C’è un’Inghilterra che da sempre crediamo di conoscere: quella delle signore in crinolina, dei primi treni a vapore, delle ciminiere e del fumo. È l’immaginario vittoriano che abbiamo ereditato leggendo Charles Dickens, George Eliot, Wilkie Collins e non solo. Ma questi capolavori ritraggono il loro tempo non soltanto attraverso le ambientazioni: ogni snodo narrativo, anche il più fantasioso, è impregnato degli sviluppi sociali, politici ed economici dell’epoca. Perché Frankenstein compie il suo esperimento lontano dall’Inghilterra? Come mai in Oliver Twist l’antagonista è un ebreo? Che cosa rappresenta davvero il diamante de La pietra di luna? Laura Bartoli rilegge nove grandi classici per scovare la fitta rete di riferimenti storici che li attraversa. Ne nasce un manuale di storia sui generis, insieme guida alla lettura e viaggio attraverso il secolo più rivoluzionario della storia britannica. Un libro per chi desidera scoprire – o riscoprire – il romanzo inglese in tutta la sua ricchezza storica e culturale.
La critica accademica, che un tempo decideva se un autore aveva qualche valore e se valeva la pena leggerlo e studiarlo, ha raggiunto un tale grado di specializzazione (o se si preferisce di raffinatezza oppure di pressione da parte dell’istituzione universitaria) che le permette di analizzare i risvolti più nascosti di opere famose o di opere ormai (giustamente?) dimenticate, aprendo nuove prospettive interpretative. La profondità raggiunta dalla critica accademica ha però due rischi: in primo luogo aumenta in maniera esponenziale il numero di testi critici che finiscono per essere autoreferenziali, parlare di se stessi e mettere in secondo piano il testo analizzato, rischiando di creare una cultura del commento che allontana il lettore da quella che dovrebbe essere la sua esperienza diretta con il testo; in secondo luogo allontana anche i testi critici dal lettore comune, da chi legge per il piacere di leggere, per conoscere il mondo, perché è curioso di un’epoca o a cui piace sapere non solo cosa si faceva in quel periodo storico ma anche cosa si pensava e in che modo il mondo esterno e il mondo interiore dei personaggi si riversano nelle pagine di un romanzo. Tutti argomenti forse scontati e banali per la critica accademica, ma fondamentali per la maggior parte dei lettori. (Gino Scatasta)
L’autrice
Laura Bartoli studia e racconta da anni l’Ottocento inglese, portandone la storia e i protagonisti al grande pubblico attraverso conferenze, lezioni-spettacolo ed eventi nelle scuole. Il suo impegno nella divulgazione della cultura britannica le è valso l’elezione ad Associate Fellow della Royal Historical Society. Ha tradotto e curato diverse opere di Charles Dickens e, con questo volume, debutta come autrice.
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