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Il media artist italiano Enrico Dedin tra i nomi dell’arte del XXI secolo

Enrico Dedin, ventottenne originario di San Donà di Piave (VE) e residente a Fossalta di Piave (VE), media artist e art director nel settore comunicazione, è stato incluso nel volume “L’arte del XXI secolo. Temi, linguaggi, artisti” di Viviana Vannucci, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera e curatrice internazionale. L’autrice del libro vanta un’esperienza consolidata nel panorama artistico globale, avendo curato per tre edizioni il Padiglione Nazionale della Repubblica Popolare del Bangladesh alla Biennale d’Arte di Venezia.

L’obiettivo di “L’arte del XXI secolo. Temi, linguaggi, artisti” è fornire una visione d’insieme sul panorama artistico contemporaneo attraverso un approccio innovativo rispetto ai tradizionali manuali e saggi d’arte. Piuttosto che concentrarsi su correnti, movimenti o strumenti tecnologici, il volume esplora i principali temi dell’arte del Duemila e le modalità con cui gli artisti li affrontano. Adottando un linguaggio che unisce rigore scientifico e taglio giornalistico, il testo propone un excursus tra le esperienze post moderniste attuali, studiando le principali tematiche del momento e le modalità con cui esse vengono trattate dai protagonisti della scena artistica internazionale nelle prime due decadi del terzo millennio.

Senza trascurare il confronto tra maestri affermati e le nuove generazioni, questa ricerca prende in esame la fenomenologia degli anni Duemila, esplorando i focus, l’estetica dei linguaggi e tra i più significativi progetti artistici dell’ultima stagione postmoderna.

Un riconoscimento che riempie di soddisfazione Dedin: «essere citato, pur nel mio piccolo, a poche pagine di distanza da maestri del calibro di Michelangelo Pistoletto e Antoni Muntadas, da artisti internazionali che mi hanno sempre ispirato come Aram Bartholl e Jon Rafman, e solo qualche riga prima di leggende della videoarte come Bill Viola e Nam June Paik, sinceramente fa un certo effetto».

L’opera di Dedin inclusa nel volume è “Fungi-Fi”, descritta nel capitolo “L’era della nuova comunicazione digitale”. Si tratta di un progetto cross-mediale che sta ottenendo crescente attenzione internazionale e aprendo nuove conversazioni su tecnologia, ambiente e Antropocene. Dopo installazioni e proiezioni a Bangkok, Bergamo, Bogotà e Venezia, e l’ingresso nell’archivio dell’Harddiskmuseum, l’opera è attualmente in mostra a Berlino.

Presentata come un brevetto rivoluzionario, tramite il tipico storytelling pubblicitario, Fungi-Fi immagina un futuro (forse non così lontano) in cui le big tech si appropriano dell’intelligenza naturale della rete micorrizica per creare una nuova forma di connessione wireless, non senza conseguenze.

La ricerca artistica di Dedin esplora infatti l’impatto delle tecnologie digitali sulla percezione della realtà e sulle trasformazioni sociologiche contemporanee. Le sue opere incentivano la riflessione e la contemplazione, affrontando tematiche come il “deficit di natura”, il consumo compulsivo di immagini, l’iper-connessione, i social media e la dissoluzione dell’identità nell’era post-digitale. La sua produzione artistica
spazia dalla videoarte all’installazione multimediale, dall’arte digitale alla fotografia.

L’inclusione in questo prestigioso volume rappresenta un ulteriore passo nella carriera di Dedin, confermandone il ruolo nel panorama dell’arte contemporanea. Un traguardo che si aggiunge a una serie di recenti successi, tra cui la selezione per il XVI Annuario della Videoarte Italiana, curato da un comitato accademico di rilievo, e l’invito a rappresentare l’Italia alla prima storica Biennale d’Arte Contemporanea di Durazzo.

Inoltre, Dedin è stato recentemente intervistato da MuseumWeek, la settimana internazionale dei musei supportata dall’UNESCO. Attivo dal 2013, con la prima mostra a soli 17 anni, oggi Dedin conta oltre 70 esposizioni in 16 nazioni, tra cui Venezia, Roma, Torino, Berlino, Barcellona, Valencia, Alicante, Seoul, Los Angeles, New York e Caracas. La prossima tappa lo vedrà protagonista al Cairo, in un prestigioso festival all’ombra delle piramidi

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