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“Brothers In Arms”: Il caldo abbraccio dei Dire Straits

Brothers In Arms-Warner Bros.-1985
Brothers In Arms-Warner Bros.-1985

Un suono, una tecnica impressionante, uno stile ed una verve pressoché unici. Il penultimo album, “Brothers In Arms” targato 1985, rappresenta la summa stilistica e poetica, il più grande successo commerciale nonché la fine del viaggio per i Dire Straits, una delle band più importanti e rappresentative di fine anni ’70 inizio anni ’80. Dominati dall’enorme personalità e dall’indubbia caratura artistica del loro leader Mark Knopfler, uno dei chitarristi più talentuosi e rivoluzionari di fine secolo, la band di Deptford è stata capace di padroneggiare le classifiche di mezzo mondo per circa un decennio grazie ad ottimi album come Dire Straits (1978), Making Movies (1980) e Love Over Gold (1982) ma è con Brothers In Arms che si guadagnano l’ambito status di “leggende viventi”. Quest’album, infatti, mette in mostra una maturità musicale ed una svolta creativa assente nei lavori precedenti. E’ senza dubbio un disco meno “chitarristico” e più immediato rispetto agli album antecedenti, ma anche molto più raffinato e “radiofonico”. Oltre ai tonanti riff di chitarra, vi si possono trovare la dolcezza di un sassofono, la versatilità di una tastiera o la ricchezza delle percussioni a caratterizzare indelebilmente la struttura dei brani. Il collante ideale a tanta ricchezza strumentale rimane la voce soffice e pacata da “Bob Dylan intonato”, di Mark Knopfler che racconta il suo personale punto di vista sulle vicissitudini del genere umano.

Mark Knopfler
Mark Knopfler

L’amore tormentato in So Far Away e Your Latest Trick, le trappole dello show-business in Money For Nothing (il cui assolo iniziale è paragonabile, per popolarità, solo a quello di Smoke On The Water dei Deep Purple), gli orrori della guerra in Ride Across The River, la dura vita del musicista in Walk Of Life fino alla struggente title-track, ispirata alla guerra delle Falkland, tutto in quest’album appare di una perfezione quasi strabiliante. I Dire Straits viaggiano a mille, miscelando abilmente rock’n’roll classico, con blues, pop ed atmosfere jazzate fino a sfiorare il country rock, il folk e la musica cajun. La grandezza sta nel coniugare tutte queste poliedriche fonti d’ispirazione con arrangiamenti estremamente orecchiabili e di facile presa, il che ha fatto storcere il naso a molti fan della prima ora che arrivarono a giudicare il disco come il meno rappresentativo della band. Tuttavia le trentacinque milioni di copie vendute, le settimane di permanenza in classifica, la miriade di premi ricevuti parlano chiaro: Brothers In Arms è uno dei dischi più importanti della storia della musica sia dal punto di vista commerciale che musicale.

«Ai tempi di Brothers in Arms tutti dicevano che eravamo il miglior gruppo del mondo e altre sciocchezze del genere, facendo riferimento non alla nostra musica, bensì alla nostra notorietà: ho pensato che un tale livello di popolarità e i commenti che circolavano fossero dei buoni motivi per abbandonare i Dire Straits per un po’». (Mark Knopfler)

Quest’album rappresenta nello stesso tempo il canto del cigno ed il testamento spirituale dei Dire Straits che dopo la sua pubblicazione cominciarono a disgregarsi di fronte ad una miriade di progetti solisti e collaborazioni di lusso. Pubblicarono un altro album On Every Street (1991) ma non è nemmeno lontanamente paragonabile a questa pietra miliare. Ormai stufi del mainstreem, fisicamente e mentalmente svuotati dai massacranti tour mondiali, i vari membri della band prendono strade diverse che però non poteranno agli stessi fantastici risultati ottenuti sotto l’egida dello storico marchio (Knopfler stesso ha navigato in questi anni oscillando tra alti e bassi); è come se Brothers In Arms avesse definitivamente catturato tutta la fantasia, l’ispirazione e l’alchimia del gruppo. Sembrava come se i Dire Straits sapessero che quello sarebbe stato uno degli ultimi album, anzi forse il loro ultimo “grande” album, ed avessero voluto infondere in esso tutta la magia di cui erano capaci. Una magia forte come il rock’n’roll e calda come un abbraccio.

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