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Segnalazioni libri

‘Il segreto del Vangelo di Tommaso’ di Giovanna Garbuio, l’eterno fascino dello gnosticismo

Vangelo Tommaso

Il Vangelo di Tommaso è uno dei testi apocrifi preferiti da miticisti e scrittori cospirazionisti per creare un profilo leggendario di Gesù. Non fa eccezione Govanna Garbuio che, con il libro Il Segreto del Vangelo di Tommaso, pubblicato da Edizioni Il Punto d’Incontro e in uscita il prossimo 6 febbraio, accompagna il lettore in un’esplorazione abbastanza profonda del Vangelo di Tommaso, uno dei testi più affascinanti, divertenti e controversi della tradizione cristiana antica, riportandolo alla sua funzione originaria di testo iniziatico e trasformativo.

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‘’Manuale per mangiare da soli’’, anteprima della nuova raccolta poetica di Maurizio Evangelista

Maurizio Evangelista

Maurizio Evangelista è fra gli autori contemporanei più affermati nel panorama poetico e letterario italiano. All’attivo diverse pubblicazioni, sia in Italia che all’estero, la sua è una penna delicata, armonica, sensibile: capace di cogliere e scandagliare le sofferenze tacite, i languori e le tristezze fragili dell’animo umano con una scrittura garbata ma attenta, che intuisce e musica in versi l’umana emozione. I componimenti di Maurizio Evangelista sono momenti poetici: viaggi catartici e suggestivi dove il vissuto si tramuta in emozione tangibile e ogni lettore può ritrovare un pezzo di sé.

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‘Profumo di viole sfiorite’, la speranza secondo Antonio Borsa

Il profumo di viole sfiorite

Dopo l'esordio con "I tre appuntamenti", Antonio Borsa, informatore farmaceutico con un'anima da narratore, torna in libreria con un secondo romanzo che promette di lasciare il segno: "Profumo di viole sfiorite" che si presenta come un viaggio emotivo e simbolico; un'opera che mescola dramma, redenzione e un omaggio musicale al cantautore Max Pezzali, per parlare a chi, schiacciato dal peso della vita, ha pensato di arrendersi.

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‘Nella futura città di Edenia’ di Zingman per la prima volta tradotto in Italia

Edenia

Edenia è una città tecnologicamente avanzata, dotata di grattacieli e aero-treni volanti e con un clima regolato artificialmente a seconda delle stagioni, tanto che non servono più cappotti d'inverno, né si sente troppo caldo d'estate. È un'affascinante fantasia letteraria sulle possibilità della vita ebraica in Europa e sulla pace in Palestina il racconto di Kalman Zingman, pubblicato nel 1918 e ora tradotto per la prima volta in italiano dall'yiddish da Stefania Ragaù.

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‘Che il libeccio faccia il mio gioco’ di Luisa Aliotta; il mondo rifiutato e il mondo immaginato

libeccio

Siamo sempre tutti preoccupati del nostro essere fuori da noi stessi: il ruolo familiare, quello lavorativo, il posto occupato in società. Ma quanto, davvero, ognuno di noi si preoccupa del nostro essere interiore? Che il libeccio faccia il mio gioco (Edizione speciale, vincitore del Premio Mestre 2025) di Luisa Aliotta si apre al lettore con una citazione di Pessoa che riporta invece la “vita interiore” al centro dell'attenzione e delle preoccupazioni dell'essere umano, nella fattispecie dello stesso poeta. Fernando Pessoa ha votato la sua intera esistenza al “sogno” e alla frammentazione dell'io, concentrandosi sulla sua realtà interiore, lontana dal banale quotidiano. Molta influenza del pensiero e dell'opera di Pessoa si ritrovano nell'opera di Aliotta la quale comunque è riuscita a fare propri gli insegnamenti di questo grande maestro del Novecento e scrivere un romanzo che racconti la sua personale visione del legame che unisce l'essere umano al suo io interiore.

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‘Visite e altri incontri di apparente marginalità’, l’esistenza precaria secondo Marco Zenone

visite Zeone

Uscito in seconda ristampa a ottobre 2025 con Scatole Parlanti, Visite e altri incontri di apparente marginalità di Marco Zenone è un libro che affronta con leggiadra leggerezza un tema molto profondo legato alla salute delle persone: l'ansia dell'attesa per una visita, un controllo, un esame, un consulto. Ovvero per qualsiasi cosa “costringa” l'essere umano a fare i conti con la caducità della propria esistenza. Il libro è uno spin-off di Non ti voglio (Edizioni Effedì, 2020), privo questa volta di riferimenti autobiografici. Nel suo primo romanzo infatti l'autore aveva apertamente parlato della sua malattia, diabete di tipo 1, di cui ha sofferto fin dall'infanzia. Si ritrovano invece in questo nuovo romanzo alcuni dei personaggi caratterizzanti il primo romanzo di autofiction, in particolare Sandro “Highlander” Giovannetti. Il fulcro delle vicende narrate sono proprio le visite, i consulti, le indagini mediche che hanno quasi sempre un risvolto tragicomico e rappresentano il motivo conduttore del libro nonché il legame tra Highlander e Edoardo “Dino” Giovannetti.

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“Fate presto”, il romanzo di Gloria Vocaturo sul terremoto in Irpinia nel 1980

terremoto Irpinia

“Fate presto” è un titolo rimasto nella storia del giornalismo italiano. E' "Fate presto", quello che il Mattino di Napoli pubblica pochi giorni dopo la scossa che quarant'anni fa colpì Irpinia e Basilicata. Nasce da una riunione di redazione, con Pietro Gargano e il direttore Roberto Ciuni. "Fare presto" è la proposta di Gargano, "Fate presto" è il titolo scritto nel taccuino del direttore. Un appello nei giorni della rabbia e del dolore, segnati dal ritardo dei soccorsi e dalla mancanza di coordinamento. L'espressione “Fate presto” è ripresa dalla scrittrice Gloria Vocaturo (Troisi- ‘O ssaie comme fa ‘o core; Iskra un’epica di pace nel conflitto russo-ucraino; Autobiografia di mio padre. Trump, il patriota che divide l’America. Le raccolte poetiche: È solo parte di me, Speranza), nel libro omonimo edito da Castelvecchi Editore, 2025 e che racconta il terremoto dell’Irpinia del 1980 attraverso uno sguardo inedito: la voce della terra stessa, che irrompe come narratore e carnefice.

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Margaret Atwood contro il mondo reale nel suo memoir ‘Il libro delle vite’

Atwood

Margaret Atwood ha la reputazione di fare previsioni inquietantemente accurate sul futuro dell'umanità nei suoi romanzi. Questo è piuttosto strano, perché – come dimostra il suo nuovo memoir, Il libro delle vite – è in realtà piuttosto ottusa quando si tratta di interpretare gli esseri umani. Non nota l'interesse romantico maschile, nemmeno quando è ovvio; è colta di sorpresa dalle rivalità in una casa editrice indipendente, tra l'altro; non riesce a capire perché così tante "belle donne single e ben vestite" se ne stessero sedute da sole nei bar di Praga nel 1984, e debbano esserne informate.

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