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Polonia

Malgorzata Jablonska: quando l’arte cattura il momento di un cambiamento interiore

Forme scolpite in tessuto, contorni di corpi, materiali morbidi e rigidi, maschere con gli occhi chiusi e ricerca di se: è questa la cifra artistica di Malgorzata Jablonska, artista polacca nata a Varsavia che ci invita a riflettere sulla natura dell’essere umano, pieno di contraddizioni, fragile come l’organza e forte come la corteccia. L’universo artistico di Jablonska risente di quella creatività malinconica e plumbea che gli ha consentito di sopravvivere nella situazioni più drammatiche e promuove l’attenzione e la conoscenza sullo strato più importante dell’uomo: quello spirituale. Tale dimensione, secondo l’artista ci permette di raggiungere maggiore consapevolezza di noi stessi e di conseguenza essere felici.

Un’arte meditativa ed educativa insomma, soprattutto per la stessa creatrice di figure che non contengono organi, ci straniscono, ma ci inducono a porci delle domande attraverso dei paradossi esistenziali e a saper cogliere il momento per un cambiamento interiore.

Jablonska, che ha esposto negli Stati Uniti, nella sua Polonia, Russia, Italia, Portogallo, Gran Bretagna, Germania, Austria, offre sia dipinti che sculture. Con l’installazione Imprint of Reality, Jablonska appoggia la corteccia spessa in cima al plexiglass per creare fragili facsimili del viso e del corpo umano mentre “Joanna” è un ritratto di una testa simile ad una maschera funebre. L’opera unisce abilmente curve morbide e carnose ai bordi sfilacciati del ritratto. I dipinti traslucidi a base di vetro danno l’impressione di una certa profondità ma che svaniscono in presenza di opere davvero notevoli come “Body”, opera costituita da feltro accuratamente impilato, e che produce un corpo femminile nudo che esce da un blocco.

Malgorzata Jablonska è un’artista da seguire per la sua originalità con cui riesce a fissare momenti specifici della nostra vita, e perché ci dà modo di approfondire la conoscenza dell’arte e della storia polacca.

Torso I, 2017
Torso I, 2017

 

 

1 Qual è la parte del suo lavoro che ama di più?

Quando creo diversi pensieri filosofici nella mia testa, un concetto di lavoro, ecco, sono una delle persone più felici del mondo. Quando scelgo materiali e colori, sono ancora più felice. Durante le prove provo una grande eccitazione, come Edison nel millesimo tentativo di accendere una lampadina. Quando lavoro sono in un relativo stato di pace, e al contempo di gioia in virtù di ciò che viene creato. Quando guardo il risultato finale, di solito sono sorpresa, perché in genere è migliore di quanto mi aspettassi. Quando espongo i miei lavori ascolto il pubblico con grande interesse. Poi imparo di più su me stessa e la mia arte. Adoro tutte le fasi del mio lavoro. Sono necessarie, educative e affascinanti.

2 Descriva l’arte in Polonia, quanto viene incentivata?
I polacchi come nazione sono dei grandi creativi La nostra storia, i tempi di guerra, il comunismo postbellico ci hanno plasmato come persone che sono riuscite a sopravvivere nelle più disparate condizioni. Eravamo creativi per sopravvivere, nutrire le famiglie, sapersi godere anche la vita grigia. La giovane generazione contemporanea di artisti trae ispirazione dalla loro realtà, mentre utilizza le capacità creative dei loro antenati. Gli argomenti che toccano includono comportamento sociale, estetica e tutte le sfumature della femminilità. Spesso, il lavoro degli artisti contiene elementi di umorismo. C’è anche l’argomento di presentazione delle opere nei musei e il rapporto tra il destinatario e l’opera. Gli artisti usano tecniche diverse, spesso mescolandole e sono aperti ai risultati della scienza e delle nuove tecnologie.

3. Si può dire che lei voglia alleggerire il corpo umano e di conseguenza anche la realtà, tentando di mostrare la nostra eternità?
L’uomo è una creatura piena di contraddizioni. Fragile ma flessibile, pieno di conoscenza del mondo ma goffo al suo interno, fa parte della natura, ma  la distrugge in nome dell’avidità, soddisfacendo un appetito incontrollabile. Come comunità, predichiamo l’idea di ecologia, ma permettiamo alle aziende di distruggere il nostro ambiente. Ci uccidiamo con cibo, lavoro eccessivo, desideri immaginari e non viviamo qui e ora. Ci dimentichiamo di noi stessi, siamo egoisti nelle relazioni interpersonali. Nel mio lavoro, offro allo spettatore ciò che voglio sperimentare nella mia relazione con il mondo esterno. Nelle forme spaziali tendo a riflettere su me stessa, sulla condizione umana e sulla comprensione di noi stessi. Voglio sperimentare me stessa, ma allo stesso tempo creare e sperimentare la bellezza ogni giorno, la bellezza della natura, l’urbanistica, i rapporti tra le persone, i meravigliosi paesaggi dell’anima umana. L’arte è un’energia che influenza direttamente l’uomo. Eppure siamo ciò che ci circonda: ciò che mangiamo, ciò che leggiamo, dove viviamo e ciò che guardiamo.

Krwista Fraktalnośc 2015
Krwista Fraktalnośc 2015

4 La mostra che le  ha dato più soddisfazione?
In realtà sono state due mostre. La prima risale a fa all’asilo, quando vidi i miei disegni sul muro tra quelli di altri bambini. La seconda mostra si è svolta nel 2018 a Washington presso la Foundry Gallery. Sono andata nell’altro emisfero, in un altro mondo, per rivelarmi come artista ad un pubblico che mi sembrava estraneo mentalmente. Un’ulteriore esperienza è stata il fatto che ho anche aperto la mostra in una lingua straniera che non parlo così bene. All’inizio l’ho vista come una barriera. Ma all’improvviso ho realizzato come che l’arte combinasse linguaggio, confini geografici, mentalità, modelli culturali e gusti individuali.. Un effetto sorprendente, ma estremamente piacevole di quel viaggio è stata una fantastica recensione sul Washington Post. Mi ha fatto capire che se l’artista crea dal cuore, dalla sua stessa anima, sarà compreso dappertutto. Il messaggio della sua arte raggiungerà coloro che sono pronti, indipendentemente da dove provengano o per cosa lottino.

5 Quale materiale predilige per la realizzazione delle sue opere?
Adoro tutti i materiali naturali. Per me, la corteccia di banana è come un tessuto con una trama classica e struttura del tessuto muscolare. È di plastica, suscettibile alla trasformazione, e la sua delicata struttura riflette al meglio la natura di un essere umano – multistrato. Le sete naturali danno un senso di unità a livello di materia (esterna e interna) tra uomo e natura: un fiore, una foglia. È morbido e forte come la pelle. Sete e organza danno anche l’opportunità di mostrare nell’immagine che la materia è irreale. Lo è e allo stesso tempo non c’è. Dietro la materia 3D c’è sempre un’altra dimensione, ad es. 4D o 5D, ecc., Dimensioni su cui l’uomo è il creatore della propria vita. Questi sono livelli di sogni appaganti. Certo, utilizzo anche materiali moderni come vetro, plexiglass, alluminio, perché sono un simbolo delle moderne tecnologie avanzate. La collisione di materiali naturali con l’alta specializzazione dimostra che le cose più interessanti accadono all’interfaccia, al confine di vari fenomeni. Sono pienezza, un simbolo dell’uomo moderno.

6 Quando secondo lei una persona è assente in un corpo dai contorni definiti come lo rappresenta lei?

Noi siamo più internamente che esternamente, solo la civiltà moderna ha distorto la nostra percezione di noi stessi. Ci identifichiamo con il corpo fisico, che ovviamente è la forma più riconoscibile del mondo, ma non sentiamo la felicità, piuttosto il vuoto focalizzato solo sul corpo. Stimolando la vita, attivando i nostri livelli interni – corpo spirituale, mentale, aurico e doloroso diventiamo un essere completo. Ognuno dei nostri strati è affascinante, ma solo un senso di integrità ci fa sentire davvero felici. Nei miei lavori, attiro l’attenzione dello spettatore sul fatto che uno dei tanti livelli, non ci rende completamente umani. Perché un uomo pienamente consapevole è felice, riconosce di avere tutto ciò di cui ha bisogno per vivere.

My body, 1995,
My body, 1995,

7 Le sue figure trasmettono una certa sofferenza che però è pacifica, può spiegarci questa condizione?

I miei personaggi risalgono alle radici dell’essere umano. Si riferiscono allo strato spirituale, di coscienza dell’uomo, alla nostra fonte per ricordarci  chi siamo veramente – soffriamo, siamo infelici, non sentiamo il nostro potere causativo, dimentichiamo il nostro genio interno o non ne abbiamo la consapevolezza. Tutto questo ci fa soffrire. Tuttavia, nel momento in cui realizziamo la nostra grandezza, genio, complessità, iniziamo a comprendere noi stessi e il nostro modo di vivere e di svilupparci, ci svegliamo, in questo momento ci sentiamo in pace. Vorrei spiegare meglio tale momento: Sto ancora soffrendo, sono incompleto, ma mi sto già svegliando perché sto ottenendo la verità sulla mia complessità, sulla mia missione qui sulla terra. Allo stesso tempo, sono calmo perché mi rendo conto di essere me stesso, a casa. Non faccio più la domanda Perché mi accade? Ora faccio la domanda Cosa guardare? Un’aggiunta a questo è il fatto che ho prestato il mio corpo al mio lavoro, così come le mie esperienze, emozioni, sentimenti, esperienze.

8 Cos’è per lei la maschera?

La maschera, come sappiamo, è uno strumento rituale usato per secoli in varie culture. E’ entrata nella vita dell’uomo moderno sotto forma di maschera veneziana. Doveva coprire e proteggere chi la indossava, in modo che avrebbe avuto il controllo sul mondo esterno. Poteva farlo perché le maschere avevano dei buchi per gli occhi. Se la maschera raffigurava una divinità o uno spirito ancestrale, aveva gli occhi di uno sciamano vivente. Le mie maschere invece hanno gli occhi chiusi. L’idea-tesi è la seguente: vuoi vedere di più, chiudere gli occhi o tenere gli occhi chiusi Questi sono solo apparentemente paradossi. Chiudendo gli occhi, possiamo comunicare meglio tra di noi, conoscere il nostro mondo interiore, toccare il nostro stesso essere (attraverso la meditazione). Gli occhi chiusi aiutano anche nella comunicazione con la propria intuizione, in una più ampia comprensione del suo significato. Mostrando la maschera, la sua calma (occhi chiusi), ma anche l’ansia (materiale vibrante, strappato, irregolare). Vorrei porre allo spettatore questa domanda: cosa ne pensi di questa contraddizione? Perché è così vicino / lontano da te? Attraverso la varietà di maschere mostro come noi  siamo allo stesso tempo diversi nell’aspetto e così simili nella struttura cognitiva interna.

9 Prossimi impegni?

Creo sia dipinti che forme spaziali in cicli, che possono essere visti solo dopo qualche tempo. All’interno dei dipinti sono stati creati cicli: nudi, dipinti su animali, emozioni, persone, fiori. Tutti i cicli sono aperti e hanno un obiettivo primario: evocare sentimenti di gioia, gioia, bellezza e, di conseguenza, sentimenti di amore per se stesso e per il mondo esterno. Circondandoci di belle relazioni, oggetti, eventi positivi, manteniamo un equilibrio interno, sia mentale che spirituale. Il che ha un impatto semplice sulle nostre azioni nel mondo fisico. Le opere spaziali introducono lo spettatore alla riflessione sulla propria condizione. Mostrano la complessità della natura umana. Sto lavorando a mostre che ripristinino un senso di gioia, bellezza, conoscenza di sé, libertà interiore, tutto ciò che la nazione polacca ha perso nella seconda guerra mondiale. Allo stesso tempo, sto esplorando nuove possibilità tecniche per problemi di imaging che mi interessano, compresa la tecnologia più recente. Anche con il mio sviluppo personale ci sono nuovi piani da rivelare al mondo, come: trasformazione interna, cambiamenti nei modelli mentali, percezione di me stesso e del mio posto nel mondo.

 

ENGLISH VERSION

Malgorzata Jablonska: when art captures the moment of inner change

Shapes carved in fabric, contours of bodies, soft and rigid materials, masks with closed eyes and self-research: this is the artistic figure of Malgorzata Jablonska, Polish artist born in Warsaw who invites us to reflect on the nature of the human being, full of contradictions, fragile like organza and strong like bark. Jablonska’s artistic universe is affected by that melancholy and leaden creativity that allowed him to survive in the most dramatic situations and promotes attention and knowledge on the most important layer of man: the spiritual one. For the artist, this dimension allows us to achieve greater awareness of ourselves and consequently to be happy.

In short, a meditative and educational art, especially for the same creator of figures that do not contain organs, alienate us, but lead us to ask ourselves questions through existential paradoxes and to know how to seize the moment for an inner change.

Jablonska, who has exhibited in the United States, in his Poland, Russia, Italy, Portugal, Great Britain, Germany, Austria, offers both paintings and sculptures. With the Imprint of Reality installation, Jablonska places the thick bark on top of the plexiglass to create fragile facsimiles of the face and human body while “Joanna” is a portrait of a head similar to a funeral mask. The work skillfully combines soft and fleshy curves with the frayed edges of the portrait. The translucent glass-based paintings give the impression of a certain depth but which vanish in the presence of truly remarkable works such as “Body”, a work made of carefully stacked felt, and which produces a naked female body that comes out of a block.

Malgorzata Jablonska is an artist to follow for her originality with which she manages to fix specific moments of our life, and because it gives us the opportunity to deepen our knowledge of art and history of Poland.

 

1 What is the part you love most about your work?
When I make different philosophical thoughts in my head, I create a work concept, I am one of the happiest people in the world. When I choose materials and colors, I’m even happier. During the rehearsals I feel a great excitement, like Edison at a 1000 attempt to light a bulb. During the implementation, when I know what, what and how, I achieve a relative state of peace, but also joy from the work being created. When I look at the end result, I’m usually surprised, because the result is usually better than I expected. When I exhibit my works I listen to the audience with great interest. Then I learn the most about myself and my own art. When the work goes to a person I feel that “the child has gone into the world”, I feel satisfaction, joy and relief from a well-done, self-set task. I love all stages of my work. They are all needed, educational and fascinating.

2 Describe art in Poland, how much is it incentivized?
Poles as a nation are GREAT CREATORS. Our history, wartime times, post-war communism shaped us as people who managed to survive in various conditions. We were creative to survive, feed families, enjoy the gray life. The contemporary young generation of artists draws inspiration from their reality, while using the creative skills of their ancestors. The topics they touch include social behavior, aesthetics, and all shades of femininity. Often, the work of various artists contain elements of humor. There is also the topic of presentation of works in museums and the relationship between the recipient and work. Artists use different techniques, often mixing them. They are also open to the achievements of science and new technologies.

3. Can you say that you want to lighten the human body and consequently also the reality, trying to show our eternity?
Man is a creature full of contradictions. Breakable but flexible, full of knowledge of the world but awkward in its own interior, is part of nature, but destroys it in the name of greed, satisfying an uncontrollable appetite within its own comfort. As communities, we preach the idea of ecology, but we allow corporations to destroy our environment. We kill ourselves with food, excessive work, imaginary wishes, and we don’t live here and now. We forget about ourselves, but we are selfish in interpersonal relations. In my work, I give the viewer what I want to experience in my relationship with the outside world. In spatial forms I tend to reflect on myself, on man, on the human condition and understanding of ourselves. I want to experience myself, but at the same time create and experience beauty every day, beauty of nature, urban planning, relationships between people, beautiful landscapes of the human soul. I give the world beautiful paintings, calm and full of flowers because for me art serves human development. Art is an energy that directly affects the energy that is man. And yet we are what surrounds us – what we eat, what we read, where we live and finally we are what we look at.

4 The exhibition that gave you the most satisfaction?
My biggest internal experience that gave me the most satisfaction are two exhibitions. The first took place 50 years ago in kindergarten, when I saw my drawing on the wall among the drawings of other children. Firstly, I recognized my own without difficulty, secondly I saw that others are completely different. I liked some of them, others didn’t. The second exhibition took place in 2018 in Washington at the Foundry Gallery. I went to the other hemisphere, to another world, to reveal myself as an artist to an audience that seemed alien to me mentally, personally, with different patterns. An additional experience was the fact that I also opened the exhibition in a foreign language in which I do not speak so freely. At first I recognized it as a barrier. And suddenly it turned out that art combines over language, geographical boundaries, mentality, cultural patterns, and individual tastes. Talks about important creative issues, about art, philosophy, the path of artistic development continued and were exciting, developmental despite various origins, upbringing, knowledge, experience or education. A surprising, but extremely pleasant effect of that trip was an amazing review at Washington Post. It made me realize that if the artist creates from the heart, from his own interior, from his own soul he will be understood everywhere. His art’s message will reach those who are ready, no matter where they come from or what they strive for.

5 What material do you prefer for the realization of your works?
I love all natural materials. For me, the banana bark is like a fabric with a classic weave and structure of muscle tissue. It is plastic, susceptible to transformation, and its delicate structure best reflects the nature of the structure of a human being – multilayered. Natural silks give a sense of unity at the level of matter (external and internal) between man and nature – a flower, a leaf. It feels soft as skin and strong as skin. Silks and organza also give the opportunity to show in the picture that matter is unreal. It is and at the same time it is not there. Behind 3D matter there is always another dimension, e.g. 4D or 5D, etc., dimensions on which man is the creator of his own life. These are levels of fulfilling dreams. Of course, I also use modern materials such as glass, plexiglass, aluminum, because they are a symbol of modern advanced technologies. The collision of natural materials with highly specialized shows that the most interesting things happen at the interface, on the border of various phenomena. They are fullness, a symbol of modern man.

6 When do you think a person is absent in a body with defined contours as she represents it?
We are more internally than externally, only modern civilization has distorted our perception of ourselves. We identify with the physical body, which of course is the most recognizable shape in the world, even its fragments, but we do not feel happiness, we feel emptiness focused only on the body. By stimulating life, activating our internal levels – spiritual, mental, auric, painful body we become a full being. Each of our layers is fascinating, but only a sense of wholeness makes us feel happiness. In my works, I draw the viewer’s attention to the fact that one of many layers, one level does not make us human in full. Because a fully aware man is happy, he recognizes that he has everything he needs to live.

7  Your figures convey a certain suffering which however is peaceful, can you explain this condition to us?
My characters reach back to the roots of a human being, to the beginning. They refer to the spiritual, consciousness layer of man, to our source. Before we as people remember who we really are – we suffer, thrash, we are unhappy, we do not feel our causative power, we forget about our internal genius or we do not have his awareness. It all makes us suffer. However, the moment when we realize our greatness, genius, complexity, we begin to understand ourselves and our own way of life and development, we wake up, this moment brings us peace. I present this moment. Still suffering as an unhappy, incomplete man, but I am already waking up because I am getting the truth about my own complexity, genius, greatness, about my own mission here on earth. At the same time, I am calm because I realize that I am myself, at home, on my own path of development and life. I no longer ask the question WHY? WHY SOMETHING HAPPENING? Now I ask the question WHAT DOES IT CAUSE? WHAT TO SEE? An addition to this is the fact that I have lent my own body to my work, as well as my own experiences, emotions, feelings, experiences and knowledge about myself and the world.

8 What does mean the mask for you?
Masks are a ritual tool used for centuries in various cultures. It entered the life of modern man in the form of a Venetian mask. However, her destiny was similar. She was to cover and protect the one who wore her, so that he would have control over the outside world. He could do it because the masks had holes for the eyes. If the mask depicted a deity or ancestral spirit, she got the eyes of a living shaman. My masks have their eyes closed. They are taken from living people, people in my heart. This is the thesis: you want to see more, close your eyes or keep your eyes closed. These are only seemingly paradoxes. Closing our eyes, we can better communicate with each other, get to know our inner world, touch our own being (meditation). Closed eyes also help in communication with your own intuition, in a broader understanding of its meaning. Showing the mask, its calmness (closed eyes), but also anxiety (vibrating material, torn, irregular) I want to stop the viewer with a question – what do you think about this contradiction? What does this mean for you? Why is this close / distant to you? Through the variety of masks I also show how we – people are at the same time different in appearance and so similar in the internal cognitive structure.

9 Upcoming commitments?
I create both paintings and spatial forms in cycles, which can be seen only after some time. Within the paintings, cycles were created: nudes, paintings about animals, emotions, people, flowers. All the cycles are open and have one primary goal: to evoke the viewer’s feelings of delight, joy, beauty and, as a consequence, feelings of love for himself and the outside world. Beauty releases peace in us, raises us to higher vibrations, brings a smile to our faces. We become gentle in outdoor behavior and treat ourselves more gently. I often use the shape of flowers because a flower is an unquestionable symbol of beauty. Surrounding ourselves with beautiful relationships, objects, positive events, we maintain an internal balance, both mental and spiritual. Which has a simple impact on our actions in the physical world. Spatial works introduce the viewer to reflection on their own condition. They show the complexity of human nature. I am working on exhibitions that would restore a sense of joy, beauty, self-knowledge, inner freedom, everything that the Polish nation lost in World War II, and what has not yet been fully rebuilt in our Poles. At the same time, I am exploring new technical possibilities for imaging issues that interest me, including the latest technology. Also with my own personal development there are new planes to reveal to the world, such as: internal transformation, changes in mental patterns, perception of myself and my place in the world, in my own life, in relationships.

About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

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