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Focus letteratura

La narrativa combinatoria del Novecento e Raymond Queneau

narrativa combinatoria

Nella consapevolezza che la letteratura non può conservare i sui ruoli tradizionali, si muove anche un'altra importante corrente narrativa degli anni cinquanta e sessanta, sviluppatasi in territorio francese, la quale trova nella tecnica narrativa combinatoria un nuovo modello per la narrativa stessa. L'espressione tecnica combinatoria, o gioco combinatorio, indica la necessità che i materiale narrativi siano strutturati in base a scelte rigidamente razionali, predisposte secondo schemi fissati in precedenza, seguendo regole prestabilite e non modificabilidall'influenza di ispirazioni, emozioni, sentimenti.

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Svevo e i suoi ultimi anni: un nuovo atteggiamento morale

Svevo-senilità

Nel 1927, licenziando la seconda edizione di Senilità, Italo Svevo scriveva: < >. Forse, con questo me aculpa, Italo Svevo voleva solo scusarsi di aver mantenuto, anche nella ristampa, un titolo censuratogli dall'amico Larbaud, come fortuito e restiamo stupiti se si pensa che proprio un anno prima, nel 1926, era stata composta la Novella del buon vecchio e della bella fanciulla dove si misura tutto lo scarto la senilità dal punto di vista dello stato morale e quella dell'atto di nascita

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Calvino e quel suo Barone rampante-‘Iniziato’

Semplicità disarmate, dunque, quella con cui Calvino, ne Il Barone rampante, mette il lettore comune a tu per tu con l’Istituzione Massonica. La semplicità della padronanza, della sicurezza, della confidenza con l’argomento e con l’arte della scrittura. Doti dalle quali nasce un romanzo che cela qualcosa di più che una semplice narrazione di riti, Logge e simboli. Un romanzo che, non a torto, può essere assimilato ad un percorso iniziatico; ad un cammino di crescita interiore del protagonista. Cosimo ˗ come l’iniziato ˗ fa una forte scelta che lo porta a camminare in parallelo coi suoi simili, ma in ambienti e dimensioni decisamente distaccati. Il regno degli alberi è il tempio in cui Mino impara a misurarsi con sé stesso, con l’universo, con quella libertà individuale cara all’ambiente iniziatico, e che è la causa fondamentale per la quale egli decide di abbandonare il restrittivo tetto paterno.

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Mistero e irrealismo in Buzzati

Dino Buzzati

Il grande ritratto di Dino Buzzati trasporta il lettore, dietro la vicenda di colui che si pensa essere il protagonista (ma non lo è in quanto è difficile che nella narrativa di Dino Buzzati esista un protagonista-uomo o donna, essendo la sua umanità sempre vittima di qualcosa di molto più grande di essa), in una sorta di "sopramondo"" a metà tra fantascienza e un mondo sui generis, le cui dimensioni, da umane si trasformano e deformano, assumono proporzioni irreali, diventano incubo, ossessione e a volte pazzia.

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Albert Camus e l’assurdo: quando il destino ci appartiene come le tragedie della vita

Albert Camus

Per dibattere intorno alle ragioni dell'esistenza nel Novecento, nulla era più utile del colloquio con una delle personalità più rappresentative e attuali di una stagione irripetibile delll'Europa, quella di Albert Camus, in cui il critico piemontese Giacomo Debenedetti individua l'emblema dell'interrogazione radicale dell'uomo occidentale alla ricerca di se stesso in un contesto ostile

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