Breaking News
Home / Autori emergenti / Il sole sorge a est, di Silvia Tufano
il sole sorge a est

Il sole sorge a est, di Silvia Tufano

Un piccolo gioiello di un’autrice emergente, Il Sole sorge a Est della pedagogista, terapista del sorriso, mediatrice culturale ed insegnante per sordomuti, Silvia Tufano, classe 1976, di Nola, rappresenta l’esordio della giovane scrittrice campana. Appassionata di pittura e teatro, Silvia Tufano è una donna molto impegnata; lavora infatti da anni nel settore del disagio sociale coordinando interventi di sostegno e recupero a favore di detenuti, prostitute, ragazzi di strada, alcolisti, tossicodipendenti, malati psichici, barboni e bambini malati di cancro.

Il sole sorge a Est si presenta come un viaggio contemporaneo tra le contraddizioni e le sofferenze dell’animo umano, con una sensibilità tipica solo di chi è stato davvero a contatto con tutte le vite travagliate e tormentate dei personaggi del libro. Un libro su cui meditare, da leggere in silenzio, per farsi accarezzare dalle storie e dall’autenticità dei protagonisti, nei quali il lettore potrà identificarsi. Il libro si articola in cinque racconti uniti da un unico filo conduttore, quello rappresentato dall’uomo, dal suo tormento, dal suo abbandono, dalla  sua condizione atavica dell’esser figlio- genitore o genitore – figlio, dalla solitudine e dalla sofferenza.

Un libro ben lontano dalla retorica e dalle banalità cui siamo purtroppo spesso abituati, o da tematiche di facile impatto sul lettore; Il sorge sorge a est non segue la scia di quei prodotti editoriali- commerciali con lo scopo di vendere quanto più è possibile: è un libro per chi non ha paura di parole come “introspezione”, “tenerezza” e “ricerca”, e l’autrice rende le riflessioni avvincenti, attraverso uno stile chiaro e scorrevole, dando dignità e profonda umanità alle vicende drammatiche.

Il sole sorge a est è un libro di speranza, che parla al nostro cuore e alla nostra sensibilità, che dà voce, anzi celebra la diversità che è anche quella dell’autrice stessa che non si lascia sedurre da facili mode letterarie per proporci un mix di noir e thriller che conferiscono ritmo ai sentimenti e all’amore, veri protagonisti del romanzo di Silvia Tufano.

Dopo pochi giorni dalla sua uscita, il libro, reperibile su tutti i bookshop e in tutte le librerie, è salito al 6° posto tra i testi più visti sul Bookshop generale della Mondadori e la Tufano esporrà la sua opera  alla Fiera internazionale del libro di Londra.

Silvia Tufano è una scrittrice da tenere sott’occhio: la sua capacità di descrizione, la sua naturalezza nella scrittura, scevra da autocompiacimento e da retorica e il suo sapersi destreggiare con più stili non possono lasciare indifferenti gli addetti ai lavori e i lettori.

 

 

About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

Check Also

Cristalli

‘Tre di uno’, la raccolta poetica di ricerca e ragionamento di Beatrice Cristalli

E' una raccolta poetica dagli echi luziani e ungarettiani quella della giovane autrice piacentina Beatrice Cristalli per la quale la parola è fatto, realtà ed ha un peso. Le poesie di Beatrice Cristalli ci consegnano un'autrice che trova prima ancora di cercare, riflettendo sul significato della parola nella nostra magmatica contemporaneità. Come nota giustamente Giovanna Rosadini nella prefazione dellopera, da un lato si ha, quindi, la scissione postmoderna fra la parola-realtà e un soggetto sempre più disancorato da evenienze oggettuali (ovvero i contesti che tradizionalmente lo definivano: modelli, relazioni, ruoli ecc., ormai “liquefatti”, per dirla con le parole del grande sociologo Zygmunt Bauman, e in continua trasformazione); dall’altro quel «voler essere / a tutti i costi» a cui «non c’è tuttavia rimedio», anche se «non è poi / così male essere e basta – le parole non frugano più». Se l’esistenza è sotto il segno della precarietà, infinite sono le possibili declinazioni, e rifrazioni, del soggetto: «Guarda che sei libero, verrà un ladro / E vorrà rubarti perché non potrà mai capire. O anche: «Non potevo essere altro se non / Questo / Il giusto riconoscersi del dito che / Punta lo specchio». Anche se, forse, questa condizione esistenziale, che l’autrice referta con una lingua sobria, asciutta e priva di orpelli retorici, ha origini remote: «Tutto sta in un’antica ferita / Che parla di una storia mai esistita / come di te che sei solo un uomo / Anche se le iniziali sono di Dio»: una ormai impossibile metafisica, in quella che non a caso Lipovetsky ha battezzato “ère du vide”, dove la ricerca della verità è sempre in bilico sul suo rovescio, il concetto di vuoto. «Sulla linea 90 / Ci sono solo due fatti / e il compimento non ci sarà»; «Ma io me ne vado / A cercare / o morirò negli assiomi»; «Non è vero niente».