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Edenia

‘Nella futura città di Edenia’ di Zingman per la prima volta tradotto in Italia

Edenia è una città tecnologicamente avanzata, dotata di grattacieli e aero-treni volanti e con un clima regolato artificialmente a seconda delle stagioni, tanto che non servono più cappotti d’inverno, né si sente troppo caldo d’estate. È un’affascinante fantasia letteraria sulle possibilità della vita ebraica in Europa e sulla pace in Palestina il racconto di Kalman Zingman, pubblicato nel 1918 e ora tradotto per la prima volta in italiano dall’yiddish da Stefania Ragaù.

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In questo raro racconto utopico della letteratura yiddish, pubblicato all’indomani della rivoluzione russa e della Prima guerra mondiale, l’antisemitismo è scomparso e gli ebrei della diaspora hanno ottenuto la piena emancipazione. Nel futuro immaginato dall’autore, i popoli della terra sembrano aver raggiunto una pace perpetua e duratura e persino in Palestina, dove l’impresa sionista ha sviluppato una vivace civiltà ebraica secolare, arabi ed ebrei vivono tranquillamente gli uni accanto agli altri.

Kalman Zingman (1889–1929), nato in uno shtetl vicino a Kaunas, in Lituania, ricevette un’educazione tradizionale ebraica che però non portò a termine, dovendo ben presto mettersi a lavorare in un piccolo negozio di stoffe. Grande amante della letteratura e della poesia, che leggeva in yiddish, ebraico e russo, nel 1917 decise di fondare una piccola casa editrice dedicata alla letteratura yiddish e cimentarsi lui stesso in alcuni tentativi letterari. Proseguì l’attività editoriale a Kaunas, in Lituania, e poi a Berlino. Nel 1928 si recò con un visto turistico in Unione Sovietica, dove morì l’anno dopo a Simferopol, capitale della Crimea.

Stefania Ragaù, dottoressa di ricerca in Storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa, è borsista Humboldt al Buber-Rosenzweig-Institut dell’Università Goethe a Francoforte sul Meno. Ha pubblicato Sognando SionEbraismo e sionismo tra nazione, utopia e Stato (1877-1902) (Viella, 2021).

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