L’anno della grande nevicata (2014) di Gianni Lorenzi si prefigura come un romanzo giallo. Il protagonista, Stefano Papini, impiegato dalla vita senza troppi sismi, si ritrova coinvolto in un districato caso di spionaggio aziendale. Ma nel rebus, apparentemente risolto, permangono dei coni d’ombra sino all’epilogo, per il quale Lorenzi opta per il finale aperto.
Read More »Pietro Marchi: L’anno della mia vita
Pietro Marchi ci parla di un anno interno della sua vita, dell' anno di servizio civile, una scelta che ha cambiato il suo modo di vedere il mondo. Egli racconta la sua esperienza offrendo anche a noi la possibilità di calarci in quella realtà e lo fa spiegando come sia stato difficile osservarle nella loro quotidianeità, senza rischiare di invaderle e questo è anche uno dei motivi per cui sceglie per tutti dei nomi di fantasia, quasi a volerli proteggere.
Read More »Intervista al poeta emergente David Valentini
Il giovane poeta emergente David Valentini colpisce per la sua capacità di mettere in versi concetti filosofici, ispirandosi a poeti come Palazzeschi, Montale e Ungaretti
Read More »“Il Castello”: il trionfo dell’impotenza umana
Il romanzo Il Castello, scritto intorno al 1922 e pubblicato postumo nel 1926, è l'ultimo dei tre romanzi del grande scrittore praghese Franz Kafka. Rimasto incompiuto, questa oscura opera è incentrata sui temi della burocrazia, della legge come ordine globale, dell'alienazione e della frustrazione incessante in cui versa l'uomo che tenta di integrarsi in un sistema che lo invita e lo allontana contemporaneamente
Read More »Cose che nessuno sa, di Alessandro D’Avenia
Cose che nessuno sa è un romanzo giovane, pubblicato dal poco più che trentenne Alessandro D'Avenia, nel 2011 con la casa editrice Mondadori. Si tratta del secondo figlio dell'autore siciliano, più noto ai lettori per il suo romanzo d'esordio Bianca come il latte, rossa come il sangue, pubblicato nel 2010 e soggetto di una fortunata pellicola prodotta grazie a Rai Cinema, nel 2013, che ebbe un discreto successo, soprattutto tra il pubblico più giovane, grazie anche alla toccante colonna sonora, che si sviluppa intorno al successo sanremese Se si potesse non morire del gruppo Modà, una canzone che sembra scritta per essere melodia nel racconto non solo di questo racconto, ma anche del suo autore e di Cose che nessuno sa.
Read More »H. P. Lovecraft, il fascino dell’occulto
Howard Phillips Lovecraft nasce a Providence nel 1890. Il padre viene rinchiuso in manicomio quando lo scrittore ha tre anni, e muore cinque anni dopo, senza essere riuscito a creare alcun rapporto affettivo con lui. La madre si spegne nel 1921, liberandolo dalla sua personalità asfissiante che lo ha influenzato negativamente, facendolo crescere in un’atmosfera familiare opprimente e isolata. La sfortuna, insomma, ha avuto la sua parte nell’esistenza di questo personaggio. Cresciuto nell’agiatezza economica fino alla soglia dell’adolescenza, in seguito non ha potuto goderne, in quanto le speculazioni sbagliate di uno zio dissolsero i risparmi familiari, gettandolo sul lastrico. Lovercraft viene cresciuto da due attempate zie e conduce una vita al limite della povertà, sfruttato per conto di scrittori meno dotati di lui, dei quali rimette in sesto i manoscritti.
Read More »“Il tallone di ferro”: la società distopica di Jack London
Il tallone di ferro è una storia d’amore, una storia di una crisi personale e di un intero sistema sociale: queste tre situazioni si intrecciano nel romanzo di London che è abile a far intravedere un futuro cupo e senza via d’uscita, ma allo stesso tempo a mostrarsi quasi fiducioso nelle capacità dell’uomo, lasciando sospesa la chiusura della storia. Il futuro in fin dei conti deve ancora essere scritto e per quanto ci si possa spingere nell’elaborare congetture, questo dipende sempre e solo dalle azioni che mettiamo in campo: proprio come Ernest Everhard, il leader di una rivoluzione mondiale (forse) fallita.
Read More »“La bambina che non esisteva”: il dramma di nascere donna
La bambina che non esisteva è la fortunata traduzione di Samira e Samir, il secondo romanzo della polivalente ed acuta scrittrice Siba Shakib, una donna forte e fiera, che onora il nostro paese con la sua presenza. Siba Shakib si può considerare come rappresentante della famosa massima"uno su mille ce la fa": è nata in un paese che risulta lontano e inaccogliente, difficile e dilaniato, arretrato e povero agli occhi europei. Siba Shakib è iraniana, e soprattutto, è una donna.
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