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Annalina Grasso

Giornalista e blogger campana, 29 anni. Laurea in lettere e filologia, master in arte. Amo il cinema, l'arte, la musica, la letteratura, in particolare quella russa, francese e italiana. Collaboro con una galleria d'arte contemporanea.

Luchino Visconti, gattopardo imperfetto tra neorealismo e decadentismo

Luchino Visconti

Decadente, nostalgico, melodrammatico. È Luchino Visconti, maestro del cinema italiano tra neorealismo e decadentismo, autore di capolavori immortali tra Tomasi di Lampedusa e Proust Il cinema italiano ha ospitato grandi registi che hanno reso noto il neorealismo in tutto il mondo. Attraverso opere come Roma città aperta o Ladri di biciclette. Raccontando un’Italia semidistrutta, ma capace di grandi speranze sociali, tra lo squallore del secondo dopoguerra. Ogni regista diede un suo contributo alla creazione di un canone neorealista, con i suoi attori presi dalla strada, i set nelle strade della città e non solo negli studi, l’adesione a principi politici come il marxismo e l’antifascismo.

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‘Venere che benda Amore’ di Tiziano, a Palazzo Te da oggi fino al 5 settembre

Tiziano

Il secondo appuntamento del programma espositivo Venere divina. Armonia sulla terra vede protagonista il capolavoro di Tiziano in prestito dalla Galleria Borghese di Roma. In occasione di questa esposizione straordinaria, Palazzo Te presenta un ricco programma di appuntamenti: incontri e performance dedicati al mito di Venere saranno ospitati negli spazi del Palazzo tra cui l’Esedra, ripensata per accogliere il pubblico. Un dipinto famoso già nel Seicento, oggetto di studio da parte di pittori come Antoon Van Dyck, ma anche di storici dell'arte e studiosi che ne hanno variamente interpretato il soggetto: Venere che benda Amore di Tiziano (1560-65) è uno degli ultimi dipinti del maestro veneto, parte della collezione della Galleria Borghese, dal 22 giugno al 5 settembre 2021 in prestito a Palazzo Te nell'ambito del programma espositivo Venere divina. Armonia sulla terra.

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Pasolini: smettiamola di mitizzarlo e strumentalizzarlo!

pasolini

2 Novembre 1975. Pasolini viene assassinato vicino ad un campetto di calcio all'idroscalo di Ostia. Riceve percosse, bastonate e agonizzante viene travolto più volte con la sua stessa auto. I capelli intrisi di sangue. Le tracce di pneumatici segnano la sua schiena. Le dita della mano sinistra fratturate. Dieci costole fratturate. Il cuore scoppiato. E' irriconoscibile, tant'è vero che la donna che scopre il suo cadavere ed avverte la polizia di primo acchito aveva pensato che fosse un sacco di stracci. Muore quella notte uno dei più grandi intellettuali dell’epoca. Non solo, ma anche uno degli intellettuali più scomodi che la letteratura del ’900 possa annoverare.

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‘Contro l’impegno’ di Siti. La letteratura è diventata un calmante e gli scrittori sono schiavi del proprio ego cretino

Walter Siti

Ha fatto molto parlare di se, e giustamente, la raccolta di saggi Contro l’impegno di Walter Siti, il quale si sofferma su cosa significhi la “mancanza dei finali” che sta affliggendo molta narrativa letteraria e televisiva. La prassi del finale aperto, come sappiamo, deriva dal feuilleton e dalla narrativa di genere, in cui la serialità impone allo scrittore di abdicare alle pretese autoriali per assicurare al lettore la riproduzione delle gratifiche emotive, che diventano rinnovabili e dilazionano il possibile orizzonte di chiusura.

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Tracciati della memoria nel cinema tedesco di Helma Sanders-Brahms e Margarethe von Trotta

nuovo cinema tedesco

I registi del Nuovo Cinema Tedesco appartengono a quella generazione che, pur non essendo stata direttamente coinvolta nella Seconda Guerra Mondiale, ha subito le conseguenze della sconfitta della Germania ed è stata costretta a sopportare l’onta degli eccidi di massa compiuti dal Terzo Reich. Nei loro film, come nelle dichiarazioni di poetica, si manifesta un rapporto contrastato con il passato, sia in relazione alla produzione cinematografica postbellica, legata soprattutto ai melodrammi e agli Heimatfilme, sia nei confronti dei padri, ossia quella generazione che era stata connivente con il progetto nazionalsocialista e la cui eredità aveva sgretolato l’identità tedesca provocando un diffuso e sottaciuto senso di colpa.

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‘Une femme douce’, il realismo poetico e rarefatto di Bresson

une femme douce

Fin dalla sua prima presentazione internazionale, al Festival di San Sebastian, nel giugno del 1969, Une femme douce solleva fra la critica italiana reazioni contrastanti, fra chi accoglie il nuovo film di Robert Bresson con perplessità, quando non lo stronca decisamente, e chi invece elogia Une femme douce, collocandolo fra le migliori opere del maestro francese.

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‘L’anima non si cicatrizza’, parola dello scrittore israeliano Eshkol Nevo

Nevo

Che cosa la spinge a scrivere? Ha sempre saputo che sarebbe diventato scrittore? Se avessi a disposizione il tuo scrittore preferito, che cosa gli chiederesti?  Lo scrittore israeliano Eshkol Nevo, che ha abbandonato una carriera da pubblicitario per dedicarsi alla scrittura, ha messo le mani avanti pubblicando la sua L’ultima intervista, in Italia con Neri Pozza nel 2019 (traduzione dall’ebraico di Raffaella Scardi). 

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