanno continuato così nonostante i risultati del vaccino AstraZeneca, che ha cambiato fasce d’età consigliate e sconsigliate come si cambiano i calzini. Ma comunque i vaccini sono sicuri, la Scienza non sbaglia.

Pian piano però sono emersi nuovi dati. Nuovi dati. Il che vuol dire, a rigor di logica, che i vecchi dati erano insufficienti, parziali, e che l’acquisizione di informazioni sui vaccini sta avvenendo in contemporanea alla loro somministrazione ad una massa immane di persone, convinte o costrette a fidarsi della Scienza prima che questa abbia finito il suo lavoro di controllo e analisi. E senza esserne informati a dovere.

L’efficacia (inefficace) dei vaccini. Si può ancora parlare di democrazia quando i dubbi, dimostratisi legittimi, di una minoranza che agisce entro i limiti della legalità, vengono silenziati tra gli applausi della maggioranza?

Olivia del Bravo

About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

Check Also

illusioni perdute

‘Illusioni perdute’ di Giannoli: le degenerazioni del nostro sistema mediatico

Jeu de massacre nella Parigi del 1820. Lucien Chardon è un giovane di bell’aspetto che dati gli umili natali deve sopravvivere come umile impiegato della tipografia di famiglia ad Angouleme, capoluogo del dipartimento della Charente; le spropositate ambizioni di poeta dilettante, incoraggiate dalla nobildonna che lo protegge, lo spingono a lasciare la provincia per trasferirsi nella capitale dove viene presto trascinato nel tourbillon mondano, culturale e giornalistico dell’epoca della Restaurazione.