giardino dei Finzi-Contini, romanzo del 1962 dello scrittore bolognese Giorgio Bassani è stato non poco osteggiato alla sua uscita da diversi esponenti nella Neoavanguardia italiana che consideravano l’opera costruita attraverso una manovra palesemente ideologica che mira ad un trattamento preferenziale dell’io narrante, ovvero di Giorgio, il protagonista della storia. Una storia di amore (tra Micòl e Giorgio) e di salvazione (quella di Giorgio, la cui buona e cattiva coscienza è incarnata dallo sguardo decadente rivolto al passato dei ricchi Finzi-Contini e da Malnate, amico della famiglia, con le sue scelte politiche e di vita).
Read More »Dal romanzo al film: L’innocente, l’ultimo sguardo critico di Luchino Visconti
L’ innocente si muove tra naturalismo e decadentismo e proprio questo discrimine tra le due categorie storico-critiche (specialmente l’ultima) probabilmente ha attratto Visconti insieme all’atmosfera crepuscolare e dimessa rispetto alle precedenti opere.
Read More »Gérard Genette: nascita della narratologia moderna
Il critico letterario e professore di letteratura francese presso la Sorbona Gérard Genette (Parigi, 1930) è senza dubbio una delle personalità di spicco, insieme a Barthes e Levi-Strauss, dello strutturalismo, nonché massimo esponente della narratologia moderna.
Read More »Top ten giugno 2014
CAMILLERI ANDREA LA PIRAMIDE DI FANGO Sellerio CABONI CRISTINA IL SENTIERO DEI PROFUMI Garzanti Libri ZUSAK MARKUS STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI FRASSINELLI CAROFIGLIO GIANRICO UNA MUTEVOLE VERITA’ EINAUDI COELHO …
Read More »Anna Maria Ortese, solitaria sacerdotessa della scrittura
La solitaria e "antipatica" (come si definiva lei stessa) Anna Maria Ortese è stata una scrittrice di rara sincerità, forse è proprio per questo suo modo di essere che, quando era in vita, era poco ascoltata, e oggi quasi per nulla ricordata. Il suo vivere deliberatamente in solitudine e il suo carattere riservato che non si sposava affatto con la mondanità sono da considerare soprattutto in riferimento all'insofferenza della Ortese per i circoli letterari, le apparizioni in pubblico, le promozioni editoriali e i salotti culturali.
Read More »Giuseppe De Robertis, la critica del saper leggere
Se c'è stato un critico, tra tutti quelli che contano nel Novecento, capace di pervenire ad un giudizio attraverso un modo tutto proprio di leggere e di capire un'opera letteraria, questi risponde al nome di Giuseppe De Robertis.
Read More »Il personaggio-uomo, protagonista indiscusso del romanzo del Novecento
Protagonista indiscusso del romanzo del '900 è il cosiddetto personaggio-uomo, per usare un'espressione tanto cara al critico piemontese Giacomo Debenedetti, il quale, attraverso autori come Kafka, Proust, Svevo, Pirandello, Tozzi, Joyce, pone l'attenzione sulla rottura che il romanzo dei primi decenni del '900 segna con il romanzo ottocentesco naturalista. Quest'ultimo si preoccupava di analizzare il visibile, occultando il materiale narrativo-descrittivo; il romanzo novecentesco fa esattamente il contrario: disocculta la realtà, epifanizza, per usare un termine caro a Joyce, soprattutto il personaggio, o meglio, il personaggio uomo o l'anti-personaggio.
Read More »Alessandro Zannini: “L’amante di Cristo”
Si è ispirato alla figura Monsignor Raffaele Nogaro, lo scrittore e giornalista campano Alessandro Zannini ("Sera e dintorni", "Storia della fanteria", "Sulle ali di un gabbiano", "Il pozzo di Sichem") per il suo romanzo "L'amante di Cristo" il quale ripercorre la vita e alcuni episodi realmente accaduti anche attraverso personaggi che richiamano alla memoria figure verosimili come don Peppino Diana, don Puglisi e don Ciotti e che hanno conosciuto Monsignor Nogaro.
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