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The Young Pope

‘The Young Pope’, 3° e 4° episodio: vanità e ricatto

L’ottimo esordio di The Young Pope di Paolo Sorrentino ha avuto l’effetto di amplificare l’interesse per gli episodi 3° e 4° trasmessi ieri sera su Sky. Che si trattasse di un papa vagamente – per utilizzare un eufemismo – sui generis lo si era capito già venerdì scorso, ma l’ingresso in scena di questa sera è stato a dir poco da rockstar: i titoli di testa con Pio XIII (l’enigmatico e spiazzante Jude Law) che attraversa un corridoio sulla cui parete sono esposti meravigliosi quadri, il sottofondo musicale rockeggiante, e lui che ci fa l’occhiolino per introdurci nel suo papato stravagante, valgono  da soli l’attesa di sette giorni.

Da un punto di vista narrativo, le puntate di The Young Pope di stasera sono state un po’ interlocutorie con l’aggiunta di un paio di ingredienti. La curiosità che aveva provocato Lenny Belardo lasciando in sospeso dei concetti non esattamente ortodossi, solo in minima parte, infatti, è stata soddisfatta; nel senso che il prosieguo della storia ancora non ha fatto sufficientemente luce sul suo passato turbolento, sulle dinamiche della sua elezione, né sul suo problema con la fede. La sensazione generale è che questo papa sia alla perenne ricerca dei genitori, di Dio, di se stesso, e chi è costantemente alla ricerca di qualcosa è condannato perennemente alla contraddizione.

I principali elementi di novità emersi rispetto ai primi due episodi, sono la vanità e il ricatto, rappresentati, rispettivamente – manco a dirlo -, dal papa stesso e dal cardinale Segretario di Stato Voiello (Silvio Orlando). Pio XIII è un Papa vanitoso oltre ogni immaginazione. Per lui la bellezza è un dono, e invita chi la possiede a gioirne. E lui, ben consapevole della propria, arriva ad affermare addirittura di essere più bello di Gesù. Al contrario, il Segretario Voiello può estrinsecare la propria vanità solo mediante il potere, quel potere che Belardo a poco a poco gli sta polverizzando. Ecco che quindi, per scoprire delle debolezze ataviche del pontefice e “salvare la Chiesa”, ordisce una trama di ricatti che involge alcune delle persone che orbitano attorno a Belardo. E in un certo qual modo, ci sentiamo ricattati anche noi, non solo perché è impossibile non empatizzare con Pio XIII, ma soprattutto perché siamo costretti a vedere come andrà a finire.

 

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