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Tutto secondo gli accordi copertina

‘Tutto secondo gli accordi’, poesia e musica nella raccolta poetica di Riccardo Santarelli

Il legame tra poesia e musicalità ha radici antiche e risale ai poemi omerici, dove l’esametro serviva alla memoria degli aedi per ricordare più facilmente le grandi imprese della guerra di Troia e le avventure di Ulisse in viaggio nel Mediterraneo. Lo scrittore pugliese Riccardo Santarelli fa coesistere parola e musica più volte nella raccolta poetica dal titolo Tutto secondo gli accordi, edito da Eretica, mostrando come un’opera poetica e un brano musicale possano apparentemente prescindere l’una dall’altro ma poi sentano il bisogno di chiamarsi, desiderarsi e ispirarsi, andando a creare un preciso e singolare contesto.

Ideata durante la seconda metà del 2021, la raccolta di poesie Tutto secondo gli accordi è nata dalla volontà di far partire dallo stesso binario musica e verso. I titoli dati alle poesie sono accordi musicali che formano quella che in musica si chiama armonia non funzionale, ovvero una successione non canonica, che prescinde dalla tonalità ma il cui risultato compositivo è più che valido.

Tutto secondo gli accordi copertina

Come si spiega nella Prefazione, all’inizio dell’estate del 2021 Santarelli aveva già in mente di scrivere un libro di poesie che strizzasse l’occhio alla musica; aveva già il suo inizio e la sua fine: il titolo Tutto secondo gli accordi e la poesia “Silenzio”, l’ultima di questo originale volume.

Il titolo di ogni poesia che compone la raccolta è un accordo, e ogni lirica nasce da un percorso arduo, quasi irrazionale, vitale e istintivo alla cui base c’è l’ispirazione musicale. La duplice forma dell’opera corrisponde alla volontà di Santarelli, che nella sua ricerca espressiva favorisce sempre di più una modalità di lettura empirica, di coinvolgere più sensi senza la pretesa di dare loro un ordine ben definito.

La raccolta di Santarelli sottende il sottotitolo che è una citazione di Beethoven: <<La musica è una rivelazione, più alta di qualsiasi saggezza e di qualsiasi filosofia>>. Nel caso specifico, l’autore sperimenta i meandri del vuoto, rimanendo ancorato alla ricerca del “movimento segreto delle cose”. Cerca, manifesta, comprende, definendo la musica in poesia, unico spazio di infinita vitalità e divenire.

La musica per Santarelli è l’avamposto della vita e della speranza, la poesia quello della luminosità e della trasparenza. Tale connubio, si esplica chiaramente e felicemente in Tutto secondo gli accordi, dove non solo si cercano di percepire gli oggetti nei loro dettagli, ma anche la forza della metafora di trattenere la loro essenza, e di portare loro a uno stato di purezza.

Il cuore di Santarelli batte per l’enigma della parola, delle cose, della realtà che a volte non sappiamo definire innocente, cose e parole  smarrite fra rivoli di sentimenti e visioni:

 

RE CON SECONDA SOSPESA

Ho concepito l’attesa
vietando alle parole
di sciogliersi
sulla bocca,
forzando il pensiero
su binari molli
che percorrono fondali.

Da bambina
mi si è appesa al collo,
ha svelato il suo segreto
e ha umiliato il tempo,
riducendolo a un folle
che predica la fine
troppo presto,
troppo in fretta.

Ormai cresciuta,
mi porta sulla cima
del mondo,
dove ogni uomo,
una volta nella vita,
si lascia morire.

 

Tutto secondo gli accordi è sia un brano di musica classica (all’interno del volume c’è anche un codice QR che rende possibile l’ascolto) che una raccolta poetica che sa di mistero e piccoli svelamenti. L’autore ha lasciato che il verso ispirasse la musica e che la musica ispirasse il verso. Il senso di marcia non conta: si può cominciare con l’ascolto o con la lettura; l’importante è lasciare che l’udito e la vista godano rispettivamente della musicalità del verso, dominio della poesia, e delle ampie spennellate di sensibilità che solo la musica riesce a realizzare. Le poesie ruotano intorno a riflessioni esistenziali, l’autore considera il vuoto quasi come un luogo davvero concreto, non il vuoto aborrito dalla Natura:

Vivo nel vuoto,
perché è l’unico luogo
che mi contenga.
Posso portarci
qualsiasi cosa:
una città intera,
senza che si riempia;
la pioggia scrosciante,
senza che si bagni;
doni su doni,
senza ricevere
alcuna gratitudine.
Posso portarci
il mio volto,
senza per forza
essere riconosciuto.

Santarelli compone il suo spartito poetico seguendo l’assunto che vuole che Musica e poesia accomunate dalla specificità di forme distribuite nel tempo. Entrambe, insomma, hanno il tempo come carattere fondante. Così come entrambe costruiscono il proprio effetto ricettivo su fenomeni di tipo uditivo, di tipo acustico. E questo i poeti, da Dante a Petrarca, da Leopardi a Montale, lo sapevano benissimo: anche nel momento in cui scrivono un metro chiuso, obbligato, per rime incatenate e così via, giocano continuamente sull’anisosillabismo dell’esecuzione. Riccardo Santarelli non è da meno, e regala agli appassionati di musica e di poesia squarci di vita pensata, riflessioni, un mondo interiore in cui tutti le anime sensibili possono riconoscersi, mostrando acutamente e delicatamente come la musica e la poesia siano un binomio essenziale.

 

Riccardo Santarelli è nato a San Giovanni Rotondo nel 1988, si è laureato alla facoltà di Lettere Moderne. Nel 2009 pubblica il suo primo libro di poesie, Frammenti di anti-quotidianità, presso la casa editrice Rupe Mutevole e nel 2016 autopubblica un’altra raccolta dal titolo Il verso della Sorgente.
A fine ottobre 2022, esce la sua ultima raccolta poetica Tutto secondo gli accordi, pubblicata con Eretica Edizioni. Di prossima pubblicazione è l’album musicale Ascendente.

About Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

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