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racconto di Valeria Serofilli

‘Le conchiglie di Tenerife’, un racconto della poetessa Valeria Serofilli

Erano lì le conchiglie, forse da sempre. O almeno da quel tanto per fondersi col proprio scoglio. A colpirmi è stato quel loro piccolo cappello che brillava al sole e poco importava che fosse “abitato” e che al di sotto piccole antenne sporgessero cullandosi alla brezza marina.
È stato un attimo il rapinare il madreperlaceo tesoro, scaraventandolo, con movimento furtivo, dall’oceano, in poca acqua di mare contenuta in una bottiglietta da mezzo litro.

Giunta in albergo ho dimenticato il contenitore con all’interno gli intraprendenti abitanti. Poi la notte il rimorso: un sonno assai turbato dalla consapevolezza di stare facendo soffrire dei piccoli esseri, la cui colpa era stata unicamente quella di aver scelto, come casa, la conchiglia piú bella. Che anche i molluschi sian dotati di un gusto estetico quasi pari al nostro? E nel mio sonno agitato, le conchiglie si erano liberate per viaggiare veloci sui muri della stanza, sui mobili, giurerei di averne viste alcune ormai mutate geneticamente VOLARE posandosi sui vestiti appesi, finalmente di nuovo libere… Non mi vergogno di dire di aver chiesto, pentita, scusa al Dio Oceano per averlo privato di alcune sue creature per farne un braccialetto estivo che avrebbe adornato il polso di quella stessa mano che aveva compiuto il misfatto.
Immaginate la sorpresa quando la mattina al risveglio, vicino al mio letto, ho visto un piccolo cappellino di madreperla, il più bello e senz’altro anche il più temerario. E dietro a lui le chiocciole più piccole, ognuna con la propria casetta più modesta e in terra il tappo che chiudeva la bottiglia.

Non si sono forse meritate di essere riportare in spiaggia? E anche se lo scoglio non sarà più quello originario, anche se costituiranno probabilmente la preda di una spietata quanto insaziabile catena alimentare, le loro piccole antenne si muoveranno ancora alla brezza e alla corrente marina, quasi plaudendo alla ritrovata libertà.Per quanto mi riguarda mi accontenterò di indossare il braccialetto dell’Acquapark, impersonale e di plastica, ma almeno del tutto innocuo.

Valeria SerofilliPresidente AstrolabioCultura
Premio Astrolabio e Incontri letterari Ussero – Palazzo Blu di Pisa

(Tenerife, 6 luglio 2019)

About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

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