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Poesia

Non sa più nulla: la rassegnazione di Sereni

Vittorio Sereni

Delle dodici poesie che costituiscono il vero e proprio Diario di Algeria del poeta Vittorio Sereni, Non sa più nulla è la quarta e ultima, nonché la lirica più celebre e tra le più importanti di Sereni. Essa è stata scritta in occasione dello sbarco degli alleati in Normandia nel giugno del 1944, ma il poeta, prigioniero in Algeria, appare dominato da un'amara rassegnazione; egli è sprofondato in un"cerchio d'oblio" da cui nulla lo può sollevare. Tutto ciò che esula dalla sua sofferenza quotidiana, dal senso di abbandono che lo minaccia, gli appare troppo lontano e privo di senso.

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“Toccata”: la musicalità di Luzi

mario luzi

La lirica Toccata (in settenari con due endecasillabi e due ottonari sdruccioli legati da rime e assonanze), risale al 1932 e testimonia dei modi del primo Mario Luzi, anche se fu raccolta nel volume La barca non alla prima edizione del 1935, ma alla seconda, del 1942. L'occasione sembra scaturire dall'osservazione della natura, colta nel trapasso stagionale dall'inverno alla primavera, ma i riferimenti alla realtà sono molto labili e servono più che altro a concretizzare uno stato d'animo che è di sospensione e di indecisione.

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“Canto alle rondini”: l’ermetismo di Alfonso Gatto

Alfonso Gatto

Pubblicata la prima volta nel 1939 sulla rivista < >, Canto alle rondini del poeta salernitano Alfonso Gatto, è una delle sue liriche più note. Il poeta fonde immagini della realtà, impressioni, suggestioni, sensazioni difficili da dominare con la razionalità, avvalendosi di una andamento musicale. Emerge una certa ambiguità semantica, caratteristica propria della poesia ermetica del resto, ed in particolare in Gatto: per quanto riguarda il titolo, esso è un toponimo fiorentino, una denominazione di un angolo della vecchia Firenze, dove appunto Gatto abitò nel 1938

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“Adolescente”: l’aulicità di Vincenzo Cardarelli

Adolescente poesia

Le prime poesie di Vincenzo Cardarelli risalgono al 1909 e sono state pubblicate non distinte dalla prosa; solo nel 1936 e poi nel 1942, sono state raccolte nel volume delle Poesie, aperto dalla lirca Adolescente. La giovane figura che è oggetto dell'ammirazione e del desiderio del poeta è sentita come irraggiungibile a causa della sua irresponsabilità ed incoscienza gioiosa, tipiche di questo periodo della vita

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“C’è chi”, la realtà secondo Wislawa Szymborska

Wislawa Szymborska

Wisława Szymborska è stata una delle più illustri poetesse del 900', tanto da ottenere il premio Nobel nel 1996 nonché una delle più insigni e rappresentative della sua terra, la Polonia. Nasce a Kòrnik, un piccolo paese della Polonia centrale nel 1923, all'età di otto anni, assieme alla famiglia si trasferisce a Cracovia, città che le rimarrà impressa per la vita. Riesce a sfuggire alla deportazione in Germania, e riesce a compiere studi seppure irregolari in Polonia.

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“La sera” vista da Rilke e Cardarelli: due poesie a confronto

vincenzo cardarelli

La sera vista da Rilke è una sera celebrativa, mistica e intensa. Lo stesso verso iniziale rivesta la sera di una mitica e favolistica bellezza, la sera viene vista come una fata d' ombre, un essere silenzioso, splendidamente oscuro che viene da lontano camminando. La sera di Cardarelli si carica di odori e colori, e sale dal mare e crea paesaggi adatti all'amore, paesaggi fatti di ricordi, di perdizioni e cose lontane, come le speranze infrante o i ricordi. La poesia rivela una malcelata malinconia nella sera.

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