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Pino Ciccarelli: “Magari in un’altra vita”

L'autore Pino Ciccarelli
L’autore Pino Ciccarelli

“Ogni musica che non dipinge nulla non è che rumore.” Jean Baptiste le Rond d’Alembert, “Enciclopedia”, 1751.

“Perchè è questo ciò che fa la musica, dipinge la nostra anima, la nostra vita, ...magari in un’altra vita.”

Bob Dylan, Edith Piaf, Nicola Di Bari, Chicago, Bee Gees, Marcella, Elton John, Gabriella Ferri, Nuovi Angeli… Ogni pagina è musica, ogni parola è arte, pura poesia, un dipinto che segna l’anima.

Giovedì, 12 dicembre, Pino Ciccarelli, sassofonista napoletano, ha presentato presso la libreria Marotta&Calfiero store, il suo primo romanzo. Pagine e pagine che, vorresti, non finissero mai. Parole e musica.

Giuliano e Riccardo iniziano così la loro amicizia. Ciò che li lega è qualcosa che non puoi spiegare, perchè la musica, i ricordi, l’anima che vibra, non puoi spiegarla. Non puoi darle un senso reale. Lei vola, la musica e, con lei, anche le parole di questo splendido libro.

L’autore ripercorre così, attraverso un’amicizia che strappa e regala lacrime e sorrisi, la bellezza di un’epoca che, mai, potremo rivivere, non nel concreto almeno. La forza di quel mondo, di quegli anni, gli anni ’70, che rinascono nella memoria attraverso una canzone, una melodia, quella melodia mai dimenticata. Perchè quegli anni erano così. Ci batteva il cuore, allora. In quel tempo finito che lascia un segno indelebile nei cuori di chi li ha vissuti, amati, ancora una volta, mai dimenticati.

Amore, amicizia, odio, forza, coraggio, passione, desiderio di andare oltre, di strapparla con i morsi e con i denti questa vita, quella vita, che, molto spesso, non lascia scampo. Ma solo un breve ricordo. I ricordi di una vita.

La musica vive in ogni parola scritta dall’autore. Rende, ogni istante che vive nella mente, indistruttibile. La musica è anche questo. Indistruttibile. Una forza inaudita, inspiegabile, come un’onda che si infrange sugli scogli in una giornata di fine estate. La parole scorrono veloci, ci trascinano in un mondo che è stato ed è ancora il nostro. Ne abbiamo ancora di ricordi di estati passate alla ricerca di un sorriso, quello della ragazzina che ci fa battere il cuore, di scommesse fatte con gli amici dopo una partita di calcetto, di momenti e sguardi rubati al destino. Un destino beffardo, maligno. Un destino bastardo.

E poi ancora, i sogni proibiti, i desideri, la vita che scorre, la voglia di fermarla, o forse di correrle dietro, perchè il tempo va, inesorabile. Un’estate diventa una vita intera. Un ricordo, resta un macigno che non si alleggerisce mai, nemmeno dopo 32 anni. I ricordi, belli o brutti, restano dentro e la musica, la nostra musica, li riporta a galla e non lascia scampo.

Riccardo ama la musica, Riccardo ama la vita, e ama Tecla. Ma questa vita sembra troppo poco per lui, per quella chitarra che continua a suonare nonostante tutto, nonostante il tempo, il dolore, i brutti ricordi, il sangue che scorre.

Giuliano è li, guarda, osserva la vita che continua a muoversi, che vorrebbe rendere sua. In un corpo non ancora maturo e con la mete che aspetta un futuro che non tarda ad arrivare e a colpire, come quel pugno allo stomaco.

E i litigi, la fine di un’estate come la fine di un’amore. Le persone sbagliate, le decisioni da rimpiangere, da ricordare in eterno in quella Napoli anni ’70 che lascia un vuoto, una lacrima che bagna il viso.

In un linguaggio semplice e diretto, Pino Ciccarelli ci porta con lui. Non ha bisogno, però, di prenderci per mano, per accompagnarci in questo mondo, tra queste parole. La musica, la sua musica, lo farà per lui. Ci porterà accanto a Giuliano, alla sua voglia di imparare, di amare, di essere, di vivere, di non lasciare andare. E ancora, accanto a Riccardo, un “ragazzino” che resterà dentro di noi, alla fine di queste immense pagine, come un Jim Morrison, un Jimi Hendrix, a cui forse, questa vita, andava ancora troppo stretta. Non lo so, non lo sapremo mai.

E così, nella periferia cittadina, osserviamo, ascoltiamo, restiamo accanto a loro. Ai nostri protagonisti, quelli che diventano amici, che diventano compagni di giochi e scherzi, di una vita intera. Una vita che non aspetta, una vita che non torna indietro.

“Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro.” Bob Dylan.

Ma tutto questo accadrà “Magari… magari in un’altra vita.”

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